Il “Giorno della Marmotta”

di Massimo Mazzucco
Se avete una strana sensazione di deja-vu, non è il vostro cervello che vi fa dei brutti scherzi: stiamo veramente entrando nel “giorno della marmotta” (*).
Cambiano gli elementi sul tavolo, ma il copione rimane lo stesso. Israele CREA un problema, coinvolge gli Stati Uniti nel tentativo di risolverlo, scatena il putiferio in Medio Oriente, e poi di fronte ai disastri che ha generato è obbligato a fermarsi, e cercare di rimettere le cose a posto. Di fronte alla pressione mondiale Israele accetta, ma solo temporaneamente, finchè non riesce a trovare una scusa per ricominciare.
Il problema si chiama sionismo. Ovvero la convinzione che una certa zona della terra debba essere assegnata agli ebrei per diritto divino, e che quindi ogni mezzo sia lecito per arrivare a ottenere questo risultato…

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Dichiarazione del Ministero degli Esteri Russo in Relazione agli Attacchi Israeliani sul Territorio Iraniano

Lavrov: “Esprimiamo la nostra estrema preoccupazione per la pericolosa escalation delle tensioni in Medio Oriente”.
“Condanniamo fermamente l’azione violenta dello Stato di Israele, in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, nella notte del 13 giugno.
Attacchi militari immotivati contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite, contro i suoi cittadini, le sue città pacifiche e addormentate, le sue infrastrutture nucleari. Attacchi categoricamente inaccettabili. La comunità internazionale non può permettersi di rimanere indifferente a tali atrocità che distruggono la pace e danneggiano la sicurezza regionale e internazionale.
Ciò che rende la situazione particolarmente cinica è il fatto che gli attacchi israeliani siano avvenuti nel bel mezzo di una sessione del Consiglio dei Governatori dell’AIEA e alla vigilia di un altro ciclo di contatti indiretti tra funzionari iraniani e statunitensi

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