Shugendo: antica forma di Buddismo in cui i monaci si auto–mummificavano

di Cristina Biolcati

Sokushinbutsu
Oggi sono qui a segnalarvi un’antica pratica della religione buddista, che ha veramente del macabro e, al tempo stesso, dell’incredibile. Ci sono monaci in Giappone che riescono a spingere quasi oltre il limite umano, la negazione della parte fisica del sé, arrivando ad auto-mummificarsi mentre sono ancora in vita.
Si tratta di monaci anziani, seguaci dello Shugendo, un’antica forma di buddismo. Diventare Sokushinbutsu, cioè un asceta che raggiunge la morte in modo da conservare il proprio corpo, richiede disciplina e sforzo fisico costante per 3.000 giorni, quasi 9 anni.

Il monaco deve passare attraverso 3 fasi di uguale durata, preservare la meditazione e, lentamente, abbandonare il suo corpo. Centinaia di monaci buddisti hanno provato direttamente su se stessi il dolorosissimo processo dell’auto-mummificazione, ma solamente una ventina, sono riusciti nel loro intento.

D’altro canto, è anche vero che la religione buddista non ha mai dato troppa importanza alle spoglie mortali dell’essere umano, alla materia. La procedura adottata è formata da tre cicli di 1.000 giorni ciascuno, alla fine dei quali giunge la morte e, con essa, la possibile incorruttibilità del corpo.

Nella prima fase il monaco si nutre di piccole quantità di grano saraceno, pasta di noci, nocciole, noce moscata raccolti nella foresta circostante. Questo serve per ridurre la quantità di grasso presente nel corpo, e quindi, ridurre la quantità di materia che prima si decompone in un corpo senza vita.

mummia buddismoNella seconda fase, sempre di 1.000 giorni, il monaco mangia solo corteccia e radici di pino, in modo da diminuire la quantità di acqua presente nel corpo. Verso la fine dei secondi 1.000 giorni, il monaco inizia a bere un infuso contenente succo di urushi o alberi varnish. Questa bevanda, altamente tossica, provoca vomito, sudore e frequente minzione.

All’inizio della terza fase, il monaco si trova quindi altamente disidratato e intossicato. Questo permette la possibile eliminazione di microrganismi che possano corrompere il corpo e accelera la morte. A questo punto il monaco passa alla terza fase. Pronto al decesso, viene chiuso in una cassa di legno e posizionato a tre metri di profondità nel terreno. Una canna di bambù gli fornisce l’aria e, tramite una campanella, egli segnala agli altri monaci di essere ancora in vita.

Quando la campanella non suona più da diverso tempo, il tubo per l’aria viene rimosso e il tutto sigillato per tre anni e tre mesi. Durante il periodo di vita sotterranea, il monaco ha continuato, nel frattempo, a mangiare radici e corteccia di pino e pregare stando nella posizione del loto.

Allo scadere dei tre anni e tre mesi, il tunnel viene riaperto e vengono controllate le spoglie del monaco. Nel caso in cui non vi sia stata corruzione del cadavere, il corpo viene portato in superficie, messo in una teca di vetro e posizionato nel tempio, dove tutti potranno rendergli omaggio. In alcuni casi, il corpo viene dipinto con strati di vernice protettiva che forniscono al cadavere un colorito molto scuro.

mummiaVestito con parametri rosso e oro, il monaco che è diventato Sokushinbutsu, viene venerato perché ha raggiunto lo stato di Buddha. I monaci spesso, scelgono questo lento suicidio per lasciare un oggetto, il loro corpo mummificato, che sia simbolo di rinuncia e stimolo alla meditazione per i fedeli del tempio.

Alla fine del XIX secolo il Giappone ha messo, grazie al cielo, fuori legge questa pratica, perché disumana, anche se pare che alcuni monaci abbiano portato avanti la tradizione fino al secolo scorso. L’ultimo monaco di cui è stato ritrovato il corpo intatto è Tetsumon-Kai, morto nel 1829. Ma non si sa di preciso quanti siano riusciti a portare a termine il processo di auto-mummificazione.

Per ora sono stati ritrovati 24 monaci nello Yamagata, la regione a nord del Giappone dove si trova il complesso di Dawa Sanzan, i 3 monti sacri dello Shugendo. Credo non ci sia altro da aggiungere, perché in questi casi, le parole vengono meno.

Se si pensa, però, che dopo tutto questo sforzo e sacrificio, una semplice mosca potrebbe corrompere lo stato di conservazione del corpo, ci si rende conto che non vi è limite alla scelleratezza umana.

