Supremazia dei popoli sul capitale… la Vera sfida del secolo!

“La supremazia dei popoli sul capitale, è questa la sfida del secolo”. Intervento di Rafael Correa in Vaticano.

Rafael Correa

Rafael Correa

Viviamo in un mondo che è ormai l’impero del capitale, la grande sfida del secolo è, quindi, quella di raggiungere la supremazia dei popoli sul capitale», così si è espresso Rafael Correa, presidente dell’Ecuador ed economista, in un discorso tenuto in Vaticano, dove leader cattolici, politici e accademici hanno discusso dei crescenti problemi del capitalismo e della disuguaglianza globale.

Nel corso del suo intervento imperniato sui cambiamenti politici avvenuti a livello planetario dopo il 1991, Correa ha evidenziato che «le democrazie occidentali dovrebbero essere definite democrazie mercantili», dopo aver condannato duramente il neoliberismo e la forte concentrazione dei media nelle mani di pochi, che così possono dettare l’agenda politica ai governi.

Il presidente ecuadoriano ha inoltre denunciato come l’America Latina sia stata letteralmente invasa da Organizzazioni Non Governative, definendo questa circostanza «pericolosa per la democrazia». «Molte non sono spontanee – ha denunciato Correa – ma organizzazioni per altri governi e poteri, che vogliono imporre un’agenda politica senza responsabilità politica, senza legittimità democratica. Questo è davvero pericoloso per la democrazia».

Correa ha poi affermato che l’obiettivo è quello di screditare il potere politico, che è necessario per cambiare delle strutture inique come quelle dell’America Latina.

Fonte originale: http://www.telesurtv.net/news/Correa-alerta-sobre-sociedad-civil-sin-responsabilidad-politica-20160415-0058.html

Tradotto da: L’Antidiplomatico

Libri sull'argomento
NWO - New World Order di Enrica Perucchietti
 di Massimo Guerrieri, Antonello Cattani, Paolo Giavanardi
 di Gianluca Ferrara
1981: Il Divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia di Daniele Della Bona
Io Sono Me Stesso Io Sono Libero di David Icke
Trappola Globale - Il Governo Ombra di Banche e Multinazionali di Sabina Marineo
Libri e varie...

La Società a Costo Marginale Zero

L'internet delle cose, l'ascesa del commons collaborativo e l'eclissi del capitalismo

di Jeremy Rifkin

LA SOCIETà A COSTO MARGINALE ZERO
L'internet delle cose, l'ascesa del commons collaborativo e l'eclissi del capitalismo
di Jeremy Rifkin

Uno dei più brillanti pensatori contemporanei spiega il passaggio epocale dal capitalismo di mercato al commons collaborativo.
 In La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin sostiene che si sta affermando sul­la scena mondiale un nuovo sistema econo­mico. L'emergere dell'Internet delle cose sta dando vita al «Commons collaborativo», il primo nuovo paradigma economico a pren­dere piede dall'avvento del capitalismo e del socialismo nel XIX secolo. Il Commons colla­borativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica, schiudendo la possibilità a una drastica riduzione delle di­sparità di reddito, democratizzando l'econo­mia globale e dando vita a una società ecolo­gicamente più sostenibile.
 Motore di questa rivoluzione del nostro modo di produrre e consumare è l'«Internet delle cose», un'infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, In­ternet dell'energia e Internet della logistica, che avrà l'effetto di spingere la produttivi­tà fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gra­tuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato.
 Il diffondersi del costo margi­nale zero sta generando un'economia ibrida, in parte orientata al mercato capitalistico e in parte al Commons collaborativo, con ricadu­te sociali notevolissime.
 Rifkin racconta come i prosumers, consuma­tori diventati produttori in proprio, genera­no e condividono su scala laterale e paritaria informazioni, intrattenimento, energia ver­de e prodotti realizzati con la stampa 3D a costi marginali quasi nulli. I prosumers con­dividono anche automobili, case, vestiti e altri oggetti attraverso i social media a co­sti marginali bassi o quasi nulli. Gli studen­ti si iscrivono a corsi gratuiti online (mooc) che funzionano a costi marginali quasi nulli. I giovani imprenditori sociali evitano l'esta­blishment bancario attraverso il crowdfunding per finanziare attività ecologicamente sensi­bili in una nuova economia che utilizza mo­nete alternative.
 In questo nuovo mondo il capitale sociale assume la stessa importanza del capitale finanziario, la libertà di accesso prevale sulla proprietà, la sostenibilità sop­pianta il consumismo, la cooperazione spodesta la concorrenza, e il «valore di scambio» nel mercato capitalistico viene gradualmente sostituito dal «valore della condivisione» nel Commons collaborativo.
 Così, quel processo iniziato agli albori dell'età moderna con le enclosures, le recin­zioni dei terreni comuni a favore dei pro­prietari terrieri, potrebbe concludersi con il ritorno al Commons, i beni collettivi sottrat­ti alla logica del profitto e del mercato.
 Il ca­pitalismo - conclude Rifkin - sopravvive­rà a lungo, sebbene in un ruolo sempre più circoscritto, ed entro la fine del XXI seco­lo non sarà più l'arbitro esclusivo della vita economica. Stiamo progressivamente impa­rando ad andare oltre il mercato e a vivere in maniera più empatica e sostenibile in un Commons collaborativo globale sempre più interdipendente....

