Senza Euro… la Germania crolla e l’Italia vola

Theo Waigel è stato per dieci anni ministro delle finanze di Helmut Kohl. Il 21 giugno scorso ha rilasciato un’intervista a “T-Online”.

Marco EuroQuesto è un frammento delle sue dichiarazioni.

Intervistatore: “I sondaggi sull’uscita dalla Ue mostrano che se si chiedesse ai francesi e ad altri, vincerebbe chi vuole uscire, con uno scarto minimo. Secondo lei da dove viene questa disaffezione per l’Ue?”.

Theo Waigel: “Al grado di sviluppo della globalizzazione e dei mercati aperti cui siamo arrivati – che non è più reversibile – ci sono forze che si oppongono, sostenendo la necessità di ritornare ai confini e alle regolamentazioni nazionali, che prima funzionavano bene, per tornare ad appropriarsi delle proprie capacità decisionali”.

E cosa gli si può rispondere?

Waigel: “Gli si può rispondere in modo del tutto chiaro quali svantaggi ne scaturirebbero. Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale”.

L’euro conviene alla Germania, ecco perché ci restiamo dentro. Va da sé che se il marco diventasse sconveniente, la lira diventerebbe conveniente per i mercati, per gli investitori e per i consumatori. Queste cose i commentatori nazionali non ve lo dicono. Queste notizie ai telegiornali non passano. Per chi lavora la stampa italiana? Per chi lavora la politica italiana? Per l’Italia o per Berlino? Se lavorasse per gli italiani, interviste come queste sarebbero in prima pagina su tutti i quotidiani, in luogo dello spettro dell’inflazione, e la gente inizierebbe a trarne le conclusioni.

In Germania, invece, non si fanno problemi a dirlo con chiarezza. Anche perché hanno interessi opposti. Ci fu anche un pezzo dello “Spiegel Online”, che io riportai puntualmente sul blog, datato 13 giugno 2012 (ben 4 anni fa), che lo disse con altrettanta chiarezza:

Con un’uscita dall’euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione, qualcuno possa avere interesse a un crollo dell’euro”.

Fonte : Byoblu.com

Libri e varie...

I Signori della Catastrofe

Siamo guidati da incapaci, da speculatori o da una spietata regia oligarchica?

di Marco Della Luna

EBOOK -  I SIGNORI DELLA CATASTROFE
Siamo guidati da incapaci, da speculatori o da una spietata regia oligarchica?
di Marco Della Luna

Dall'autore di Neuroschiavi, Euroschiavi, CimitEuro e Traditori al Governo?, un'altra analisi lucida e impietosa del delicatissimo periodo che sta attraversando il nostro Paese, alla luce degli ultimi fatti fino al Governo Letta.
 Un atto di accusa verso quasi tutta la classe politica e burocratica, responsabile del disastro in corso, e verso chi oggi ritorna al governo, sebbene sia in palese conflitto di interesse, totalmente incompatibile con la carica pubblica. Un atto di accusa che non perdona nessuno, tantomeno autorità e politici di Paesi vicini, dell'UE, della BCE.
 Oltre alle ragioni della catastrofe – che però per alcuni è un successo - l'Autore spiega anche come non cadere vittime di illusioni e di veri e propri imbrogli propinati dalle banche, dalle stesse istituzioni:
 "Cavalcando una campagna di riforme pseudo-liberiste e pseudoeuropeiste e imponendo (attraverso FMI, BCE, UE, governi e parlamenti menati a guinzaglio) modelli economici volutamente sbagliati che ci condannano a una depressione senza sbocchi, gli interessi finanziari apolidi (organizzati in centri decisionali non responsabili, quali Bilderberg Group, Trilateral Foundation, Aspen Institute, Goldman Sachs) destabilizzano interi Paesi, espropriano risparmi e conti correnti. Il tutto per garantire le loro speculazioni d'azzardo e i loro profitti in un sistema finanziario parallelo, esentasse e nascosto, che iniziava a emergere dallo scandalo Offshore Leaks, che subito è stato oscurato. Ma il loro fine va oltre il profitto e il potere politico... attraverso crisi e paura essi trasformano l'uomo e la sua società. I vertici dei governi, delle banche centrali e dell'UE discendono ormai apertamente tra noi da quel superiore livello decisionale, la gente lo capisce, quindi vota sempre meno. Oggi la tecnica permette la realizzazione del sogno di tutti i tiranni: il controllo penetrante e irresistibile sulla vita e sulle risorse delle persone".
 Introduzione - I Signori della Catastrofe - Libro di Marco Della Luna La recente scoperta di 32.000 miliardi di dollari imboscati in paradisi fiscali, in primis le Isole Cayman, con l'aiuto di primarie e autorevoli banche, tra cui la Deutsche Bank – scandalo noto come Offshore Leaks – è solo la punta dell'iceberg in un mondo con circa 1,4 milioni di miliardi di debito e circa altrettanti di titoli spazzatura, però aiuta a capire concretamente come gira, per l'Europa soprattutto, il sistema economico-finanziario globale in vigore nel mondo e in che modo esso genera la depressione economica in cui versiamo.
 Non è difficile!
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Neuroschiavi

