“No Profit”? Ecco quanto guadagnano le ONG

Le ONG sono organizzazioni senza scopo di lucro. A ben guardare però lo sono… con il portafoglio pieno!
È quanto emerge da un articolo di Lorenzo Mottola per Libero (riportato da Dagospia), che riporta gli stipendi dei vertici delle varie organizzazioni umanitarie attive nel Mediterraneo.
Come quello di Kevin Watkins Save, CEO di Save the childern, che si ritrova, a fine anno, con un gruzzolo di 365 mila dollari. Ottime cifre anche per CARE International con 250 000 dollari l’anno.
Altro capitolo è quello relativo alle donazioni. SeaWatch, ad esempio, ha raccolto, nel 2018, 1 milione e 800 mila euro. Cifra, riporta l’articolo di cui sopra, destinata a salire dopo l’esposizione mediatica dovuta alle polemiche con Salvini.
Di questi il 30% è destinato al pagamento dei dipendenti, molti dei quali, fanno attività propagandistica in Europa, ben lontani dalle onde del mare. Gli stipendi medi di partenza si aggirerebbero comunque su cifre molto più basse (2000 euro al mese), ma per chi fa carriera la musica sarebbe decisamente diversa…

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Il business Ong, l’accusa della Corte dei conti europea: miliardi di sovvenzioni senza trasparenza

di Cristiana Mangani
A tenerle in vita sono le donazioni dei privati, delle aziende, le sovvenzioni istituzionali e le campagne di crowdfunding. Le ong vivono di questo, ma anche di tutti quei soldi che vengono stanziati dall’Unione europea e che rappresentano un giro di circa 11,3 miliardi di euro.
Una fetta enorme di denaro che è stata pianificata dalla Commissione Ue, nel periodo 2014-2017, la cui esecuzione è stata affidata direttamente alle organizzazioni non governative.
Le irregolarità
Il business si basa su progetti presentati e non sul soccorso in mare, ma ha fatto scattare l’allarme della Corte dei conti europea che, nella relazione presentata qualche giorno fa, ha rilevato parecchie irregolarità nelle “modalità con le quali i finanziamenti Ue, attuati tramite Ong, per gli aiuti umanitari e allo sviluppo, per la protezione dell’ambiente, la cultura e per altre finalità, vengono tracciate e indicate”. Insomma, non c’è trasparenza e non è chiaro questi soldi dove vadano a finire, come vengano gestiti e anche a cosa vengano destinati…

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