A piedi nudi nella “Grotta della Bàsura”… 14.000 anni fa

di Giancarlo Cinini
Due adulti e tre bambini si inoltrano in una caverna. Armati di torce, la esplorano in lungo e in largo, camminando a piedi nudi, strisciando nei cunicoli più angusti, fino a raggiungere la sala più recondita, a 400 metri dall’ingresso.
Questa è la storia che raccontano le impronte lasciate 14 mila anni fa nella Grotta della Bàsura a Toirano, in Liguria, e che riportano sulle pagine di eLife, i ricercatori del Museo delle scienze (MUSE) di Trento, che le ha studiate. Scoprendo nella grotta della Bàsura anche altre tracce di quella esplorazione paleolitica e frammenti delle torce di legno utilizzate per far luce lungo il percorso.
Giocare con l’argilla
Nella grotta della Bàsura si contano 180 tracce orme umane e animali. Una serie di tracce, però, dal 2016 ha cominciato ad attirare l’attenzione dei ricercatori: quelle della “Sala dei misteri”. Un’analisi approfondita del pavimento dell’area, con rilievi morfometrici tridimensionali e tecniche della medicina forense, ha rivelato che le impronte appartenevano a tre individui. Tre bambini…

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IL DOSSIER SULLA MULTITERAPIA DEI TUMORI IDEATA DAL PROFESSOR LUIGI DI BELLA...
Giuseppe Di Bella da anni prosegue il lavoro del padre Luigi di Bella, ideatore del noto metodo omonimo per il trattamento dei tumori.
In questo libro novità spiega in che cosa consiste oggi la terapia e quali sono i risultati concreti supportati da una documentatissima letteratura scientifica.
La multiterapia ideata da Di Bella riscuote ampi e autorevoli riconoscimenti internazionali con innumerevoli testimonianze dei miglioramenti dei malati.
In queste pagine scoprirai:
- cos'è la multiterapia dei tumori;
- qual è realmente l'importanza dell'alimentazione e dell'ambiente per la prevenzione e la cura;
- quali sono gli agenti cancerogeni interni all'organismo e quali quelli esterni, che possono essere pericolosi per la nostra salute;
- le possibilità concrete di abbattere l'incidenza, contrastare l'insorgenza e la progressione del tumore.
L'intento di questo libro è quello di aiutarti a districarti tra le informazioni frammentarie o ambigue utili a identificare le possibili cause, prevenire o guarire dalla malattia.
Nel 1996, dopo gli esiti positivi del Metodo Di Bella, si arrivò alla nota sperimentazione e al suo fallimento.
Ma la falsificazione della sperimentazione, viziata da anomalie e irregolarità che qui vengono documentate, non ha però portato alla delegittimazione del Metodo stesso, che è e rimarrà un documentato atto di accusa contro la dittatura terapeutica.
I benefici della multiterapia infatti sono avvalorati da un crescente numero di conferme sulle banche dati medico scientifiche internazionali.
Questo è un libro 4D: ovvero un libro che va oltre la carta. Oltre alle pagine da leggere, trovi infatti una serie di contenuti multimediali extra di approfondimento. All'interno del libro ci sono semplici istruzioni che ti spiegano come puoi accedere a questi contenuti da qualsiasi dispositivo: pc, tablet, smartphone e smart-tv... ›››

Chi sono i “Bajau”, gli “Uomini Pesce” del Pacifico che possono stare in apnea anche 13 minuti?

Gli “uomini pesce” esistono. Una ricerca appena pubblicata sulla rivista Cell, spiega che i membri della popolazione “Bajau Laut” hanno sviluppato nel tempo alcuni adattamenti fisici e genetici per poter vivere oltre metà della loro vita nel mare e immergersi senza sforzo fino a 60-80 metri trattenendo il fiato fino a 13 minuti.
Una scoperta antropologica che ha dello straordinario e che fa correre la mente a delle specie di supereroi con poteri al di là dell’umano.
Chi sono i Bajau, gli “uomini pesce”
I Bajau Laut sono una popolazione nomade che si sposta fra le isole di Filippine, Indonesia e Malesia, in particolare, nella zona cosiddetta del “Triangolo dei Coralli”. Sopravvivono cacciando pesce e raccogliendo elementi dal fondo del mare per creare oggetti di artigianato.
Questa popolazione vive da 4 secoli in case galleggianti a ridosso delle barriera corallina, anche se nel corso del XX secolo alcuni gruppi si sono stabiliti sulle rive di diverse isole, continuando comunque a condurre uno stile di vita di sussistenza, sfruttando i loro metodi tradizionali di pesca…