Liberiamoci dalla manipolazione psicologica, politica, economica e religiosa

di Marco Della Luna, Paolo Cioni

NEUROSCHIAVI
Liberiamoci dalla manipolazione psicologica, politica, economica e religiosa
di Marco Della Luna, Paolo Cioni

TECNICHE E PSICOPATOLOGIA DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE COLLETTIVA E INDIVIDUALE
 Gli strumenti attraverso cui l'uomo viene dominato e sfruttato sono essenzialmente di tre tipi: giuridici, psicologici ed economici. 
 Conoscerli è condizione per diventare liberi e coscienti.
 La società non si autogoverna, ma è gestita – dall'esterno – attraverso strumenti sempre più evoluti.
 Fin dall'inizio di questo secolo, già colpito da recessione strutturale e da crescente povertà, gli Stati hanno iniziato ad attrezzarsi con strumenti psicologici ed elettronici di controllo e repressione, capaci di gestire un ampio e turbolento malcontento. Il recente progresso tecnologico aumenta sempre più il divario tra il vertice e la base della piramide sociale, dando al primo un ampio spettro di mezzi per un controllo centralizzato dell'opinione pubblica.
 I governi, soprattutto statunitense e britannico, si attrezzano per inibire e reprimere tecnologicamente il dissenso sociale causato dalla recessione. Si va verso il conformismo imposto e la tecnocrazia.
 In uno scenario dove libertà e consapevolezza sono sempre più minacciate, è indispensabile conoscere gli strumenti che le attaccano.
 Neuroschiavi ha questo scopo.
 Il libro descrive i meccanismi di condizionamento adoperati nella storia, dal plagio religioso alla propaganda politica, dal marketing e pubblicità fino al controllo elettromagnetico, integrando il piano psicologico con quelli neurofisiologica e sociologico, ponendosi l'esigenza di studiare, comprendere e contrastare l'opera di tali mezzi, a tutela della libertà e del (possibile) benessere proprio e altrui.
 Un'opera basata su aggiornatissimi progressi scientifici e su conoscenze dirette. Un indispensabile manuale di sopravvivenza e autodifesa in uno scenario di vita sempre più aggressivo e subdolo.
 Neuroschiavi è un'opera unica per l'ampiezza e l'esaustività
  delle informazioni che offre sulle tecniche di manipolazione della mente.
 4° edizione aggiornata e ampliata con numerosi approfondimenti, frutto del continuo confronto tra gli autori e il loro pubblico....

Il Tramonto dell'Euro

Come e perchè la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in europa

di Alberto Bagnai

IL TRAMONTO DELL'EURO - LIBRO
Come e perchè la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in europa
di Alberto Bagnai

Dopo quattro anni di recessione i testi sulla crisi non mancano. La mag­gior parte però propone ricette per salvare l'euro da se stesso, modifi­cando le regole europee. Ne mancava uno che si ponesse il problema di salvare i cittadini dall'euro.
 Sfondando la barriera dei luoghi comuni, questo libro illustra il legame fra l'euro e la disintegrazione economica e politica dell'Eurozona, de­scrive le modalità e le conseguenze pratiche di un eventuale percorso di uscita e, infine, indica la direzione lungo la quale riprendere - dopo l'in­felice parentesi dell'unione monetaria - un reale percorso di integrazione culturale, sociale ed economica europea. Un altro euro non è possibile. La sua fine segnerà l'inizio di un'altra Eu­ropa, possibile e desiderabile.
 "Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto. E l'unico modo per opporci è rifiutare l'euro, il segno più tangibile di questa politica e dei suoi fallimenti"....