Una Rivoluzione ci Salverà

Perché il capitalismo non è sostenibile

di Naomi Klein

UNA RIVOLUZIONE CI SALVERà
Perché il capitalismo non è sostenibile
di Naomi Klein

Dall’autrice di No Logo e Shock Economy, un attacco politico al cuore del capitalismo.
 Il capitalismo non è più sostenibile. A meno di cambiamenti radicali nel modo in cui la popolazione mondiale vive, produce e gestisce le proprie attività economiche – con i consumi e le emissioni aumentati vertiginosamente – non c’è modo di evitare il peggio. Cosa fare allora?
 Il messaggio è dirompente: si è perso talmente tanto tempo nello stallo politico del decidere di non decidere, che se oggi volessimo davvero salvarci dal peggio dovremmo affrontare tagli così significativi alle emissioni da mettere in discussione la logica fondamentale della nostra economia: la crescita del PIL come priorità assoluta.
 “Non abbiamo intrapreso le azioni necessarie a ridurre le emissioni perché questo sarebbe sostanzialmente in conflitto con il capitalismo deregolamentato, ossia con l’ideologia imperante nel periodo in cui cercavamo di trovare una via d’uscita alla crisi. Siamo bloccati perché le azioni che garantirebbero ottime chance di evitare la catastrofe – e di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza delle persone – rappresentano una minaccia estrema per quell’élite che tiene le redini della nostra economia, del nostro sistema politico e di molti dei nostri media.”
 La via d’uscita che intravede Naomi Klein non è una Green Economy all’acqua di rose, ma una trasformazione radicale del nostro stile di vita. “La buona notizia è che molti di questi cambiamenti non sono affatto catastrofici; al contrario, sono entusiasmanti.”...

Contro Il Capitale Globale

Strategie di resistenza

di Jeremy Brecher, Tim Costello

CONTRO IL CAPITALE GLOBALE
Strategie di resistenza
di Jeremy Brecher, Tim Costello

Che cos'è la globalizzazione, come le persone ne vengono colpite e che cosa possono fare per difendersi. La strategia lillipuziana anti-globalizzazione.
 Per gli autori di questo libro la globalizzazione capitalistica è un cambiamento epocale, ma è anche un processo senza regole, in cui la concorrenza provoca un livellamento verso il basso delle condizioni dei più svantaggiati.
 Cancella infatti le specificità delle realtà locali e nazionali, provoca un sviluppo economico più finanziario che industriale, comporta deregolamentazione e condizioni fiscali vantaggiose per le grandi corporation, flessibilità nella gestione della forza lavoro, diminuzione dei salari reali, licenziamenti, disoccupazione, minimizzazione di costi sociali e ambientali. 
 Contro il capitale globale, spiega in che modo si potrebbe invertire questa tendenza....

Trappola Globale

Il governo ombra di banche e multinazionali

di Sabina Marineo

TRAPPOLA GLOBALE
Il governo ombra di banche e multinazionali
di Sabina Marineo

L'indagine storica più approfondita e completa sull'oligarchia che da secoli controlla il pianeta.
 Una volta si diceva: "The sun never sets on British empire", sull'impero britannico il sole non tramonta mai. Oggi l'astro della perfida Albione è agonizzante, mentre, ironia della sorte, le grandi multinazionali globali nate dall'alleanza anglo-americana non hanno la più pallida idea di che significhi tramonto.
 Che cos'è la globalizzazione? Il frutto venefico delle cospirazioni d'importanti società segrete internazionali? La tela di ragno tessuta da grandi imprenditori, banchieri e politici? Il risultato finale di un disegno fosco, abbozzato tra Ottocento e Novecento da esponenti di logge massoniche? Un accurato piano di schiavizzazione del pianeta che culminerà con l'istituzione di un governo globale onnipotente e onnipresente? E come siamo caduti in questo tranello costruito sul potere del denaro? Trappola globale vi aiuterà a trovare le risposte....

