di Leone Grotti
L’invasione della città autonoma circondata dal Marocco non è colpa di Meloni, ma del regime di Rabat, dei giudici spagnoli e della sanatoria “monstre” del premier socialista.

Ceuta è una piccola città autonoma spagnola di 80 mila abitanti, grande appena 18,5 chilometri quadrati, sulla sponda africana dello Stretto di Gibilterra (è una delle due “colonne d’Ercole”), circondata dal Marocco. Negli ultimi due giorni è stata invasa da 60 mila migranti provenienti dal paese africano e il premier Pedro Sánchez, abbandonate di punto in bianco tutte le velleità immigrazioniste, si è visto costretto a inviare nel territorio l’esercito nel tentativo di risolvere la crisi diplomatica deflagrata in Europa con diversi paesi, tra cui l’Italia.
Il governo di Giorgia Meloni, infatti, ha chiesto la sospensione di Schengen se Madrid non riuscirà a riportare la situazione sotto controllo. E dopo che il nostro ambasciatore nella capitale spagnola è stato convocato dalle autorità, l’Italia ha deciso di chiudere temporaneamente le frontiere marittime e aeree con la Spagna.
L’Invasione di Ceuta
L’incredibile afflusso dei migranti nell’exclave spagnola (parte del territorio di uno Stato che si trova fisicamente separata dal corpo principale del Paese ed è completamente circondata da uno o più Stati terzi) non è frutto del caso, ma nasce da una serie di leggerezze imperdonabili da parte dei giudici e del governo spagnolo, unite alla sospetta inerzia del governo marocchino, che ha fatto poco o niente per fermare l’esercito di giovani che ha preso d’assalto la città autonoma spagnola.
Per impedire fenomeni migratori di massa, il governo spagnolo ha costruito negli anni a Ceuta una barriera di separazione lunga otto chilometri e alta sei metri, con tanto di filo spinato, torrette di guardia, telecamere, sensori, costantemente sorvolata dai droni.
Solitamente la barriera, valla in spagnolo, è sufficiente per frenare i tentativi illegali di entrare nella città autonoma. Ma giovedì migliaia di giovani marocchini si sono ammassati al confine, scavalcando la valla o aggirandola via mare, camminando nell’acqua, sopra o lungo gli scogli.
La Sentenza sui Migranti in Spagna
In passato i migranti sarebbero stati fermati da polizia ed esercito e riportati immediatamente in Marocco in massa, senza identificazione e senza lasciare loro la possibilità di chiedere asilo politico o altri tipi di protezione.
Ma questi rimpatri di massa, chiamati devoluciones en caliente, sono stati definiti illegittimi il 9 luglio 2026 dalla Corte Suprema spagnola, che ha dato ragione a un migrante algerino e ha stabilito che chi scavalca la valla può essere respinto immediatamente, mentre chi aggira a nuoto il frangiflutti e arriva in territorio spagnolo via mare, va invece soccorso, identificato e respinto previo accordo con il paese di provenienza.
La Sanatoria “Monstre” di Sánchez
I trafficanti di esseri umani, sempre aggiornati dal punto di vista legislativo e giudiziario, hanno preso la palla al balzo, favorendo nelle due settimane successive l’arrivo di oltre 1.500 migranti a Ceuta. La città era già allarmata per l’afflusso anomalo, ma giovedì è stata letteralmente invasa, con gli arrivi che hanno raggiunto quota 60 mila, come dichiarato dal presidente/sindaco Juan Jesús Vivas. In carica da oltre vent’anni, Vivas ha chiesto di proclamare “l’emergenza nazionale”.
Il calcolo dei giovani marocchini (o di chi li usa) è chiarissimo. Solitamente i migranti vengono accolti in un Centro di permanenza temporaneo lontano dal centro cittadino. Ma quando questo è pieno, sono trasferiti nella Spagna continentale.

Qui potrebbero far perdere le loro tracce e attendere fino alla prossima sanatoria di Sánchez. Il premier spagnolo, infatti, ha indetto a metà aprile una regolarizzazione straordinaria di immigrati residenti nel paese da almeno cinque mesi e senza precedenti penali. Il governo si aspettava 500 mila richieste, ma ne sono arrivate un milione e Sánchez, fino a un mese fa, si vantava della propria scelta “umanitaria”. Per il leader socialista questa mossa rappresentava anche una “risposta legale, sicura e ordinata” al fenomeno delle migrazioni.
L’ “Effetto Calamita” Esiste Davvero
Sánchez ha parlato troppo presto e si sono rivelate profetiche le opposizioni, che hanno denunciato fin da subito un possibile “effetto calamita” sui flussi migratori. È esattamente quello che è accaduto nelle ultime 48 ore: su 60 mila arrivi, 48.300 persone sono state rispedite indietro. Almeno 57 persone invece sono morte annegate o schiacciate dalla folla.
Il premier socialista è dovuto correre ai ripari, denunciando “un attacco alla sovranità nazionale spagnola”e puntando il dito contro le “mafie” che spingono la gente a provare a entrare in Unione Europea illegalmente. Ma a Ceuta queste dichiarazioni sono parse troppo deboli e il premier socialista è stato accolto dalla popolazione al grido di “pagliaccio”.
Articolo di Leone Grotti
Fonte: https://www.tempi.it/sanchez-migranti-ceuta-spagna-italia-marocco/






































