I Media e Bibbiano: un grottesco Negazionismo su una grave vicenda

Incredibilmente, il negazionismo dei media nei confronti della vicenda Bibbiano sta aumentando in maniera vertiginosa.
Salvo rare eccezioni, questi stessi media stanno ultimamente tentando di ridimensionare la tragicità dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, ricorrendo a diverse e ben note strategie. Si tenta, in sostanza, di relegare l’indagine ad una sorta di fake news, a una qualche specie di leggenda metropolitana creata dai populisti sciacalli e manipolatori.
I media vogliono spegnere il caso Bibbiano
Nella prima metà di ottobre, in particolare, sono stati diversi i titoli di giornale che hanno suggerito che l’indagine si stava sgonfiando, o addirittura che il sistema Bibbiano non esistava affatto: la Repubblica – in particolar modo la sezione emiliana di Bologna – e Il Post rappresentano sicuramente il culmine di questa operazione…

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Lavaggio del Cervello e Scosse elettriche ai bambini da dare in affido

Sono 18 gli arrestati nell’inchiesta “Angeli e Demoni”, accusati di aver manipolato i ricordi dei bambini, per toglierli ai genitori.
Politici, medici, assistenti sociali e psicologi. Sono tutti coinvolti, insieme al sindaco Pd, di Bibbiano, che si trova agli arresti domicilari, nell’inchiesta “Angeli e Demoni”, accusati di aver redatto false attestazioni, per fare in modo che i bambini venissero allontanati dalle proprie famiglie, per collocarli da amici e conoscenti, dietro compenso. Gli inquirenti hanno ricostruito un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Coinvolta anche una onlus di Moncalieri, nel torinese, perquisita questa mattina dai carabinieri.
Per riuscire a “dimostrare” l’inadeguatezza delle famiglie dei piccoli, venivano usati metodi barbari. Dall’inchiesta della pm Valentina Salvi, infatti, emergono ore e ore di “lavaggio del cervello” durante i colloqui tra i bambini e gli psicologi e persino l’uso di piccole scosse elettriche, che erano in grado di alterare “lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari”

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