La Caduta di Yermak: Zelensky Isolato, la UE nel Panico

di The Islander
Bruxelles vuole ritardare l’inevitabile, Washington vuole gestirlo e Kiev vuole negarlo. Solo uno di loro ha il potere di dettare i tempi, e non è l’Europa.
La caduta di Andriy Yermak – faccendiere, esecutore, guardiano e alleato indispensabile di Zelensky – non è uno “scandalo di corruzione”. È un pugno sul tavolo da parte di Washington. NABU, l’agenzia anticorruzione finanziata e addestrata dagli Stati Uniti, ovvero il cane da attacco addestrato dagli Stati Uniti per la politica ucraina, non ha fatto irruzione nell’ufficio presidenziale per caso. Ha fatto irruzione per ricordare a Zelensky che la guerra non è nelle sue mani, che il processo di pace non è nelle sue mani e che il guinzaglio intorno a Bankova Street è tenuto da Washington, non da Kiev e certamente non dai chihuahua europei.
Perché la vera storia non sono le dimissioni di Yermak. La vera storia riguarda l’Occidente che si rivolta contro sé stesso su come porre fine a una guerra che la Russia ha già vinto…

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“La Pace Giusta”: l’Europa Sbraita Mentre USA e Russia Apparecchiano il Tavolo

L’Europa appare smarrita mentre USA e Russia si spartiscono il tavolo della pace.
Il venir meno dell’iniziativa diplomatica europea sulla guerra in Ucraina ha riportato al centro della scena i due protagonisti effettivi del conflitto: Stati Uniti e Russia. Il ritiro della delega relativa alla proposta di un piano di cessazione delle ostilità ha reso evidente ciò che molti osservatori avevano già intuito: lo spazio politico dell’Unione è limitato, spesso puramente simbolico, e non incide realmente sugli equilibri strategici che determinano la prosecuzione o l’interruzione della guerra.
La retorica delle capitali europee appare dissonante rispetto alla realtà. Da un lato, si rivendica un ruolo imprescindibile del continente nei processi di pace e di sicurezza; dall’altro, le continue oscillazioni politiche, le divisioni interne e una dipendenza strutturale dagli Stati Uniti impediscono all’Europa di configurarsi come un attore autonomo. Le reazioni scomposte di figure istituzionali e leader nazionali alla nuova fase del negoziato internazionale mettono in luce questa contraddizione…

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Una UE Senza Europa è un Generatore Automatico di Conflitti

di Marquez
Il continuo allargamento UE è solo un atto servile verso gli USA, privo di logica politica o economica. Nuovi membri entrano per fondi e in chiave bellica antirussa. L’identità europea collassa, ridotta a costola NATO, lontana dallo spirito fondante di Ventotene.
La Nuova UE… Senza Europa
Ormai la UE è un generatore automatico di conflitti. Al momento ci sono nove paesi ufficialmente candidati all’adesione: Turchia (candidata dal 1999), Macedonia del Nord (candidata dal 2004), Montenegro (candidato dal 2010), Serbia (candidata dal 2012), Albania (candidata dal 2014), e questi sono i casi in sospeso da anni per valutazioni tecniche ed economiche.
Poi ci sono gli ultimi casi, su spinta politica ed atlantica, i più spinosi: Ucraina, Moldavia e Bosnia ed Erzegovina (tutte e tre candidate dal 2022) e Georgia (candidata dal 2023).
Caso a parte il Kosovo, altra situazione instabile e di potenziale conflitto, che ha firmato l’accordo di stabilizzazione e associazione necessario prima che possa candidarsi per l’adesione, ed è considerato “potenziale candidato”.
L’attuale espansione dell’Unione Europea appare priva di una logica coerente, sia dal punto di vista politico che economico. Sembra dettata esclusivamente dal desiderio di sfidare la Russia, intensificando e aggravando i conflitti, senza alcun reale vantaggio per sé. È un’operazione che trasuda servilismo nei confronti degli Stati Uniti…

