Tensioni in Israele, la Guerra Presenterà il Conto Anche a Netanyahu

di Nicola Scopelliti
Dietro l’apparente compattarsi intorno al primo ministro, c’è una società israeliana profondamente divisa la cui tenuta dipenderà molto dall’esito della guerra all’Iran. Inquietudine e incertezza anche nei territori palestinesi. E il Patriarcato latino, per motivi di sicurezza, chiude il Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Israele è una polveriera: la guerra contro l’Iran, scatenata insieme agli Stati Uniti, ha mandato in frantumi ogni certezza. La coesione nazionale? Una maschera, dietro la quale si celano nervosismi e tensioni che minacciano di deflagrare da un momento all’altro. Netanyahu galvanizza la Knesset, sventola la bandiera della “difesa esistenziale”, trasforma il Parlamento in una roccaforte dell’unanimità e della concordia. Ma sotto le apparenze, il Paese è attraversato da divisioni profonde. Gli israeliani vivono sospesi tra orgoglio e terrore. Il futuro è una roulette: in gioco non c’è solo la sicurezza nazionale, ma la sopravvivenza stessa della nazione…

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Trump: “Gli Usa Forniranno Assicurazione alle Petroliere in transito nello Stretto di Hormuz”

Trump ordina di assicurare le navi togliendo il pane dalla bocca ai Lloyd’s di Londra che da sempre dominano le assicurazioni marittime.
Come al solito, al netto dello show messo in piedi per le masse, per comprendere realmente cosa stia davvero succedendo, bisogna vedere i movimenti economici e finanziari.
Tutto pare già scritto come in una partita di scacchi, dove l’Intelligence che c’è dietro Trump ha già ampiamente previsto le mosse dell’avversario e preparato tutte le contromosse per raggiungere l’obiettivo sperato. Ovvero: distruggere il deep state di Londra-Parigi.
Dopo gli attacchi, l’Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz. Mossa obbligata ed aspettata con impazienza. Nel mentre arriva l’altra, anche questa forzata:…

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La Principale Vittima di Questa Crisi sarà l’Europa

Se l’avventura iraniana intrapresa da Stati Uniti e Israele dovesse degenerare in una guerra civile in Iran – e tutti i presupposti per questo scenario sono già presenti – la principale vittima di questa crisi sarebbe l’Europa.
La società iraniana è, infatti, in larga misura occidentalizzata, e in caso di collasso dello Stato si prospetta il rischio concreto che decine di milioni di rifugiati si riversino nel Vecchio Continente. E la politica migratoria attualmente in vigore in Europa è chiaramente autolesionista.
Le ragioni di questa apertura incontrollata sono chiare: come mostra il grafico a sinistra, l’Europa ha superato la soglia del tasso di sostituzione generazionale – 2,1 figli per donna – già mezzo secolo fa.
Nonostante stia vivendo il periodo economicamente, socialmente e militarmente più sicuro della sua storia, l’umanità europea ha smesso di riprodursi come specie…

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