Marx, Istruzioni per l'Uso (eBook)

Tutto quello che dobbiamo sapere su Marx per capire la crisi (e per cambiare il mondo)

di Daniel Bensaid, Charb

MARX, ISTRUZIONI PER L'USO (EBOOK)
Tutto quello che dobbiamo sapere su Marx per capire la crisi (e per cambiare il mondo)
di Daniel Bensaid, Charb

Negli anni Ottanta, in piena offensiva neoliberista, Newsweek poté intitolare trionfalmente «Marx è morto». Ma certi fantasmi hanno la pellaccia: oggi Marx è di nuovo fra noi.
 In questi tempi di sbandamento ideologico e crisi del capitalismo, è un grande sollievo riscoprire la capacità liberatoria del suo pensiero.
 Ma chi era Marx? Che cos'ha detto veramente? Marx, istruzioni per l'uso offre un'introduzione completa e divertente al suo pensiero, la sua vita, l'opera: associando le vignette di uno dei maggiori disegnatori e la trattazione divulgativa e brillante di uno dei massimi filosofi francesi, presenta in tutta la sua attualità il pensiero del principale teorico dell'anticapitalismo.
 Bensaïd legge infatti il Capitale come un romanzo poliziesco: alla ricerca del valore perduto, rintraccia i meccanismi dell'accumulazione del capitale fino a penetrare il segreto del feticismo delle merci e a spiegare le ragioni profonde dell'odierna crisi.
 Al tempo stesso rigoroso e spassoso, Marx, istruzioni per l'uso è una preziosa cassetta degli attrezzi per i pensiero e l'azione....

Processo alla Globalizzazione

L'analisi e le proposte di 30 tra i più famosi esperti di tutto il mondo

di Edward Goldsmith, Jerry Mander

PROCESSO ALLA GLOBALIZZAZIONE
L'analisi e le proposte di 30 tra i più famosi esperti di tutto il mondo
di Edward Goldsmith, Jerry Mander

La fede nel progresso ci possiede a tal punto da sembrarci inconcepibile non andare avanti. Siamo saliti su un bolide che sembra non aver più né marcia indietro, né freno, né conducente. Il suo motore? La mondializzazione liberale. Il suo obiettivo? La mercificazione del mondo. I suoi effetti? La crisi di mucca pazza, gli orrori degli organismi geneticamente modificati, l'instabilità economica, il surriscaldamento della terra, i terribili attentati all'ambiente
Quest'opera, di eccezionale varietà e ricchezza, riunisce alcuni tra i più grandi specialisti mondiali delle materie trattate. Studia i differenti processi della mondializzazione e il suo impatto su vari aspetti della vita: aggravamento della povertà e dell'esclusione, smantellamento delle economie locali, omogeneizzazione culturale, minacce agli ambienti naturali, alla salute, alla diversità biologica, ai processi democratici, nonché all'indipendenza dei paesi, a causa del neocolonialismo veicolato al contempo dalle multinazionali e da istituzioni come il FMI, la Banca mondiale o il WTO.
Un libro fondamentale che ha il valore di una presa di coscienza; infatti è urgente, se non vogliamo rischiare la grande implosione, rimettere l'economia là dove sarebbe sempre dovuta restare: al servizio dell'uomo....
LA SOCIETà A COSTO MARGINALE ZERO
L'internet delle cose, l'ascesa del commons collaborativo e l'eclissi del capitalismo
di Jeremy Rifkin