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L’Europa di Tutti… o Forse No…

di Manlio Lo Presti
Anche con questa tornata farsa di votazioni europee, si conferma la drammatica scarsa rilevanza del voto dei cittadini europei.
I Paesi europei sono membri di una struttura comunitaria chiusa, ostile, fredda, gigantesca che tutela prioritariamente gli interessi industriali e finanziari delle multinazionali prima, e dei due/tre Paesi, poi.
I segnali dal futuro non lasciano intendere che avverrà un mutamento per accrescere il peso dei cittadini alla vita della mega struttura UE. Ci sono troppi miliardi che limitano pesantemente o perfino eliminano eventuali ingerenze. La catena di comando espressa dai due-trecento componenti dei consigli di amministrazione delle aziende multinazionali non mollerà le redini nemmeno un po’…

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La Spaventosa Campagna Elettorale Carica il Clima Guerrafondaio Occidentale

I leader politici occidentali stanno scavando una fossa più profonda per il loro eventuale collasso.
Gli stati occidentali stanno affrontando una crisi politica acuta in cui i loro partiti e leader al governo stanno lottando per la sopravvivenza in un contesto di grave perdita di legittimità agli occhi dei loro elettori.
Negli Stati Uniti, il presidente in carica Joe Biden è in lizza per la rielezione a novembre con i sondaggi storicamente più bassi di sempre per un occupante della Casa Bianca. Nel frattempo, in tutta l’Unione Europea, i partiti e i leader al governo sono pronti a subire una sconfitta a causa delle elezioni parlamentari di giugno.
Le radici di questa perdita di legittimità senza precedenti tra le istituzioni politiche occidentali sono molteplici…

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La Mobilitazione a Torino dei Combattenti Polacchi e dei Black Bloc diretti in Francia: Rivolte Coordinate?

di Cesare Sacchetti
Se ne sta parlando un po’ ovunque in questi giorni. La Francia è in fiamme. Sembra di essere piombati nel celebre romanzo dello scrittore francese Laurent Obertone, intitolato “Guerriglia”.
Nel libro si preconizzava uno scenario di instabilità in Francia dovuto alle massicce rivolte degli immigrati in Francia. Immigrati che stanno diventando così tanti nel Paese da sostituire persino i nativi francesi in diversi città.
Se si fa un giro a Trappes, ad esempio, una cittadina non distante da Parigi si avrà l’impressione di essere capitati in una città separata dal resto del territorio francese. A Trappes è come se si passasse un immaginario confine dalla Francia all’Arabia Saudita, perché in tale posto non ci sono francesi. Ci sono islamici che hanno imposto la loro cultura e i loro costumi, perché a differenza dell’Occidente liberale, il mondo islamico non ha mai conosciuto alcun processo di secolarizzazione.
È rimasto fedele alla sua storia e quando esso migra si porta dietro con sé la sua identità e non si integra per nulla con il Paese ospitante. Si assiste ad un vero e proprio fenomeno di sostituzione etnica, religiosa e culturale. Si potrebbe dire in questo senso che la Francia è la sublimazione del “sogno” del conte Kalergi che per costruire una nuova falsa Europa unificata si proponeva di sostituire gli europei con altri cittadini, nuovi “europei” formati da un incrocio di razze africane e asiatiche e popolo “eletto” degli Stati Uniti d’Europa…

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Se Cade il Governo Draghi “il Nuovo Salvatore della Patria” sarà Mario Monti?

di Diego Fusaro
Mario Monti potrebbe essere il prossimo “Nuovo Salvatore della Patria”?
Già da diversi giorni, gli autoproclamati professionisti dell’informazione vanno ripetendo a reti unificate che potrebbe essere giunto il momento di convocare nuovamente il teologo della globalizzazione mercatista, Mario Monti, per risolvere la crisi che sta travolgendo l’Europa tutta, anche in seguito delle sanzioni alla Russia e della situazione bellica legata al conflitto in Ucraina.
Come solito, Mario Monti viene celebrato come il salvatore della patria, secondo un processo analogo a quello che abbiamo visto in questi mesi dispiegarsi in relazione all’euroinomane di Bruxelles Mario Draghi…

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