Cimiteuro - Uscirne e Risorgere

Come ripartire dopo il collasso globale dell'economia

di Marco Della Luna

CIMITEURO - USCIRNE E RISORGERE  - LIBRO
Come ripartire dopo il collasso globale dell'economia
di Marco Della Luna

In questa nuova e straordinaria opera Marco Della Luna, famoso esperto di politica economica e autore dei bestseller Euroschiavi e Neuroschiavi, ci presenta in maniera chiara e completa l'origine e le motivazioni dietro la crisi.
 Finalmente una mappa completa dei diversi meccanismi – alcuni ancora non resi noti – che stanno generando la crisi sistemica, con le loro implicazioni sui piani monetari, finanziari, economici e sociopolitici. 
 Un nuovo e indispensabile strumento con cui orientarsi per capire e affrontare la crisi. 
 Il mondo è diventato un grande Schema Ponzi dove gli interessi sul debito già emesso vengono pagati contraendo continuamente nuovi debiti: lo scoppio è inevitabile.
 Grazie a Cimit€uro apprenderete che sono bastati due principi contabili falsi per far precipitare l'economia e la società nel buco nero di un indebitamento che non dovrebbe esistere. Quella che noi percepiamo come una crisi economico-finanziaria è invece una nuova strategia dei potenti della terra per concentrare il potere, dominare e sfruttare tutti noi, che abbiamo sempre meno potere di contrattazione, controllo e partecipazione. 
 Lo sporco lavoro dell'€uro per il predominio tedesco.
 Per i paesi "euro deboli", con l'appoggio di falsi amici (come la Germania), si varano norme e istituzioni coercitive, attraverso cui il capitale finanziario, dietro l'etichetta "Europa", li asservisce in una stabile depressione, privandoli di ogni residua libertà e autonomia, e "prendendosi" i loro soldi, la loro capacità industriale e occupazionale. In questa luce divengono comprensibili i troppi, clamorosi "errori" di politica economico-finanziaria che hanno portato all'attuale situazione, e le scelte recessive, adottate anche dal governo Monti per gestirla, che hanno messo l'Italia nella condizione di non poter risollevarsi.
 Sullo sfondo, risalta la stupidità e la corruzione della classe politica italiana. 
 Cimit€uro svela in maniera chiara e completa cosa e chi sta dietro a questa terribile crisi Le crisi economico-finanziarie sono sempre più chiaramente uno strumento costruito dai potenti della terra, per ridurre i diritti civili e politici dei cittadini, i loro redditi e la loro possibilità di partecipazione alle scelte istituzionali.
 La crisi cronica, la finanza informatizzata e il monitoraggio cibernetico della vita delle persone sono sempre più uno strumento di centralizzazione del potere e di ingegneria sociale.
 Cimit€uro ci spiega in maniera chiara e completa:
 
 - il signoraggio, la natura del debito, del credito e del denaro, e le loro origini, i falsi principi contabili delle banche, il loro impiego per dominarci;
 - come finanziare investimenti produttivi senza indebitare lo Stato e senza tassare;
 - come la produzione-regolazione del denaro (sovranità monetaria) potrebbe essere usata praticamente per il bene generale di lungo termine;
 - che ruolo hanno le illusioni, la disinformazione e gli equivoci nel sistema politico-economico in cui viviamo e in particolare nell'attuale crisi;
 - il grande inganno dell'austerità, del mercatismo, del liberismo, ma anche l'impraticabilità delle alternative economiche keynesiane e socialiste.
  Esiste una via di uscita da questa situazione? Scopri in queste pagine una possibile nuova strada, che passa per la riforma della natura della moneta e dei principi contabili.
 Anteprima - Cimiteuro Libro di Marco Della Luna Leggi in anteprima l'introduzione al libro Vi possono far pensare che la crisi "passi" o che se ne possa uscire mediante sacrifici e sviluppo, soltanto se siete inconsapevoli dei rapporti tra le grandezze in gioco e dei meccanismi sottostanti. Quando conoscerete questi e quelle, penserete molto diversamente. Iniziamo con le grandezze. Nell'agosto del 2012, l'indebitamento generante interessi passivi, nel mondo, è stimato a 1,2-1,4 milioni di miliardi di Dollari; ad esso si aggiungono debiti non direttamente produttivi d'interessi (debiti previdenziali e assicurativi, capitali sociali, circa 1,2 milioni di miliardi in derivati finanziari); questi importi sono molto incerti, perché trattasi di titoli non registrati; i titoli tossici sono stimati in oltre 1,5 milioni di miliardi).
 Il debito pubblico esplicito ammonta a circa 50.000 miliardi, e in 215.000 è stimato quello implicito (si vedrà in seguito che cosa è); il resto è debito del settore privato, finanziario, commerciale. Gli interessi annui da pagare per sostenere quanto sopra, per reggere quindi il sistema finanziario e bancario mondiale, superano ampiamente i 100.000 miliardi, mentre il prodotto lordo globale, cioè la somma di tutti i pil nazionali, è di soli 70.000 miliardi. Da qui la famelica ricerca, da parte del settore bancario e parabancario (shadow banking), di denaro, depositi, investimenti, da gettare nel fuoco del debito per reggere il gioco, evitando o rinviando lo scoppio di questa superbolla.
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 INDICE Cimiteuro - Uscirne e Risorgere PREFAZIONE di Claudio Pioli
 INTRODUZIONE
 PARTE PRIMA: LA SOCIETA' DELL'INFERNO FINANZIARIO
 