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Gli Italiani non esistono, sono un mix genetico… tranne i Sardi

di Luigi Ripamonti
La nostra penisola, dal punto di vista genetico, è divisa da una linea che separa più l’Est dall’Ovest che il Nord dal Sud. L’unica che fa storia a sé è la Sardegna.
La distribuzione genetica in Italia per linea paterna
Gli Italiani? Non esistono. “Si tratta solo di un’aggregazione di tipo geografico. Abbiamo identità genetiche differenti, legate a storie e provenienze diverse e non solo a quelle” spiega Davide Pettener, antropologo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, che ha creato una banca di campioni di Dna per tracciare la storia genetica degli Italiani, insieme a Donata Luiselli del Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna e collaboratori. Lo studio rientra in un progetto mondiale finanziato dalla National Geographic Society

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Una radicale teoria su di un Futuro più equo

Solo la distruzione apocalittica può eliminare il divario tra ricchi e poveri, afferma lo storico Stanford Walter Scheidel.
Uno non deve essere un genio per vedere che c’è molta ingiustizia sul nostro pianeta. I ricchi stanno diventando sempre più ricchi e le persone povere hanno spesso pochissime possibilità di migliorare la loro vita. Uno storico, a questo proposito, ha avanzato una teoria radicale che suggerisce che solo la distruzione apocalittica può eliminare il divario tra ricchi e poveri.
È una visione pessimista, ma perfino alcuni scienziati credono che questo sia l’unico modo per “salvare” il mondo. Nel suo libro “The Great Leveler: Violenza e storia dell’ineguaglianza dall’età della pietra al ventunesimo secolo”, Stanford Walter Scheidel sostiene che la violenza di massa e le catastrofi possono seriamente ridurre la disuguaglianza economica. Secondo Scheidel, i documenti storici mostrano che le società sono “livellate” solo da eventi enormemente distruttivi: la guerra di mobilitazione di massa, le rivoluzioni radicali, i fallimenti dello stato e le pandemie mortali…

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I Neanderthal si curavano con aspirina e antibiotici

Homo di Neanderthal

di Elena Dusi
Tra i denti degli ominidi, gli indizi della loro dieta: mufloni e rinoceronti in Nord Europa, funghi e pinoli in Spagna. La ricerca su Nature ha identificato anche tracce di ‘medicinali’ nella bocca di un giovane malato. Alcuni batteri della saliva sono comuni anche a noi.
I Neanderthal, che vivevano 36mila anni fa nelle steppe del Belgio, si nutrivano di rinoceronti lanosi o mufloni, sul fronte opposto, in Spagna, 48mila anni fa, sempre i Neanderthal seguivano una dieta vegana, tipica di un ecosistema di foreste, con funghi, pinoli e tracce di muschi. Per fortuna, dopo i pasti, questi ominidi non erano abituati a lavarsi i denti. Nel loro tartaro si sono così accumulati resti di cibo e microbi, il cui Dna, i ricercatori di oggi, sono riusciti ad analizzare…

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Quando il dono diventò la base dell’economia

Aborigene delle Isole Trobriand

di Marino Niola
Chi fa regali alla fine ci guadagna sempre… e non solo in gratitudine. Perché il dono è un investimento sul futuro. Un contratto a lungo termine. 
A insegnarcelo non è stato nessun guru dell’economia, ma gli aborigeni delle isole Trobriand, che del dare a piene mani, hanno fatto un’arte della convivenza, nonché la base della loro dottrina politica. Anticipando, e di fatto ispirando, le teorie contemporanee del convivialismo e dell’antiutilitarismo.
A scoprire i segreti di questa economia della generosità è stato, giusto un secolo fa, Bronislaw Malinowski, il celebre antropologo polacco, professore alla London School of Economics, che, per uno scherzo del destino, si trovava in Australia per studiare gli aborigeni, quando scoppiò la prima guerra mondiale. Come suddito dell’impero austroungarico, e quindi cittadino di un paese nemico, gli sarebbe toccato l’internamento in un campo. Ma il giovane Bronislaw riuscì a convincere le autorità australiane a confinarlo nell’arcipelago delle Trobriand, oggi isole Kiriwina, dal quale non c’era pericolo che fuggisse…

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