Articolo di Cristina Biolcati

Fonte: http://oubliettemagazine.com/2013/09/20/shugendo-antica-forma-di-buddismo-in-cui-i-monaci-praticavano-il-processo-di-auto-mummificazione/

Libri e varie...

Cerimonia del The - Fiore del Buddismo Zen

di Giancarla Fioroni Sandri

CERIMONIA DEL THE - FIORE DEL BUDDISMO ZEN  - LIBRO
di Giancarla Fioroni Sandri

La cerimonia del the non è solamente un atto culturale, come può apparire ai numerosi turisti che visitano il Giappone ogni anno, ma è molto di più : è realmente un fiore del Buddismo Giapponese Zen.
 Per questo motivo è impossibile per un turista, mordi e fuggi, assistere al rito completo della Cerimonia del The: sarebbe proprio un elefante in una stanzina di cristallo e ne riporterebbe sconforto e fors'anche una perdita di tempo.
 Quelle movenze, quel luogo, quei gesti, quel silenzio! Eppure anche per lui questo libro è stato scritto, affinché con una giusta preparazione, conoscendone la radice che è questa Scuola, la Setta Zen, potesse cogliere la solennità e il profumo di questo rituale che coniuga il materiale con l'interiorità più profonda.
 Ai due capitoli che descrivono la Cerimonia del The, sono premesse alcune essenzialità dello Zen, questa Via di Realizzazione che abbraccia in un perfetto sincretismo il sentire degli Avi, la tradizione antica di un Paese che ama migliorarsi, che fa della Natura e del quotidiano una unità perfetta....

Gli Dei erano Astronauti

Il cosmo rivela il mistero di tutte le religioni

di Erich von Däniken

GLI DEI ERANO ASTRONAUTI
Il cosmo rivela il mistero di tutte le religioni
di Erich von Däniken

Le storie, i miti, le leggende delle più antiche culture del mondo mostrano similitudini sconcertanti.
Il viaggio degli Argonauti e le guerre divine dei Sumeri, le saghe della tradizione indù e di quella buddista, i racconti dell'antico Egitto e del Perù preincaico, gli angeli che popolano le pagine della Bibbia e del Corano hanno per il padre dell'archeologia eretica un'identica radice: sono la memoria dei viaggiatori extraterrestri che hanno visitato la Terra in un passato più o meno remoto.
Non presenze metafisiche, ma figli di un'avanzata cultura, capaci di "miracoli tecnologici" che la nostra arretratezza non poteva tradurre se non facendo ricorso al prodigio.
Se le pagode nella giungla del Myanmar sono straordinariamente somiglianti a moderne astronavi e le tradizioni della civiltà indiana e dell'Antico Testamento narrano di epiche battaglie aeree e di piogge di fuoco, è perché l'interpretazione dei misteri e dei testi di millenarie culture e religioni permette di ipotizzare un'affascinante conclusione: il genere umano non è mai stato solo.

Precursore dell'archeologia misterica, Erich Von Daniken è fra gli autori di saggistica più venduti al mondo.
Avvalendosi delle sue spedizioni archeologiche e dello studio di testi antichi, l'autore dimostra in modo convincente che gli Dei dell'antica mitologia e quelli della Bibbia e del Corano altro non erano che intelligenze extraterrestri che hanno visitato il nostro pianeta in epoche diverse. Un libro straordinario....

Il Buddhismo Esoterico o Positivismo Indiano

di Alfred Percy Sinnett

IL BUDDHISMO ESOTERICO O POSITIVISMO INDIANO
di Alfred Percy Sinnett

Pubblicato per la prima volta a Londra nel 1883, il Buddhismo Esoterico rientra nel filone di riscoperta delle dottrine orientali che caratterizza la fine dell'Ottocento, arricchendo tuttavia la ricerca con una sistematicità storica e iniziatica che ne fa un'opera fondamentale per chi sì addentri nel cammino della ricerca gnostica, sia nella prospettiva teosofica, alla cui tradizione questo libro appartiene, sia in un più ampio percorso religioso....