 - MONETA ANGELICA, MONETA DIABOLICA
 - MOSTRI DI FINANZA E DI GOVERNO
 - LA VIOLENZA DEGLI ERRORI INTENZIONALI
 - BUCHI NERI E STUPRO FINANZIARIO
 - QUANDO CEDEMMO LA SOVRANITA'
 - CINA: UN CENNO
 - LA QUESTIONE DEL TRADIMENTO
 - MONTI E IL NUOVO MODELLO SOCIALE
 - BUDGETISM, SHORT TERMISM E ALTRO
 - IL MES E L'€UROLAGER
 - GERMANIA: SCONTRO O COOPERAZIONE?
 - IL VERTICE DI BRUXELLES: ESITO PERVERSO
 - DA VERSAILLES AL MES
  PARTE SECONDA: I MECCANISMI DELL'INFERNO FINANZIARIO
 
 - IL VIVAIO DEI MOSTRI
 - I MECCANISMI IN AZIONE
 - CHE COSA DA' VALORE AL DENARO
 - TIPI DI MONETA
 - COME VIENE IN ESSERE IL DENARO
 - I QUATTRO CIRCUITI MONETARI
 - L'INFLAZIONE CHE NON C'E'
 - LA FINANZA MONCA PER L'ITALIA IN LIQUIDAZIONE
  PARTE TERZA : LA CRISI DELL'INFERNO FINANZIARIO
 
 - TECNOCRAZIA A SANGUE FREDDO
 - IL FALLIMENTO DELLE SOLUZIONI PERFETTE
 - CRITICA DELLE SPERANZE COMPARATE
 - ANCHE L'INFERNO PUO' FALLIRE
  APPENDICE
 
 - 1- LIVELLI DECISIONALI dell'Autore
 - 2- PARADIGMI A CONFRONTO di Antonino Galloni
   ...

Traditori al Governo?

Nuova Edizione. Artefici, complici e strategie della nostra rovina. Germania, Francia e finanza globale colonizzano e strangolano l'Italia per privatizzare a prezzi stracciati aziende, banche e beni pubblici.

di Marco Della Luna

TRADITORI AL GOVERNO?  - LIBRO
Nuova Edizione. Artefici, complici e strategie della nostra rovina. Germania, Francia e finanza globale colonizzano e strangolano l'Italia per privatizzare a prezzi stracciati aziende, banche e beni pubblici.
di Marco Della Luna

