Roger Leir, il chirurgo che rimuoveva impianti alieni

di Gianni Rizzo 

Siamo soli nell’universo? E se la risposta è negativa, vi sono mai stati contatti “del terzo tipo” che possano essere comprovati?

Per molti anni un uomo è sembrato avere una risposta netta, positiva, a questo quesito, il dottor Roger K. Leir: un chirurgo podiatra americano, morto il 14 marzo del 2014 all’età di 80 anni, dopo aver per molti anni testimoniato in decine di trasmissioni e interviste dedicate all’argomento Ufo e dei presunti rapimenti alieni, di aver rimosso diversi impianti di origine extraterrestri.

Leir e gli impianti extraterrestri

Leir (ma non solo lui) ha affermato per anni di aver avuto occasione, nel corso di interventi chirurgici ordinari, di asportare un paio di dozzine di impianti, che nel corso dell’intervento si sarebbero anche “mossi” come per cercare di evitare la rimozione. Secondo Leir, i test di laboratorio avrebbero dimostrato che tali impianti erano di origine aliena.
Roger Leir               Roger Leir mentre mostra una provetta contenente un impianto alieno.

Tracce di esaedriti, cobalto e iridio

In realtà, analoghe testimonianze sono state riferite anche da altri specialisti operanti ad ogni latitudine del pianeta, e sempre gli impianti in questione sono descritti come oggetti di leghe metalliche il più delle volte contenenti ferro di tipo meteoritico (con isotopi extraterrestri), della classe degli esaedriti.

Molto spesso i test di laboratorio avrebbero poi rivelato tracce consistenti di cobalto e percentuali significative di iridio. Secondo alcuni ricercatori, gli isotopi ferrosi più pesanti tra quelli rinvenuti in simili impianti, potrebbero essersi formati vicino al nucleo della nostra galassia o a seguito dell’esplosione di una supernova, circostanze che appunto ne comproverebbe l’origine extraterrestre (anzi, extrasolare).
Roger Leir               Roger Leir durante un intervento chirurgico.

Radiotrasmittenti sotto pelle

Questi impianti sono inoltre coperti da un guscio oleoso, più un rivestimento duro che ne previene il rigetto da parte dell’organismo ospite, impedendo qualsiasi risposta immunitaria. Inoltre, il rivestimento esterno sembra essere sensibile ai fononi (particelle quantistiche associate alle onde di vibrazione nei solidi, analoghe ai fotoni delle onde elettromagnetiche), con la capacità di ritrasmettere le onde sonore.

Alcuni impianti avrebbero continuato a trasmettere su frequenze dai 93 ai 15 Mhz, prima di essere rimossi chirurgicamente. La loro localizzazione può variare, ma secondo Leir sono sempre stati ritrovati appena sotto la superficie dell’epidermide, in vicinanza delle ossa.

Per rilevare tali impianti non basta osservare il soggetto: non sono mai state rinvenute cicatrici o tagli sulla pelle di coloro ai quali in seguito sono stati rimossi. In compenso, talvolta si nota un misterioso bagliore sulla superficie della pelle, rilevabile ai raggi UV-B, UV-C e più raramente UV-A.

Una radiografia o meglio ancora una Tac sono comunque in grado di localizzare con precisione tali impianti. Secondo alcuni, gli impianti sono in grado di generare forti campi magnetici (fino a oltre 10 milligauss), capaci persino di allontanare il bisturi mentre si cerca di rimuoverli.
Impianto alieno               Impianto estratto dal corpo di un paziente.

Casi anche in Italia

Un dato inquietante: secondo una statistica fino al 2% della popolazione degli Stati Uniti (dunque oltre 6 milioni di individui) avrebbe subito un “rapimento alieno”, ma anche molti altri paesi al mondo, Italia compresa, hanno segnalato casi di persone che sostenevano di essere state rapite dagli alieni.

Almeno una di esse, un cittadino napoletano, a distanza di anni dal presunto rapimento, ha poi scoperto di avere in una mano un corpo estraneo. Interpellato in merito, il dottor Giuseppe Colamine confermò di aver fatto fare al paziente un esame radiologico che confermò la presenza di tale “corpo estraneo” nella mano del paziente.

Anche in questo caso, nessuna cicatrice venne rilevata e si notò che l’impianto funzionava come una radiotrasmittente. Venne ipotizzato che a seconda delle frequenze di funzionamento, tale impianto potesse indurre comportamenti in positivo o negativo di qualche tipo, potendo quindi, in teoria, controllare almeno entro certi limiti, l’emotività e il comportamento del soggetto in questione. Ma poiché una simile tecnologia non è, per quanto se ne sa ufficialmente, ancora stata sviluppata sulla Terra, si è pensato che l’origine di tale impianto potesse essere extraterrestre. Il dottor Leir aveva forse ragione?

Articolo di Gianni Rizzo

Fonte: http://www.fanwave.it/articoli/104-roger-leir-il-chirurgo-che-rimuoveva-impianti-alieni.html

Libri e varie...

Un commento

  1. Ciao,buongiorno!
    Io avrei una domanda riguardo gli extraterrestri,\ può essere possibile che gli extraterrestri ci possano rapire anche mentre ci troviamo a dormire durante la notte?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*