Otto milioni di euro da Coca-Cola a organizzazioni scientifiche spagnole per produrre articoli allineati con le sue strategie di marketing

di Beniamino Bonardi
Una ricerca accusa Coca-Cola di finanziare studi che servono i suoi interessi commerciali e infatti la compagnia ha versato otto milioni di euro, tra il 2010 e il 2017, a decine di organizzazioni mediche e scientifiche spagnole.
Lo scrive il quotidiano El Pais, sulla base dei dati della stessa società, da cui risultano finanziamenti alla Fundación Iberoamericana de Nutrición (835 mila euro), alla Fundación Española Del Corazón (640 mila euro) e alla Fundación Española de Nutrición (567 mila euro). Nella lista compare anche la Fundación SHE (Scienza, Salute ed Educazione), che ha ricevuto 363 mila euro ed è presieduta da un prestigioso cardiologo, Valentín Fuster.
Intanto, una nuova ricerca appena pubblicata dalla rivista della European Public Health Association, sostiene che gli studi scientifici finanziati dalla Coca-Cola “servono i suoi interessi commerciali e, in molti casi, sono in contrasto con gli sforzi per migliorare la salute del popolazione”

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Franco Berrino: perchè eliminare lo zucchero dalla propria alimentazione

dottor Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano

di F. Berrino
Una preziosa testimonianza del dottor Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto Tumori di Milano, circa lo zucchero, lo sciroppo di glucosio, il fruttosio, le bevande zuccherate, e l’alimentazione in generale.
Un vecchio amico, preside di un liceo milanese, mi ha chiesto di recente di tenere una lezione su cibo e tumori ai suoi studenti. Gli ho chiesto se nel liceo ci fossero distributori di bevande zuccherate e lui mi ha risposto di sì. Allora, gli ho detto: “Toglile e verrò a tenere la lezione”. Lui, però, ha ribattuto che quello era l’unico introito che gli permetteva di potenziare le attività didattiche.
È stata poi la volta del presidente dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, che mi ha chiesto di tenere un intervento sulla prevenzione alimentare in riferimento al cancro all’Expo. Gli ho risposto che lo avrei fatto, se avesse fatto scomparire le bevande zuccherate dai distributori presenti in ogni reparto dell’ospedale. Mi ha dato la sua parola e io ho accettato l’impegno all’Expo. Ci sono trattative in corso con la ditta che rifornisce i distributori, ma le bevande zuccherate per ora sono ancora al loro posto…

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