I cani tendono a stare lontano dalle persone cattive e negative

I cani, come le persone, riconoscono le persone cattive o negative e se ne tengono a distanza. Che i nostri amici siano in grado di percepire le nostre emozioni e sensazioni ormai sembra accertato, ma una ricerca ha rivelato che sono capaci soprattutto di cogliere la negatività, standosene alla larga.
A scoprirlo sono stati i ricercatori della Kyoto University, secondo cui i cani sono estremamente sensibili ai segnali sociali degli umani e sanno quando smettere di fidarsi di persone che si comportano negativamente.
Per dimostrarlo, gli scienziati hanno diviso 54 cani in tre gruppi diversi. Ogni gruppo partecipava alla stessa interazione ma in modo leggermente diverso. Nel test, il proprietario del cane fingeva di avere difficoltà a rimuovere il coperchio di un vaso trasparente, che conteneva un oggetto che non aveva nessun valore per i cani…

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Animali allo specchio: quanto hanno davvero coscienza di sé?

Quanto hanno davvero coscienza di sé gli animali?
Lo dimostrano le immagini girate nella foresta equatoriale del Gabon, da Xavier Hubert Brierre, un fotografo francese che ha voluto vedere le reazioni degli animali davanti alla loro immagine riflessa. C’è chi è indifferente, chi assume qualche postura strana, chi si arrabbia… e non poco! Una telecamera nascosta si attivava ogni volta che un animale passava di lì, riprendendo le scene di ciascuno di fronte allo specchio.
L’elefante si mostra quasi annoiato, il leopardo cerca un contatto con l’immagine riflessa da bravo felino, il gorilla carica con violenza lo specchio, mentre lo scimpanzé spazia dal nervoso al vanesio. Il babbuino, invece, aggira lo specchio, quasi a voler trovare l’altra scimmia…

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I gatti sono attratti dalle persone che non li amano: perchè?

Cat

di Silvia Lazzerini
Chi ama i gatti e ne possiede uno o più, avrà avuto modo di osservarne il comportamento. I gatti sono animali particolarmente sensibili, molto percettivi e a volte danno origine a comportamenti che non sono facili da capire.
Ad esempio, se un gatto entra in una stanza dove vi sono più persone intente a fare conversazione,  dopo averle osservate tutte, esso si dirigerà verso l’unica persona che ha paura dei felini, suscitando in questa sgomento. Perchè? Molti profani ancora legati alle antiche dicerie, pensano che c’è qualcosa di intrinsecamente cattivo nella personalità di questo felino e credono il gatto scelga deliberatamente chi ne ha fobia per metterlo in imbarazzo. Quale sciocchezza superstiziosa!…

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Gli scimpanzè? Immaginano cos’è l’aldilà e fanno il funerale ai propri defunti

Chimpanzee Bacio

di Simonetta Caminiti
Di fronte alla morte si comportano come umani. Aprendo nuove ipotesi.

Prepararsi per l’ultimo viaggio, compierlo con dignità, attraversare la barricata tra la vita e un misterioso «dopo» che non ci è dato conoscere, ma che non spezza l’amore viscerale che si è condiviso. Pensavamo di essere gli unici, tra i figli di madre natura, a svolgere questi riti e forse ci sbagliavamo.

Lo spiega una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports, e condotta nello Zambia da un gruppo dell’università britannica di St Andrews: uno scimpanzé, in particolare, è stato osservato mentre puliva accuratamente i denti di un suo compagno morto da poco. Comportamento immortalato da telecamera e visibile su youtube, che sta mettendo in crisi secoli di studi sulla…

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I cavalli sanno parlare con noi

cavallo con bambina

I cavalli sono in grado di “parlare” con noi. A rivelarlo la studiosa italiana Rachele Malavasi.
Sulla rivista “Animal Cognition”, l’italiana Rachele Malavasi e Ludwig Huber hanno appena pubblicato uno studio, in collaborazione con l’Università Veterinaria di Vienna, che tratta sulla capacità dei cavalli di comunicare consapevolmente le proprie intenzioni. Il che presuppone, da parte loro, la possibilità di fare un piano d’azione mentale e la volontà di comunicarlo anche ad un essere umano. “Questa abilitá, che é all’origine dello sviluppo della teoria della mente – ci spiega Rachele Malavasi – ad oggi era stata studiata solo in primati, cani, corvidi e delfini. Ora finalmente – osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” – anche nei cavalli, animali a lungo sfruttati dall’uomo”

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