Traditori al Governo: come i capitalisti di Germania e Francia tramite l'Euro e gli interessi sul debito pubblico strangolano l'Italia per renderla una loro colonia...
Fin dagli anni Settanta noi italiani siamo stati abituati a pagare per l'incompetenza e gli errori inspiegabili di governi, economisti e manager bancari fallimentari. Perfino la crisi che ci attanaglia dall'entrata nell'Euro è presentata dai mass media e da tanti "esperti" con toni fatalistici: ci sono stati errori ma non ci sono colpe, ci sono state scelte discutibili ma non ci sono responsabilità. E il disastro, come sempre, non era prevedibile. Eppure continuano a dirci che l'Euro è insostituibile. Ma è davvero così?
Se analizziamo la storia economica dagli anni Settanta ad oggi, scopriamo una cosa sconcertante: quella serie di apparenti passi falsi economico-finanziari in realtà è un percorso programmato. Non è una sfortunata serie di fatalità o errori, ma una strategia definita, attuata metodicamente per un fine preciso: destabilizzare per creare emergenze che giustificano a loro volta altre misure destabilizzanti, sempre a svantaggio dei cittadini contribuenti. 
Stanno tentando dunque di strangolare e colonizzare l'Italia per giustificare e "mascherare" la svendita del suo patrimonio industriale, bancario, immobiliare, culturale e paesaggistico.
Risultato? L'Italia crolla mentre Germania, Francia, USA traggono solo vantaggi da un sistema tanto perverso da sembrare studiato a tavolino.
Viene quindi da chiedersi quali forze si sono mosse dietro al serpente monetario degli anni Settanta, allo SME e alla privatizzazione delle imprese statali e della Banca d'Italia degli anni '90. Che interessi e poteri si nascondono dietro all'entrata nell'Euro e alla recente imposizione del pareggio di bilancio nella Costituzione? Quali forze si muovono dietro ai traffici del Monte dei Paschi di Siena e della Banca Antonveneta?
Ciò che è accaduto in passato potrebbe ripetersi ancora... siamo certi di non avere traditori al governo?
Introduzione al Tradimento - Traditori al Governo
È necessario occuparsi più dei requisiti e delle incompatibilità per il Colle e per Palazzo Chigi, che per altre cariche! Un premier infedele può rovinare il Paese tradendo i suoi interessi, e un presidente infedele può minarne l'indipendenza e la Costituzione. Poiché a breve dovremo rinnovare queste due cariche, e considerate le problematiche e le denunce penali che infuriano ultimamente intorno ai titolari in carica, è urgente stabilire criteri tassativi di esclusione dei profili a rischio.
Continua a leggere in Anteprima : > Introduzione al Tradimento - Traditori al Governo
Indice
- Chi sono i proprietari della Banca d'Italia?
- Premessa: la perdita della nostra indipendenza
- Le tappe principali della nostra rovina economica e finanziaria
- Introduzione al "tradimento"
- L'Europa ha sempre ragione
- Due Agende: Monti e Tremonti
- Sacrifici senza prospettive
- Il sogno che la crisi "finisca"
- L'illusione che il mercato imponga efficienza
- Lo sporco lavoro dell'Euro
- Errori o dolo?
- L'azione di Monti
- Monte dei Paschi (PD, Monti, Draghi, Ior) Connection
- Risanare MPS, reprimere l'usura, rifinanziare l'industria
- Porcate
- Traditori e nemici
- Costituzione violata
- Manifesto massimalista
- Piano integrato per la stabilizzazione del debito pubblico e la rieducazione macroeconomica delle banche
- Il tesoro nascosto delle banche centrali
- Postfazione di Luigi Tedeschi – direttore di "Italicumo
- APPENDICI
- Denuncia penale contro il complotto 
- finanziario e i connessi atti eversivi?
- Considerazioni di un analista finanziario 
- a cura di Claudio Zanetti, Venezia
- Il programma di Nino Galloni: Cinque punti per lo sviluppo e la piena occupazione
- Lettera aperta di un commercialista a Mario Monti
- Il capitalismo di Fantomas: dal sigaro al mouse
- di Marco Cammi
- Lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano 
- (versione originale in inglese)
- Lettera di Draghi e Trichet al Governo italiano
- Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
- Altri contributi aggiuntivi
- Bibliografia

