Rasmussen (ex Segretario Generale NATO) vorrebbe gli USA ”poliziotto globale” del mondo

L’unica possibile salvezza per questo mondo è nel nominare un nuovo “poliziotto globale” che si prenda cura di tutto il pianeta, così si è espresso Will Anders Rasmussen, ex Segretario Generale della NATO ed ex primo ministro danese.

Will Anders RasmussenRasmussen divenuto consulente di fiducia del governo Ucraino (fatto nominare da Washington), ha deciso che era venuto il momento di guadagnarsi il suo stipendio ed ha scritto un articolo per il Wall Street Journal. In questo pezzo, Rasmussen annuncia che l’unica possibile salvezza per questo mondo, consiste nel nominare un novo “poliziotto globale” che si prenda cura di tutto il pianeta.

Non deve certo sorprendere che Rasmussen sia convinto che soltanto Washington possa realizzare questo compito. Rasmussen, che è stato nominato come fiduciario dello stato vassallo dell’Ucraina, per sorvegliare le attività del fedele satellite degli interessi di Wall Street, il Presidente Petro Poroshenko, è convinto che il mondo debba richiedere con entusiasmo di accogliere le aspirazioni egemoniche di Washington.

Il danese è convinto che si possa trascurare il fatto che durante le ultime decadi, gli USA hanno iniziato una serie di conflitti catastrofici, proprio nel tentativo di dominare l’intero pianeta. Un totale di 53 governi sono stati rovesciati dalla CIA, che ha appoggiato colpi di Stato in vari paesi del mondo su ordine di Washington, per impadronirsi del controllo delle nazioni, delle persone, delle risorse. In alcune regioni, specialmente in America Latina e nel Medio Oriente, la Casa Bianca ancora sta cercando di destabilizzare, nonostante l’opposizione generalizzata verso le aspirazioni degli USA. Il conflitto in Siria si è trasformato in un vero simbolo dell’espansione della resistenza alle pretese egemoniche (senza precedenti) di Washington.

Libri e varie...

Le utime tre decadi ci hanno mostrato un nuovo insieme di regole non scritte nell’ambito della politica internazionale: se le grandi corporations (multinazionali) occidentali non riescono a obbligare i rappresentanti politici eletti a fare ciò che loro vogliono, allora cercano di farli capitolore con le loro intimidazioni. I funzionari governativi saranno spodestati e lo stato verrà sottoposto al saccheggio e lasciato in rovine.

Un certo numero di paesi in tutto il mondo, molti circoli politici locali hanno accettato “volontariamente” questa usurpazione. Ad esempio, questo assoggettamento si può osservare negli Stati baltici, in Bulgaria e in vari altri paesi europei. Questi paesi, per quanto ancora si considerino sovrani, di fatto sono retti da interessi occidentali attraverso una forma moderna di amministrazione neo coloniale. Tra questi altri stati si trova l’Ucraina, che è stata testimone  del rovesciamento del suo governo sovrano, abbattuto soltanto per ricevere nuovi “leaders” designati apertamente da Washington, con Anders Fogh Rasmussen come uno dei fiduciari nominati.

Per portare avanti la proposta per stabilire gli USA come “poliziotto” del mondo, a questo ex primo ministro danese ed ex Segretario generale NATO, non interessa come sarebbe presa tale proposta dai cittadini danesi o da quelli statunitensi o dai cittadini degli Stati che sono già stati sottomessi, tramite gli interventi militari degli USA. Gli americani stanno diventando sempre più insofferenti a causa delle crescenti spese militari. Questo nonostante il Pentagono e le elites di potere statunitense stiano cercando di convincere la popolazione attraverso i media, che ci sono “minacce armate esterne”, tanto che gli USA devono spendere in armamenti più di qualsiasi altra nazione sulla terra. Ma i cittadini americani più sensibili stanno iniziando a porre giuste obiezioni: quale è la finalità della alleanza della NATO, quando non esiste oggi l’opposizione di un altro blocco politico militare?

