La “Guerra Santa” di Netanyahu Vacilla: Sette Fronti, Zero Vittorie

di Mohamad Hasan Sweidan
La “guerra su più fronti” di Israele, che dura da due anni e guidata dall’autoproclamata “missione storica e spirituale” di Benjamin Netanyahu, sta minando il sostegno internazionale e alimentando il riconoscimento palestinese, trasformando i guadagni militari a breve termine in un’imminente sconfitta strategica.
Da quasi due anni, Israele sta conducendo quella che Netanyahu definisce una “guerra su più fronti”. Questa guerra, oltre a Gaza, include Libano, Siria, Iraq, Yemen, Cisgiordania occupata e Iran. In una delle sue interviste, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato di sentirsi impegnato in una “missione storica e spirituale” e di essere “profondamente legato” alla visione della Terra Promessa e del Grande Israele. Con queste parole, Netanyahu conferma che quella che definisce una “guerra su più fronti” è motivata da motivazioni sia religiose che politiche…

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Israele: il “Chiagni e Fotti” Infinito

di Massimo Mazzucco
Quella di piagnucolare sempre è un’arte, e non c’è popolo come quello israeliano che l’abbia imparata alla perfezione.
Per ogni razzo di Hamas che cade in territorio israeliano arrivano subito le troupe televisive, che fanno vedere la capretta morta per l’esplosione, e intervistano il cactus ferito che ha perso tutte le spine.
Per ogni svastica che compare sui muri di una città europea si riunisce subito il comitato ebraico guidato dal rabbino locale, e convocano la stampa per denunciare al mondo l’ennesimo episodio di “antisemitismo inaccettabile”.
E anche quando ci sono dei morti reali, causati da un attentato, ciascuno di questi morti diventa una specie di eroe nazionale…

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Bombe sul Paese Mediatore, Israele Senza Limiti Attacca in Qatar

di Andrea Muratore
Bombe sui nemici, bombe sui Paesi neutrali, ora perfino attacchi negli Stati mediatori.
Israele non ha limiti e ha dichiarato di aver colpito obiettivi legati ad Hamas a Doha, capitale del Qatar che da oltre un anno sta cercando di mediare la pace a Gaza. Un nome da brividi: Operazione “Giorno del Giudizio”. Una definizione che nasconde tutto lo spregiudicato millenarismo che ammanta la strategia bellica di Israele in Medio Oriente.
Ufficialmente, Tel Aviv dichiara di aver preso di mira “membri della leadership di Hamas che hanno guidato le operazioni dell’organizzazione terroristica e che sono stati direttamente responsabili del brutale massacro del 7 ottobre, e hanno orchestrato e gestito la guerra contro lo Stato di Israele”. Hamas ha dichiarato che i bersagli erano i negoziatori in città per discutere della proposta di pace. Khalil al-Hayya, capo negoziatore di Hamas, è stato dichiarato morto. Insomma, parliamo di un passaggio spericolato che apre l’ennesima ferita nella crisi mediorientale…

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Al Liceo Righi di Roma Ragazzi “Identificati” per Aver Esposto Bandiere della Palestina!

di Agata Iacono
Gli studenti del Collettivo Ludus denunciano il gravissimo episodio su Instagram.
“È successo di nuovo”, scrivono gli studenti medi del Liceo Righi di Roma, il miglior liceo scientifico della Capitale secondo la classifica Eduscopio.
Il liceo Righi è stato al centro di molte polemiche anche lo scorso anno scolastico, da quando cioè docenti e studenti hanno cercato di capire insieme cosa sia successo dal 7 ottobre 2023 in Palestina, affrontando a tutto tondo la drammatica situazione, anche dal punto di vista storico e filosofico.
È scattato subito l’allarme, i giornali hanno raccontato episodi mai avvenuti…

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L’Illusione Sionista

di Enrico Tomaselli
La mattanza in corso in Libano, che segue quella nella Striscia di Gaza, è palesemente destinata a seguire lo stesso corso: decine di migliaia di civili uccisi e feriti, distruzioni immani, ma senza poter raggiungere la vittoria.
Da questo punto di vista, l’assassinio di Hassan Nasrallah è assolutamente simbolico. Nasrallah, infatti, assunse la guida di Hezbollah dopo che Israele aveva assassinato il suo predecessore, Seyyed Abbas Moussawi; ed anche allora, le bande sioniste alla guida dello stato terrorista avevano proclamato la fine dei loro incubi. Il risultato fu invece un trentennio di eccezionale leadership politica e militare, che hanno portato alla vittoria nella guerra del 2006, alla crescita poderosa del movimento (oggi partito di maggioranza relativa nel parlamento libanese, e forza di governo), al contributo alla nascita dell’Asse della Resistenza…

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