Premessa
Dai tempi di Kohl e Mitterand, oltre vent'anni fa, Germania e Francia — o meglio, i capitali dominanti di questi paesi - si sono accordati per eliminare la concorrenza italiana, che diventava ogni anno più preoccupante per il modello di sviluppo cui essi lavoravano. La passione e la moda dell'europeismo, assieme all'aspettativa, tipicamente italiana, che i paesi più forti ci avrebbero aiutati, offrivano un utile camuffamento; ma, per far passare questo piano in Italia, avevano bisogno di collaboratori interni, meglio se incon­sapevoli. Probabilmente qualcuno capiva quello che si stava facendo... però si è chiesto che senso avrebbe avuto resistere...
I passaggi principali alla base dell'attuale crisi finanziaria e, soprattutto, della depressione economica dell'Italia, del drastico peggioramento delle condizioni e prospettive di vita, sono stati rivolti a privare l'Italia della sovranità monetaria in favore di interessi esterni, e si posso­no così riassumere:
- La progressiva e totale privatizzazione della proprietà e della gestione della Banca d'Italia, con l'affidamento ai mercati speculativi del nostro debito pubblico e del finanziamento dello Stato (operazione avviata con Ciampi e Andreatta negli anni'80);
- L'immediato, conseguente raddoppio del debito pubblico (da 60 a 120% del pil) a causa della moltiplicazione dei tassi, e la creazione di una ricattabilità politica strutturale del Paese da parte della finanza privata;
- La svendita ad amici del palazzo, stranieri e italiani, delle industrie che facevano capo allo Stato e che erano le più temibili concorrenti;
- La privatizzazione, con modalità molto "riservate", ma col favore di quasi tutto l'arco politico, della Banca d'Italia durante la privatizzazione delle banche di credito pubblico (Banca Com­merciale Italiana, Banco di Roma, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Italiano, con le loro quote di proprietà della Banca d'Italia);
- L'adesione a tre successivi sistemi monetari - negli anni '70, '80 e '90 - che impedivano gli aggiustamenti fisiologici dei cambi tra le valute dei paesi partecipanti - anche l'Euro non è una moneta, ma il cambio fisso tra le preesistenti monete - con l'effetto di far perdere competitività, industrie e capitali ai paesi meno competitivi in favore di quelli più competitivi, che quindi accumulano crediti verso i primi, fino a dominarli e commissariarli.
- personaggi istituzionalmente più esposti nel corso di questa strategia trentennale sono stati Beniamino Andreatta, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato, Mario Draghi (Goldman & Sachs), Romano Prodi (Goldman & Sachs); essi sanno, e dovrebbero essere costretti a svelare (tolto Andreatta, che è morto), chi fu ad imporla e quali mezzi adoperò per farsi obbedire.
In quest'ultimo trentennio della storia d'Italia, le maggioranze politiche, i governi e soprat­tutto le più alte cariche politiche, economiche e finanziarie, inclusi certi vertici di Banca Italia, sono stati e continuano ad essere gli complici consapevoli o inconsapevoli della rovina socioeconomica in cui stiamo cadendo, come appare da diversi scandali aperti. Ma non trascuriamo il ruolo della Banca Centrale Europea e delle massime banche italiane europee e internazionali che appaiono sempre più registi e beneficiari della riduzione dell'Italia a loro servile colonia.
Oggi Germania e Francia, insieme alla Banca Centrale Europea (BCE) guidata da Mario Draghi e dalle principali banche di questi due stati, col pretesto di voler far uscire l'Italia dal suo indebitamento, le tolgono la liquidità necessaria per investire, lavorare e produrre, crean­do le condizioni per una recessione gravissima, che sta producendo il crollo di tante attività, e così il nostro debito aumenta sempre, e presto saremo obbligati a vendere ai nostri creditori, a prezzo di realizzo, le ricchezze del nostro Paese, frutto delle capacità produttive e creative di generazioni e generazioni.
Come da tempo spiegano molti esperti, l'Italia, per ritrovare competitività, capacità di investire e consumare, libertà dall'attacco della speculazione, quindi anche indipendenza e dignità politica, ha una chiara e oggettiva necessità di tornare alla Lira, nazionalizzare Bankitalia, ora di proprietà di poche banche private, e togliere il debito pubblico italiano dai mercati speculativi, altrimenti resterà ricattabile e priva dei soldi per lavorare, produrre, inve­stire, pagare i debiti; infatti senza denaro in circolazione, non si ha domanda e il patrimonio pubblico e privato continuerà a svalutarsi.
Il carattere portante e unificante della storia europea, in contrapposizione a quello della storia asiatica, è l'uso della ragione per smantellare dogmi e superstizioni, oppressioni e sfrut­tamenti. Perciò l'atto più europeista oggi possibile è sbaraccare le strutture di questo dispoti­smo bancario e coloniale che sta prendendo possesso del continente europeo. È un'esigenza razionale e oggettiva, per il bene comune dell'Europa, non certo un'espressione di ostilità verso questa o quella nazione o popolo.
L'alternativa, per conservare l'Euro e la UE senza che ci distruggano, sarebbe riformarne l'architettura come segue:
1) Imporre ai paesi membri con avanzo commerciale verso altri paesi membri di investire nell'economia reale di questi paesi gran parte dell'avanzo;
2) Unificare il debito pubblico dei paesi membri;
3) Incaricare la BCE di comprare sul mercato primario i titolo del debito pubblico europeo che rimangano invenduti alle aste;
4) Separare le banche di credito e risparmio da quelle di azzardo e speculazione.
Senza questa riforma, l'Italia può salvare se stessa soltanto lasciando l'Euro e il mercato unico....