Dopo tutto con 28 Stati, membri dell’alleanza, gli Stati Uniti ancora pagano l’80% di tutte le spese della NATO. E questi fondi si trovano utilizzati in forma costante nelle spese militari, quando potrebbero essere impiegati per migliorare in altri settori, per migliorare, ad esempio, le condizioni sociali sempre più deteriorate della società americana.

Will Anders Rasmussen e Hillary ClintonQuesto spiega perchè il tema principale del movimento anti Clinton, era proprio quello della guerra. Un crescente numero di cittadini americani, consapevoli delle prospettive disastrose di una presidenza della Clinton, che avrebbe condotto ad una escalation della guerra in Siria e a nuovi conflitti in tutto il mondo, ha votato Trump.

Tuttavia, persino in queste condizioni, Anders Fogh Rasmussen vuole elevare il suo profilo lavorando ore extra per compiacere i suoi patrocinatori e convincere il mondo che Washington debba essere il “poliziotto del mondo”. E in questo modo assoggettare al suo dominio, non soltanto le nazioni sottosviluppate, ma anche ogni nazione sulla terra.

Stanno però cambiando gli equilibri di potere e molte persone sono ora sempre più coscienti di quella che è la sfacciata retorica di personaggi come Rasmussen. Per questo motivo, risulta molto poco probabile che la sua proposta possa trovare adesioni negli stessi Stati Uniti e tanto meno all’estero.

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://www.controinformazione.info

Libri e varie...
LA GLOBALIZZAZIONE DELLA NATO  - LIBRO
Guerre imperialiste e globalizzazioni armate
di Mahdi Darius Nazemroaya

