La Sovranità (interiore) appartiene a te

di Francesco Carraro
“Ora et labora”. “Mens sana in corpore sano”. “Ludendo docere”. Sono tre illuminanti massime latine ricolme della saggezza dei secoli andati. Riguardano le dimensioni del lavoro, dello sport, della socialità. Vale a dire le tre aree imprescindibili di una vita sana, equilibrata e “sostenibile”.
San Benedetto, forse, coniò la prima con l’insuperabile sintesi del genio. Nessuna scuola psicologica – né prima né dopo che (nel Novecento) la psicologia fosse “inventata” – ha mai saputo suggerire un programma di vita più efficace e giusto: prega e lavora. E cioè affidati a una potenza superiore e immateriale, coltiva unoa sguardo spirituale sulle cose, da un lato; applicati a un’attività su cui focalizzare le tue energie concentrate, dall’altro. Due consigli buoni a spazzare via il novanta per cento delle ansie, dei problemi, delle preoccupazioni esistenziali. Perché in grado di insegnarci il “governo” dell’unico “regno” su cui abbiamo davvero dominio e sovranità: la nostra mente…

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Siamo nati per essere pigri e non disperdere le energie

di Cristina Monaco
L’attività fisica costa uno sforzo cognitivo che il nostro cervello vuole proprio evitare. Lo dice uno studio dell’Università della British Columbia.
Quante volte i nostri buoni propositi di fare sport (soprattutto in vista delle feste natalizie!) sono finiti nel dimenticatoio? Quante volte abbiamo preferito starcene in casa davanti ad un film piuttosto che uscire a fare una corsetta? Siamo perfettamente consapevoli dei benefici di una vita attiva e sportiva, ma qualcosa ci fa restare incollati al divano.
Uno studio dell’Università della British Columbia ha voluto dare una spiegazione scientifica alla pigrizia che inesorabilmente ci assale nel momento in cui decidiamo di dedicarci all’attività fisica. Da oggi in poi possiamo sentirci un po’ meno in colpa: la risposta risiede nel fatto che il nostro cervello è un pigrone di natura. È programmato per scegliere l’alternativa più facile che non faccia dispendere energie e vede l’attività fisica come uno sforzo aggiuntivo, che, se può, evita…

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Vivere a lungo: non dipende dagli anni che hai, ma da quanti ne dimostra il tuo cuore

di Catia Penta
L’indicatore più credibile per capire quanto a lungo (si spera) vivremo, è l’età del cuore. Non l’età anagrafica, dunque, ma l’età fisiologica del muscolo più importante.
La rivelazione è frutto di un’importante ricerca americana pubblicata dall’European Journal of Preventive Cardiology, secondo cui sapere l’età fisiologica del proprio cuore può diventare uno stimolo importante a svolgere attività fisica e condurre uno stile di vita sano.
La ricerca
Per ben 24 anni, dal 1991 al 2015, i ricercatori della Cleveland Clinic hanno analizzato i dati di 130.000 persone che si sono sottoposte ad un elettrocardiogramma sotto sforzo…

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