La verità sul golpe finanziario del 2011 in Italia

Giorgio Napolitano e Mario Monti

Nel 2011 l’Italia subì un colpo di Stato. Il governo capeggiato da Silvio Berlusconi, non convinto di percorrere la via dell’austerità, parlò di uscita del nostro Paese dall’euro e la finanza immediatamente passo all’attacco sostituendo Berlusconi con un proprio governo, quello di Mario Monti. Qui il punto non è difendere o meno Berlusconi, che dopo aver subito tutto questo, per bieca convenienza, si alleò con chi lo aveva deposto votando un atto eversivo come il pareggio in bilancio in Costituzione. Il pareggio in bilancio rappresenta infatti la resa dell’Italia alla dominazione straniera, impedendo al Paese il libero esercizio della propria sovranità economica con violazione evidente dei principi fondamentali della Costituzione (artt. 1-11).

Che cosa accadde nel 2011…

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Voi Standard… noi Poor’s!

Mario Monti Spread

di Gian Maria De Francesco
“Le agenzie di rating hanno truccato i dati per affondare l’Italia”. A più di cinque anni da quel 2011 dove lo spread si è mangiato il governo Berlusconi e l’economia italiana, il pm di Trani, Michele Ruggiero, chiede la condanna per Standard & Poor’s.
Nel 2011 l’ Italia «stava messa meglio di tutti gli altri Stati europei», ma da parte di Standard & Poor’s c’è stata «la menzogna, la falsificazione dell’informazione fornita ai risparmiatori», mettendo così «in discussione il prestigio, la capacità creditizia di uno Stato sovrano come l’Italia».
Le parole, pronunciate a gennaio dal pm di Trani, Michele Ruggiero, durante la requisitoria del processo per manipolazione del mercato a carico di cinque, tra analisti e manager dell’agenzia…

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