"Questo libro è obbligatorio da leggere per coloro che si sono impegnati a invertire la rotta della guerra e della conquista imperialista da parte della più imponente macchina bellica del mondo" Michel Chossudovsky - Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione
 Originata dalla Guerra Fredda, l’esistenza della North Atlantic Treaty Organization era giustificata quale argine di difesa nei confronti di ogni minaccia sovietica nei confronti dell’Europa Occidentale.
 Tale ragion d’essere è da lungo tempo svanita con il collasso dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Nonostante ciò la NATO ha continuato a espandersi senza sosta proprio verso Est, in direzione del suo antico nemico.
 La Jugoslavia in particolare ha costituito un punto di svolta per l’Alleanza Atlantica e il suo mandato. L’organizzazione ha mutato il proprio quadro strategico da difensivo in offensivo sotto il pretesto dell’umanitarismo.
 Proprio partendo dalla Jugoslavia la NATO ha intrapreso il proprio cammino verso la globalizzazione, andando a interessare un’area di operazioni più estesa al di fuori del continente europeo.
 Assurta via via sempre più a simbolo del militarismo statunitense e della diplomazia dei missili, la NATO ha agito come braccio del Pentagono ed è stata dislocata nelle zone di combattimento dove sono stati impegnati gli Stati Uniti e i loro alleati.
 Dov’è finito l’originario scopo difensivo per cui la NATO è stata creata?
 Quali sono i progetti occulti che sottendono a questa organizzazione?
 Scopri la Globalizzazione della Nato,
 tra Guerra imperialista e colonizzazione armata
 Indice Ringraziamenti
 Prefazione. Le avvertenze di un consigliere del Segretario generale dell'ONU, di Denis J. Halliday
 1 Uno sguardo d'insieme sull'espansionismo della NATO: prometeismo?
2 L'UE, l'espansionismo della NATO e il Partenariato per la Pace
3 La Jugoslavia e la reinvenzione della NATO
4 La NATO in Afghanistan
5 Il Dialogo Mediterraneo (DM) della NATO
6 La NATO nel Golfo Persico. L'Iniziativa per la sicurezza nel Golfo
7 La penetrazione nello spazio postsovietico
8 La NATO e gli alti mari. Il controllo delle rotte marittime strategiche
9 Il progetto dello scudo missilistico globale
10 La NATO e l'Africa
11 La militarizzazione del Giappone e dell'Asia-Pacifico
12 L'avanzata nel cuore dell'Eurasia: l'accerchiamento di Russia, Cina e Iran
13 Le controalleanze eurasiatiche
14 La NATO e il Levante: Libano e Siria
15 L'America e la NATO rapportati con Roma e gli alleati peninsulari 
16 Militarizzazione globale: alle porte della terza guerra mondiale?
 Note
Appendice. La strada per Mosca passa da Kiev
 Fonti delle Illustrazioni
 La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato" La collocazione dell’Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.
 Questa Nazione priva di sbocchi sul mare si trova esattamente in una posizione mediana all’incrocio tra Asia centrale, subcontinente indiano e Medio Oriente. Il Paese è importante per diverse ragioni geo-strategiche ed economiche.
 Per prima cosa, l’Afghanistan costituisce uno snodo geo-strategico che va a lambire l’Iran, la ex Unione Sovietica e la Cina, rendendolo parecchio appetibile. Nel corso della sua intera storia quest’area geografica è servita da cuscinetto tra Iran, India e Cina. Più tardi, dopo essersi reso indipendente dall’Iran, l’Afghanistan ha rivestito la stessa funzione tra l’Iran, la Russia (e poi l’URSS) e l’India, a quel tempo ancora sottoposta al dominio coloniale britannico, successivamente divisa tra Repubblica dell’India e Pakistan. L’Afghanistan è il luogo ideale per inserire un cuneo tra le grandi potenze eurasiatiche e per stabilire una presenza militare permanente da cui lanciare future operazioni in tutto il continente.
 In secondo luogo, esso rappresenta la porta di ingresso ai Paesi dell’Asia centrale ricchi di materie prime, che permette di bypassare i territori dell’Iran, della Federazione russa e della Cina. Ciò costituisce un fattore di notevole importanza poiché consente a forze extra-regionali come Stati Uniti o Gran Bretagna di usare questo Paese allo scopo di aggirare tali potenze rivali della regione. Per anni uno dei progetti più importanti per Washington e le sue corporation è stato un corridoio energetico che passasse in territorio pakistano e afgano, partendo dai campi petroliferi e dalle riserve di gas naturale dell’Asia centrale.
 Le missioni di combattimento della NATO si sono concentrate in gran parte nel sudovest e nel nord-ovest dell’Afghanistan, proprio dove era stato progettato il percorso di una pipeline strategica che trasportasse petrolio e gas naturale dall’Asia centrale fino all’Oceano Indiano. Prima dell’11 settembre 2001 Washington era stata coinvolta in negoziati infruttuosi col governo talebano al fine di garantire la sicurezza per questo corridoio energetico in progettazione.
 Per continuare a leggere, clicca qui: > La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"...

La Globalizzazione della Nato

Guerre imperialiste e globalizzazioni armate

di Mahdi Darius Nazemroaya

"Questo libro è obbligatorio da leggere per coloro che si sono impegnati a invertire la rotta della guerra e della conquista imperialista da parte della più imponente macchina bellica del mondo" Michel Chossudovsky - Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione

Originata dalla Guerra Fredda, l’esistenza della North Atlantic Treaty Organization era giustificata quale argine di difesa nei confronti di ogni minaccia sovietica nei confronti dell’Europa Occidentale.

Tale ragion d’essere è da lungo tempo svanita con il collasso dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Nonostante ciò la NATO ha continuato a espandersi senza sosta proprio verso Est, in direzione del suo antico nemico.

La Jugoslavia in particolare ha costituito un punto di svolta per l’Alleanza Atlantica e il suo mandato. L’organizzazione ha mutato il proprio quadro strategico da difensivo in offensivo sotto il pretesto dell’umanitarismo.

Proprio partendo dalla Jugoslavia la NATO ha intrapreso il proprio cammino verso la globalizzazione, andando a interessare un’area di operazioni più estesa al di fuori del continente europeo.

