“Robocani” in Umbria

di Francesco Rondolini

Ebbene sì… anche nel Belpaese, più precisamente  nel cuore verde d’Italia, fanno la loro comparsa i robot a quattro zampe.

Proprio così: robocani in Umbria. Come riportato qualche giorno fa dal giornale locale, il Corriere dell’Umbria, in Valsorda sono apparsi questi quadrupedi robotizzati. La comparsa dei quadrupedi automatici fa parte “del progetto Horizon 2020 ‘Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats’ finanziato dall’Unione Europea con un budget totale di tre milioni di euro, sotto la responsabilità del professore Manolo Garabini del centro ricerca ‘Enrico Piaggio’ “, riporta la testata perugina.

Apprendiamo che l’obiettivo di questi robot sarebbe quello di riuscire a muoversi liberamente in mezzo alla natura, cercando di camminare liberamente in tutti i tipi di terreno (sabbiosi, rocciosi, sentieri scoscesi), con il compito di vigilare l’ambiente dal pericolo “del surriscaldamento globale e dall’inquinamento”.

“Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea iniziato nel 2021 e che finirà nel 2024. Progetto che si prefigge”, spiega il professor Garabini “di portare la robotica al servizio del Green deal europeo per combattere il cambiamento climatico, attraverso un monitoraggio ambientale sempre più efficace ed accurato” (ma che razza di baggianate…).

Tali cani cibernetici “possono aiutare i ricercatori a fare un monitoraggio più efficace e più accurato, grazie anche alla grande quantità di dati che possono raccogliere in tempi relativamente brevi in modo efficiente”, conclude il professore.

Vale la pena ricordare la versatilità di queste creature meccanizzate: in America hanno montato un arma sulla schiena del robot la quale “consente un fuoco di precisione fino a 1200 metri”. Inoltre, alcuni di questi esemplari vengono utilizzati per pattugliare i confini USA-Messico.

Altre specie robotiche cinoidi non ben identificate, come sanno i lettori di Renovatio 21, sono già state applicate per controllare gli spostamenti di onesti cittadini durante i lockdown e per fargli mantenere il cosiddetto distanziamento sociale in nome del pericolo pandemico.

Si sono visti pattugliare robocani anche presso Nuova York (uso poliziesco), a Singapore (uso pandremico-repressivo), sull’Himalaya (uso militare). La piccola Umbria si aggiunge alla lista, e chi lo avrebbe mai detto, per un uso ambientale.

Intanto tutti i cacciatori, i tartufai, i raccoglitori di asparagi e di funghi stiano attenti perché potrebbero trovarselo davanti nelle loro battute di caccia o passeggiate.

Articolo di Francesco Rondolini

Fonte: https://www.renovatio21.com/robocani-in-umbria/

CERVELLO INTESTINO: UN LEGAME INDISSOLUBILE
Il ruolo del microbiota intestinale nelle nostre relazioni fisiche, mentali e psicoemozionali
di Stefano Manera

Cervello Intestino: un Legame Indissolubile

Il ruolo del microbiota intestinale nelle nostre relazioni fisiche, mentali e psicoemozionali

di Stefano Manera

Questo libro è fondamentale per capire come la salute del microbiota intestinale influisce sull’asse cervello-intestino e può aiutarti a prevenire e risolvere tantissime patologie.

Il dottor Stefano Manera è esperto di medicina integrata, funzionale e omeopatia classica. Nella sua esperienza clinica punta sui processi di auto guarigione del corpo, con un’attenzione particolare all’asse cervello-intestino e al microbiota.
Questo suo nuovo libro è uno strumento fondamentale per tutti coloro che vogliono riprendere in mano la propria salute.

La comunicazione cervello-intestino

L’intestino è stato più volte definito come il nostro secondo cervello e si parla sempre più spesso di intestino felice, comunicazione mente pancia, intestino in testa e interazioni tra microbiota, mente, intestino e cervello.

Il modo in cui tutto questo accade ce lo spiega la PNEI (psico-neuro-endocrino-immulologia), una nuova branca della medicina che finalmente ha messo in luce come mente e corpo fanno parte di un unico sistema di trasmissione dell’informazione da una forma all’altra attraverso un complesso sistema di reti.

L’asse cervello-intestino-microbiota intestinale

Il fatto che l’intestino abbia un ruolo nel modulare le nostre emozioni è conosciuto da secoli. Tuttavia, negli ultimi vent’anni, i processi alla base di questa connessione sono venuti alla luce.

Ora sappiamo che i microbi nel nostro intestino – il microbiota intestinale – non sono solo commensali, ma svolgono un ruolo fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere.

Nutriamo questi batteri che, a loro volta, producono sostanze che il nostro cervello e altri organi del corpo richiedono. Quando si parla di asse cervello-intestino-microbiota ci si riferisce alle connessioni tra il cervello e l’intestino e alle connessioni inverse tra i microbi intestinali e il cervello stesso.

Le patologie legate a uno squilibrio del microbiota intestinale: dalla disbiosi all'infiammazione cronica di basso grado

Soffri di qualcuna di queste patologie neurologiche o dell’intestino? Oppure conosci qualcuno che ne soffre?

Sindrome dell’intestino permeabile, sindrome dell’intestino irritabile, disturbi dello spettro autistico, depressione, ansia, schizofrenia e disturbo bipolare, anoressia nervosa e disturbi del comportamento alimentare, dipendenze, obesità, patologie dolorose, fibromialgia, Parkinson, dolore infiammatorio, Alzheimer e demenza, sclerosi multipla.

Oggi sappiamo che cambiamenti nella composizione del nostro microbiota intestinale sono associati a molte malattie neurologiche, nonché a diverse patologie intestinali. Si tratta della disbiosi del microbiota intestinale, la quale genera uno stato generalizzato di infiammazione cronica di basso grado, la quale, a sua volta, innesca altre malattie.

In questo libro viene spiegato in maniera chiara, ma dettagliata, quello che devi sapere se soffri di una patologia neurologica o dell’intestino:

  • ad esse concorre uno squilibrio del microbiota intestinale;
  • anche le nostre abitudini – lo stile di vita – influenzano il microbiota;
  • possiamo avviare un processo di autoguarigione cambiando le nostre abitudini;
  • l’attenzione all’alimentazione è fondamentale.

Il dottor Stefano Manera individua e analizza i fattori principali che determinano la salute del nostro microbiota intestinale:

  • la nostra genetica,
  • il modo in cui nasciamo,
  • come e cosa mangiamo,
  • l’inquinamento dell’ambiente in cui viviamo,
  • l’attività fisica,
  • l’abuso di farmaci,
  • lo stress e la paura.

In questo libro trovi anche un ampio spazio dedicato all’alimentazione in pratica e alle ricette per l’asse intestino-cervello

Nutrire bene il nostro microbiota significa nutrire la nostra salute generale. Il libro contiene un approfondimento specifico dedicato all’alimentazione e in particolare:

  • agli alimenti fermentati funzionali - questo capitolo è a cura di Marco Fortunato, esperto di fermentazione;
  • alle ricette vegan per la tavola di tutti i giorni - questo capitolo è a cura della chef Valentina Ferri.
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