Se Cade il Governo Draghi “il Nuovo Salvatore della Patria” sarà Mario Monti?

di Diego Fusaro

Mario Monti potrebbe essere il prossimo “Nuovo Salvatore della Patria”?

Già da diversi giorni, gli autoproclamati professionisti dell’informazione vanno ripetendo a reti unificate che potrebbe essere giunto il momento di convocare nuovamente il teologo della globalizzazione mercatista, Mario Monti, per risolvere la crisi che sta travolgendo l’Europa tutta, anche in seguito delle sanzioni alla Russia e della situazione bellica legata al conflitto in Ucraina.

Come solito, Mario Monti viene celebrato come il salvatore della patria, secondo un processo analogo a quello che abbiamo visto in questi mesi dispiegarsi in relazione all’euroinomane di Bruxelles Mario Draghi.

Insomma, Mario Monti potrebbe essere, ci spiegano i padroni del discorso, l’uomo chiave per risolvere la crisi, il salvatore di una situazione altrimenti disperata. Eppure, le ricette di Mario Monti già le abbiamo sperimentate e sappiamo bene in cosa consistano: sono le classiche ricette neoliberali all’insegna dell’austerità depressiva e repressiva, le classiche formule con cui si utilizza la crisi come metodo di governo, secondo quanto peraltro lo stesso Monti teorizzò quando disse che le crisi servono a costringere i popoli a fare cessioni di sovranità.

Insomma, le riforme di Mario Monti, celebrate dai monopolisti del discorso, sono quelle che comportano lacrime e sangue per i lavoratori e per i ceti medi: non avrete mica dimenticato la famosa riforma di Elsa Fornero?

Il governo Mario Monti, del resto, venne imposto all’Italia dall’Europa con un obiettivo preciso: adeguare il paese ai dettami di una Unione Europea fondata sul dominio del capitale e sulla repressione economica dei ceti medi e delle classi lavoratrici.

Articolo di Diego Fusaro, Il Giornale d’Italia

Fonte: https://www.lapekoranera.it/2022/07/02/se-cade-il-governo-draghi-il-nuovo-salvatore-della-patria-sara-mario-monti/

LA FALSITà SULL'AIDS
Ancora imbrogliati dalla scienza?
di Domenico Mastrangelo

La Falsità sull'AIDS

Ancora imbrogliati dalla scienza?

di Domenico Mastrangelo

In un linguaggio semplice, ma corretto e comprensibilissimo anche ai Lettori meno informati sull'AIDS, l'Autore fa il punto su questa patologia in modo rigoroso ed estremamente scientifico astenendosi sistematicamente dall'esprimere opinioni personali e documentando, con oltre 400 riferimenti bibliografici, ogni affermazione.

Il quadro che ne emerge è a dir poco sconvolgente:

  • nel 1983 Lue Montagnier pubblica sulla Rivista Science la scoperta del virus HIV e già l'anno dopo si inizia a parlare di un possibile vaccino;
  • da allora sono passati più di trent'anni e sono centinaia di migliaia gli studi scientifici sull'AIDS che però, ad oggi, non hanno apportato alcun rilevante progresso nella diagnosi e nella cura di questa malattia;
  • in più di trent'anni sono stati investiti miliardi di dollari nella ricerca della terapia farmacologica e della profilassi vaccinale;
  • i documenti ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità affermano chiaramente che i farmaci antiretrovirali finora disponibili non possono guarire l'AIDS, ma servono solo a migliorare i sintomi;
  • sono decine di milioni gli individui malati (specie nell'Africa Subsahariana) sui quali si sperimentano farmaci e vaccini dimenticando che povertà, scarsa igiene, emarginazione e denutrizione sono le cause principali dell'AIDS e di molte altre malattie endemiche di quelle aree povere del mondo;
  • sembra assurdo, ma non esiste alcuna prova scientifica che l'HIV causi l'AIDS, mentre ci sono innumerevoli documenti scientifici e prove che l'AIDS è un'immunodeficienza che trarrebbe giovamento da trattamenti immunostimolanti, una corretta igiene di vita e una adeguata alimentazione, ma nessuno osa intraprendere queste vie curative.

Il sospetto è che l'AIDS sia diventato anche un business di dimensioni cosmiche e che sia pertanto difficilissimo riappropriarsi del buon senso e tornare ad affrontare tutte le sfide poste da questa malattia con ragionevolezza e pragmatismo.

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