Assurta via via sempre più a simbolo del militarismo statunitense e della diplomazia dei missili, la NATO ha agito come braccio del Pentagono ed è stata dislocata nelle zone di combattimento dove sono stati impegnati gli Stati Uniti e i loro alleati.

Dov’è finito l’originario scopo difensivo per cui la NATO è stata creata?
Quali sono i progetti occulti che sottendono a questa organizzazione?

Scopri la Globalizzazione della Nato,
tra Guerra imperialista e colonizzazione armata

Indice

Ringraziamenti

Prefazione. Le avvertenze di un consigliere del Segretario generale dell'ONU, di Denis J. Halliday

1 Uno sguardo d'insieme sull'espansionismo della NATO: prometeismo?
2 L'UE, l'espansionismo della NATO e il Partenariato per la Pace
3 La Jugoslavia e la reinvenzione della NATO
4 La NATO in Afghanistan
5 Il Dialogo Mediterraneo (DM) della NATO
6 La NATO nel Golfo Persico. L'Iniziativa per la sicurezza nel Golfo
7 La penetrazione nello spazio postsovietico
8 La NATO e gli alti mari. Il controllo delle rotte marittime strategiche
9 Il progetto dello scudo missilistico globale
10 La NATO e l'Africa
11 La militarizzazione del Giappone e dell'Asia-Pacifico
12 L'avanzata nel cuore dell'Eurasia: l'accerchiamento di Russia, Cina e Iran
13 Le controalleanze eurasiatiche
14 La NATO e il Levante: Libano e Siria
15 L'America e la NATO rapportati con Roma e gli alleati peninsulari
16 Militarizzazione globale: alle porte della terza guerra mondiale?

Note
Appendice. La strada per Mosca passa da Kiev

Fonti delle Illustrazioni

La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"

La collocazione dell’Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.

Questa Nazione priva di sbocchi sul mare si trova esattamente in una posizione mediana all’incrocio tra Asia centrale, subcontinente indiano e Medio Oriente. Il Paese è importante per diverse ragioni geo-strategiche ed economiche.

Per prima cosa, l’Afghanistan costituisce uno snodo geo-strategico che va a lambire l’Iran, la ex Unione Sovietica e la Cina, rendendolo parecchio appetibile. Nel corso della sua intera storia quest’area geografica è servita da cuscinetto tra Iran, India e Cina. Più tardi, dopo essersi reso indipendente dall’Iran, l’Afghanistan ha rivestito la stessa funzione tra l’Iran, la Russia (e poi l’URSS) e l’India, a quel tempo ancora sottoposta al dominio coloniale britannico, successivamente divisa tra Repubblica dell’India e Pakistan. L’Afghanistan è il luogo ideale per inserire un cuneo tra le grandi potenze eurasiatiche e per stabilire una presenza militare permanente da cui lanciare future operazioni in tutto il continente.

In secondo luogo, esso rappresenta la porta di ingresso ai Paesi dell’Asia centrale ricchi di materie prime, che permette di bypassare i territori dell’Iran, della Federazione russa e della Cina. Ciò costituisce un fattore di notevole importanza poiché consente a forze extra-regionali come Stati Uniti o Gran Bretagna di usare questo Paese allo scopo di aggirare tali potenze rivali della regione. Per anni uno dei progetti più importanti per Washington e le sue corporation è stato un corridoio energetico che passasse in territorio pakistano e afgano, partendo dai campi petroliferi e dalle riserve di gas naturale dell’Asia centrale.

Le missioni di combattimento della NATO si sono concentrate in gran parte nel sudovest e nel nord-ovest dell’Afghanistan, proprio dove era stato progettato il percorso di una pipeline strategica che trasportasse petrolio e gas naturale dall’Asia centrale fino all’Oceano Indiano. Prima dell’11 settembre 2001 Washington era stata coinvolta in negoziati infruttuosi col governo talebano al fine di garantire la sicurezza per questo corridoio energetico in progettazione.

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