Uno dei più brillanti pensatori contemporanei spiega il passaggio epocale dal capitalismo di mercato al commons collaborativo.
 In La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin sostiene che si sta affermando sul­la scena mondiale un nuovo sistema econo­mico. L'emergere dell'Internet delle cose sta dando vita al «Commons collaborativo», il primo nuovo paradigma economico a pren­dere piede dall'avvento del capitalismo e del socialismo nel XIX secolo. Il Commons colla­borativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica, schiudendo la possibilità a una drastica riduzione delle di­sparità di reddito, democratizzando l'econo­mia globale e dando vita a una società ecolo­gicamente più sostenibile.
 Motore di questa rivoluzione del nostro modo di produrre e consumare è l'«Internet delle cose», un'infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, In­ternet dell'energia e Internet della logistica, che avrà l'effetto di spingere la produttivi­tà fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gra­tuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato.
 Il diffondersi del costo margi­nale zero sta generando un'economia ibrida, in parte orientata al mercato capitalistico e in parte al Commons collaborativo, con ricadu­te sociali notevolissime.
 Rifkin racconta come i prosumers, consuma­tori diventati produttori in proprio, genera­no e condividono su scala laterale e paritaria informazioni, intrattenimento, energia ver­de e prodotti realizzati con la stampa 3D a costi marginali quasi nulli. I prosumers con­dividono anche automobili, case, vestiti e altri oggetti attraverso i social media a co­sti marginali bassi o quasi nulli. Gli studen­ti si iscrivono a corsi gratuiti online (mooc) che funzionano a costi marginali quasi nulli. I giovani imprenditori sociali evitano l'esta­blishment bancario attraverso il crowdfunding per finanziare attività ecologicamente sensi­bili in una nuova economia che utilizza mo­nete alternative.
 In questo nuovo mondo il capitale sociale assume la stessa importanza del capitale finanziario, la libertà di accesso prevale sulla proprietà, la sostenibilità sop­pianta il consumismo, la cooperazione spodesta la concorrenza, e il «valore di scambio» nel mercato capitalistico viene gradualmente sostituito dal «valore della condivisione» nel Commons collaborativo.
 Così, quel processo iniziato agli albori dell'età moderna con le enclosures, le recin­zioni dei terreni comuni a favore dei pro­prietari terrieri, potrebbe concludersi con il ritorno al Commons, i beni collettivi sottrat­ti alla logica del profitto e del mercato.
 Il ca­pitalismo - conclude Rifkin - sopravvive­rà a lungo, sebbene in un ruolo sempre più circoscritto, ed entro la fine del XXI seco­lo non sarà più l'arbitro esclusivo della vita economica. Stiamo progressivamente impa­rando ad andare oltre il mercato e a vivere in maniera più empatica e sostenibile in un Commons collaborativo globale sempre più interdipendente....

La Società a Costo Marginale Zero

L'internet delle cose, l'ascesa del commons collaborativo e l'eclissi del capitalismo

di Jeremy Rifkin

Uno dei più brillanti pensatori contemporanei spiega il passaggio epocale dal capitalismo di mercato al commons collaborativo.

In La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin sostiene che si sta affermando sul­la scena mondiale un nuovo sistema econo­mico. L'emergere dell'Internet delle cose sta dando vita al «Commons collaborativo», il primo nuovo paradigma economico a pren­dere piede dall'avvento del capitalismo e del socialismo nel XIX secolo. Il Commons colla­borativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica, schiudendo la possibilità a una drastica riduzione delle di­sparità di reddito, democratizzando l'econo­mia globale e dando vita a una società ecolo­gicamente più sostenibile.

Motore di questa rivoluzione del nostro modo di produrre e consumare è l'«Internet delle cose», un'infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, In­ternet dell'energia e Internet della logistica, che avrà l'effetto di spingere la produttivi­tà fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gra­tuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato.

Il diffondersi del costo margi­nale zero sta generando un'economia ibrida, in parte orientata al mercato capitalistico e in parte al Commons collaborativo, con ricadu­te sociali notevolissime.

Rifkin racconta come i prosumers, consuma­tori diventati produttori in proprio, genera­no e condividono su scala laterale e paritaria informazioni, intrattenimento, energia ver­de e prodotti realizzati con la stampa 3D a costi marginali quasi nulli. I prosumers con­dividono anche automobili, case, vestiti e altri oggetti attraverso i social media a co­sti marginali bassi o quasi nulli. Gli studen­ti si iscrivono a corsi gratuiti online (mooc) che funzionano a costi marginali quasi nulli. I giovani imprenditori sociali evitano l'esta­blishment bancario attraverso il crowdfunding per finanziare attività ecologicamente sensi­bili in una nuova economia che utilizza mo­nete alternative.

In questo nuovo mondo il capitale sociale assume la stessa importanza del capitale finanziario, la libertà di accesso prevale sulla proprietà, la sostenibilità sop­pianta il consumismo, la cooperazione spodesta la concorrenza, e il «valore di scambio» nel mercato capitalistico viene gradualmente sostituito dal «valore della condivisione» nel Commons collaborativo.

Così, quel processo iniziato agli albori dell'età moderna con le enclosures, le recin­zioni dei terreni comuni a favore dei pro­prietari terrieri, potrebbe concludersi con il ritorno al Commons, i beni collettivi sottrat­ti alla logica del profitto e del mercato.

Il ca­pitalismo - conclude Rifkin - sopravvive­rà a lungo, sebbene in un ruolo sempre più circoscritto, ed entro la fine del XXI seco­lo non sarà più l'arbitro esclusivo della vita economica. Stiamo progressivamente impa­rando ad andare oltre il mercato e a vivere in maniera più empatica e sostenibile in un Commons collaborativo globale sempre più interdipendente.

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Un commento

  1. Si potrebbe modificare tutto , bisognerebbe avere il coraggio di abbandonare le colombaie delle città , riprendere la terra come madre e considerarla la nostra NUTRICE

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