La Guerra dell'Europa

di Monia Benini

LA GUERRA DELL'EUROPA  - LIBRO
di Monia Benini

C'è una nuova guerra in Europa. 
 Una guerra che si combatte senza fucili, senza cannoni, senza bombe,
  ma con le sofisticate armi di distruzione di massa
  della grande finanza internazionale.
 Una guerra che viene da lontano e che dilaga e contagia anche i paesi europei, grazie a truppe di occupazione con il colletto bianco, che sparano i loro colpi cliccando sulle tastiere e trasferendo in un attimo cifre virtuali da capogiro.
 Ma nella crisi che sta violentando la Grecia non c'è nulla di virtuale. È una sofferenza reale, cruda, drammatica, in ogni aspetto della vita quotidiana.
 Una situazione mai vissuta dal popolo ellenico, neppure sotto l'occupazione straniera.
 Il libro documenta dunque una nuova forma di guerra che ha protagonisti, strategie, tattiche e vittime ben definite.
 Dai colpi delle agenzie di rating allo schieramento della troika, dai provvedimenti del Fondo Monetario Internazionale alle misure della Banca Centrale e della Commissione Europea.
 Per chi vuole sapere cosa è successo realmente in Grecia e non si accontenta delle "veline" ufficiali....
OLTRE L'EURO
Le ragioni della sovranità monetaria
di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

Un libro che raccoglie le voci “scomode” che nessuno ci fa mai sentire e che rappresenta uno strumento indispensabile per capire l’attuale crisi economica.
 È possibile uscire dall’Euro? Come ha scritto sul New York Times il columnist politico Jochen Bittner, “i leader europei dovrebbero ammettere che i cosiddetti euro-scettici hanno avuto spesso ragione, nel passato, e che è stato un errore bollarli come primitivi o reazionari eretici. Del resto, storicamente, gli eretici sono spesso stati coloro che alla fine hanno forzato un sistema di credenze a confrontarsi con le proprie contraddizioni. Lo stesso dovrebbe accadere all’interno dell’Unione Europea”.
 Oltre l’Euro raccoglie alcune delle voci “eretiche” più importanti nel panorama europeo, a torto escluse dal racconto della crisi dal mainstream e oggi divenute, di conseguenza, il punto di riferimento per chi vuole trovare gli strumenti per uscire da questo “incubo”.
 Per salvare una moneta insostenibile è stata creata una serie di alchimie giuridiche, che hanno indebolito i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo. Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, si calpesta ogni volontà popolare e si stanno facendo a pezzi le Costituzioni e perfino – al culmine del paradosso – quei diritti, che l’Unione Europea con la Carta dei diritti di Nizza intendeva tutelare.
 Nel frattempo i vari Letta, Monti, Saccomanni e oggi Renzi si susseguono al “potere”. Come semplici valvassori di Bruxelles e Francoforte, continuano a calpestare in nome dell’internazionalismo finanziario - di cui l’euro è il simbolo più forte - la nostra sovranità e la equa redistribuzione del reddito per l’intera popolazione. Per questo, i veri eversivi sono loro, non chi li contrasta.
 Da sempre i media gettano un velo di omertà sulla spinosa questione dell'euro. Vi hanno fornito tante informazioni falsificate, che hanno contribuito soltanto ad aumentare la confusione. E quando regna il caos è molto più facile, per i funzionari della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, continuare a decidere indisturbati del futuro di intere popolazioni. E se fosse proprio questo, il loro scopo?
 È ora di fare chiarezza.
 Oltre l'Euro, a cura di: Paolo Becchi e Alessandro Bianchi, ha il merito di raccogliere in un unico volume alcuni degli autori più prestigiosi nel panorama della riflessione critica sulla moneta unica: Alessandro Arienzo, Carlo Amirante, Alberto Bagnai, Francesco Borrelli, Alain de Benoist, Paul de Grauwe, Gianni de Michelis, Nino Galloni, Piergiorgio Gawronski, Vladimiro Giacché, Brigitte Granville, Giuseppe Guarino, Ambrose Evans-Pritchard, Jacques Sapir, Paolo Savona, Lidia Undiemi.
 Vi viene ripetuto continuamente che la crisi è ormai finita, che i Paesi della zona euro hanno iniziato la ripresa e che le proclamate "riforme strutturali" sono state un trionfo. Ma quale trionfo? E per chi soprattutto?
 Tutti a tirare un sospiro di sollievo perché la Grecia è rimasta nella zona euro. Ma a che prezzo?
 Ridotta ormai a colonia svenduta alla Germania, la Grecia non fa che prolungare la sua agonia.
 E, con la sua, anche la nostra. Ne vale la pena?
 Oltre l'Euro fornisce risposte a tutte queste domande e vi offre una lettura controcorrente....