Il Monaco e il Filosofo

Laicità e Buddismo a confronto - Un dialogo tra padre e figlio sul senso della vita

di Matthieu Ricard, Jean-franÇois Revel

IL MONACO E IL FILOSOFO  - LIBRO
Laicità e Buddismo a confronto - Un dialogo tra padre e figlio sul senso della vita
di Matthieu Ricard, Jean-franÇois Revel

In che cosa consiste esattamente il buddismo?
 Perché fa tanti adepti e suscita tanta curiosità anche da noi?
 È possibile metterlo a confronto con il pensiero occidentale?
 Nella quiete di un eremitaggio in Nepal, un padre e un figlio ne discutono appassionatamente, con la forza, l'incisività e la chiarezza che solo le grandi menti possono offrire.
 Perché il padre è Jean-Francois Revel, filosofo, saggista e personalità di spicco del panorama intellettuale francese; mentre il figlio è Matthieu Ricard, brillante neurobiologo che a ventisei anni, nel 1972, si è trasferito in Oriente per farsi monaco buddista, intraprendendo un cammino che l'ha reso uno dei più importanti esponenti di questa disciplina spirituale, nonché uno dei suoi più noti ambasciatori presso l'Occidente.
  Per il primo, l'unica fede è l'esercizio della ragione; 
per il secondo, l'unico sapere valido è quello che porta alla saggezza.
 Capitolo dopo capitolo, ciascuno articolato intorno a un tema specifico e di attualità, i due uomini si interrogano sul senso dell'agire, il potere della mente, i fondamenti della scienza, i meccanismi della felicità e del dolore, la funzione della religione, lo scopo ultimo della conoscenza di sé, fino alle conclusioni in cui, separatamente, esprimono il loro punto di vista sulla posizione dell'interlocutore alla luce della lunga e profonda disamina....

Buddismo

Religione senza religione

di Alan W. Watts

BUDDISMO - LIBRO
Religione senza religione
di Alan W. Watts

Passate alla storia come «Seminari Giapponesi»,
le conversazioni raccolte in questo volume costituiscono
una fra le più acute presentazioni del Buddismo.
 La grande diffusione e l’influenza che il Buddismo ha avuto e continua ad avere in Occidente sono dovute anche all’abilità con la quale questa «via per la liberazione», nata in India, è stata lentamente raffinata dai suoi maestri, fino a diventare accessibile a persone di ogni cultura.
 Il suo obiettivo è mostrare all’uomo la via per superare le profonde divisioni insite nel proprio io e raggiungere l’illuminazione, e Alan Watts ne ripercorre la storia e le tradizioni, la terminologia e gli insegnamenti, da quelli di base alle tecniche radicali dei buddisti Mahayana, passando per le tradizioni Zen e quelle dei monaci tibetani.
 Dopo una vita di studi sull’argomento e lezioni seguite da migliaia di appassionati, i libri di Watts continuano a fare scuola nel campo delle culture orientali «vissute» in Occidente....

Autobiografia di un Monaco Zen

di TaÏsen Deshimaru

AUTOBIOGRAFIA DI UN MONACO ZEN - LIBRO
di TaÏsen Deshimaru

L'autobiografia romanzata di uno dei più famosi monaci zen.
 «Fui pervaso fin nel più profondo del cuore dal sentimento dell'impermanenza di tutte le cose che mi era stato trasmesso da mia madre. La vita umana era effimera come i petali avvizziti, spazzati via dal vento. La nozione buddhista dell'impermanenza (mujo) faceva parte del mio essere più intimo. Niente nell'universo intero può resistere al tempo. 
 Tutto ne viene travolto, tutto è condannato a scomparire o a mutare. Anche lo spirito, come la materia, è chiamato a trasformarsi, senza mai poter raggiungere la permanenza. Per questo l'uomo è costretto ad avanzare in solitudine, senza alcun appoggio stabile. 
 Come è detto nello Shodoka, neppure la morte, che lascia ciascuno solo nella sua bara, è definitiva. Soltanto l'impermanenza è reale»....
LA TAZZA E IL BASTONE - STORIE ZEN
Narrate dal maestro Taisen Deshimaru
di Taisen Deshimaru

In queste storie Zen, raccolte e narrate dal maestro Taïsen Deshimaru (alcune di esse risalgono a duemilaseicento anni fa), la straordinaria carica di umorismo e la potenza dello spirito fecondo dello Zen trovano una perfetta esemplificazione. Perché, senza dubbio, ciascuna di esse ci apre una porta e racconta un modo di vedere la realtà.
 La storia e la leggenda qui sfociano in una verità profonda e racchiudono un significato eterno. Dice un proverbio Zen che, quando ci viene indicata la luna, dobbiamo guardare quest'ultima e non il dito che ce la mostra: ecco un buon metodo da seguire anche nella lettura di questo libro....

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Narrate dal maestro Taisen Deshimaru

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