Oltre l'Euro

Le ragioni della sovranità monetaria

di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

Un libro che raccoglie le voci “scomode” che nessuno ci fa mai sentire e che rappresenta uno strumento indispensabile per capire l’attuale crisi economica.

È possibile uscire dall’Euro? Come ha scritto sul New York Times il columnist politico Jochen Bittner, “i leader europei dovrebbero ammettere che i cosiddetti euro-scettici hanno avuto spesso ragione, nel passato, e che è stato un errore bollarli come primitivi o reazionari eretici. Del resto, storicamente, gli eretici sono spesso stati coloro che alla fine hanno forzato un sistema di credenze a confrontarsi con le proprie contraddizioni. Lo stesso dovrebbe accadere all’interno dell’Unione Europea”.

Oltre l’Euro raccoglie alcune delle voci “eretiche” più importanti nel panorama europeo, a torto escluse dal racconto della crisi dal mainstream e oggi divenute, di conseguenza, il punto di riferimento per chi vuole trovare gli strumenti per uscire da questo “incubo”.

Per salvare una moneta insostenibile è stata creata una serie di alchimie giuridiche, che hanno indebolito i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo. Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, si calpesta ogni volontà popolare e si stanno facendo a pezzi le Costituzioni e perfino – al culmine del paradosso – quei diritti, che l’Unione Europea con la Carta dei diritti di Nizza intendeva tutelare.

Nel frattempo i vari Letta, Monti, Saccomanni e oggi Renzi si susseguono al “potere”. Come semplici valvassori di Bruxelles e Francoforte, continuano a calpestare in nome dell’internazionalismo finanziario - di cui l’euro è il simbolo più forte - la nostra sovranità e la equa redistribuzione del reddito per l’intera popolazione. Per questo, i veri eversivi sono loro, non chi li contrasta.

Da sempre i media gettano un velo di omertà sulla spinosa questione dell'euro. Vi hanno fornito tante informazioni falsificate, che hanno contribuito soltanto ad aumentare la confusione. E quando regna il caos è molto più facile, per i funzionari della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, continuare a decidere indisturbati del futuro di intere popolazioni. E se fosse proprio questo, il loro scopo?

È ora di fare chiarezza.

Oltre l'Euro, a cura di: Paolo Becchi e Alessandro Bianchi, ha il merito di raccogliere in un unico volume alcuni degli autori più prestigiosi nel panorama della riflessione critica sulla moneta unica: Alessandro Arienzo, Carlo Amirante, Alberto Bagnai, Francesco Borrelli, Alain de Benoist, Paul de Grauwe, Gianni de Michelis, Nino Galloni, Piergiorgio Gawronski, Vladimiro Giacché, Brigitte Granville, Giuseppe Guarino, Ambrose Evans-Pritchard, Jacques Sapir, Paolo Savona, Lidia Undiemi.

Vi viene ripetuto continuamente che la crisi è ormai finita, che i Paesi della zona euro hanno iniziato la ripresa e che le proclamate "riforme strutturali" sono state un trionfo. Ma quale trionfo? E per chi soprattutto?

Tutti a tirare un sospiro di sollievo perché la Grecia è rimasta nella zona euro. Ma a che prezzo?

Ridotta ormai a colonia svenduta alla Germania, la Grecia non fa che prolungare la sua agonia.

E, con la sua, anche la nostra. Ne vale la pena?

Oltre l'Euro fornisce risposte a tutte queste domande e vi offre una lettura controcorrente.

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