Putin incontra gli Inviati di Trump Witkoff e Kushner

Trump ha dichiarato che gli inviati hanno il compito di presentare “una proposta per porre fine alla guerra” a entrambe le parti.

Gli emissari del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono usciti dal Cremlino al termine dei colloqui con il leader russo Vladimir Putin. L’incontro riservato si è protratto per circa tre ore e, subito dopo, nessuna delle due parti ha reso pubbliche dichiarazioni.

I due sono giunti a Mosca sabato mattina per trattative finalizzate a una soluzione del conflitto in Ucraina. Prima della visita, Trump aveva dichiarato che gli inviati avevano il compito di presentare “una proposta per porre fine alla guerra” a entrambe le parti. Witkoff e Kushner dovevano partire a breve per Kiev.

Prima della sessione a porte chiuse, i giornalisti sono stati ammessi per breve tempo nella sala. Erano presenti il consigliere presidenziale Yury Ushakov e il direttore generale del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kirill Dmitriev. Nell’introduzione, Putin ha manifestato gratitudine alla parte americana per l’impegno profuso negli sforzi diplomatici tesi a risolvere le ostilità in corso.

“Pur essendo consapevole della difficile situazione in cui si trova” Trump “non smette di impegnarsi per risolverla e contribuire alla soluzione del conflitto russo-ucraino. Oggi discuteremo di tutte le sue componenti e di tutti i suoi aspetti e, da parte nostra, siamo pronti a illustrarvi la nostra visione della situazione“, ha dichiarato Putin.

Witkoff ha espresso a Putin la profonda gratitudine della famiglia dell’ex marine statunitense Robert Gilman, detenuto in Russia dal 2022 e liberato il mese scorso per motivi “umanitari”. “Dovrebbero ringraziare il presidente Trump; è stato lui a lanciare l’appello”, ha replicato Putin.

Il presidente russo ha ribadito l’impegno di Mosca a sospendere gli attacchi contro Kiev per i tre giorni a partire dalla mezzanotte del 5 settembre. La pausa ha lo scopo di consentire agli inviati di Trump di recarsi in sicurezza nella capitale ucraina.

“Vorrei sottolineare che anche la parte ucraina ha ridotto significativamente – di un ordine di grandezza – gli attacchi sul territorio della Federazione Russa, Mosca compresa. Le autorità ucraine hanno pubblicato un appello per una tregua più ampia di tre giorni, ma non abbiamo mai raggiunto un accordo con loro”, ha dichiarato Putin.

Dopo i colloqui, il corteo con a bordo Witkoff e Kushner si è diretto direttamente all’aeroporto di Vnukovo, nella zona Sud-Ovest della capitale russa. Dmitriev ha accompagnato personalmente gli inviati all’uscita, condividendo foto dall’aeroporto sui social media e descrivendo il loro viaggio come una “importante visita di pace”.

L’incontro si è rivelato “sostanziale, costruttivo e caratterizzato da un alto grado di franchezza e fiducia reciproca”, ha dichiarato Ushakov ai giornalisti poco dopo la partenza di Witkoff e Kushner dal Cremlino. Durante i colloqui, la parte russa ha espresso “fiducia nel raggiungimento degli obiettivi prefissati [dell’operazione contro l’Ucraina]” e ha ribadito “la necessità di affrontare tutte le cause profonde del conflitto”, ha affermato il collaboratore presidenziale.

Gli inviati di Trump hanno preso “particolare nota” di una questione specifica sollevata dal presidente russo durante l’incontro, ovvero il fatto che “il regime di Kiev ha smesso di nascondere la sua vera natura, iniziando a seppellire nuovamente alcuni dei più noti criminali nazisti”, ha affermato Ushakov.

Di recente, i resti di due cofondatori dell’OUN (l’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, un movimento politico e paramilitare di nazionalismo integralista fondato nel 1929 a Vienna e poi divenuto collaboratore della Germania nazionalsocialista), Andrey Melnik ed Evgeny Konovalets, sono stati riesumati in Europa e riportati in Ucraina per essere seppelliti con tutti gli onori, nell’ambito del progetto del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj di creare un presunto “Pantheon di ucraini illustri”, operazione che ha scatenato proteste anche in Polonia.

Secondo Ushakov, i negoziati non si sono limitati esclusivamente alla crisi ucraina, ma le due parti hanno anche discusso in dettaglio di “questioni economiche e potenziali importanti progetti russo-americani di reciproco vantaggio”.

È d’uopo notare che entrambe le famiglie Witkoff e Kushner hanno origini nell’ex Impero russo, in un contesto ebraico-ashkenazita — con lo stesso tipo di storia migratoria comune a molte famiglie ebraiche americane di quella generazione.

La famiglia di Jared Kushner discende da ebrei originari di Novogrudok, all’epoca in Polonia e oggi in Bielorussia. I nonni paterni, Joseph e Rae (Reichel) Kushner, erano sopravvissuti all’Olocausto arrivati negli Stati Uniti nel 1949 da Navahrudak.

L’altro inviato ha legami genealogici ancora più diretti con la Russia: i nonni paterni di Steve Witkoff erano entrambi nati nell’Impero russo, ed è descritto come proveniente da una famiglia ebraica di origini russe.

Sul ruolo giocato dalla provenienza etno-religiosa nel conflitto ucraino si era espresso nel settembre 2023 lo stesso Putin, dichiarando che “i gestori occidentali hanno posto a capo dell’Ucraina moderna un ebreo etnico, un uomo di origine ebraica, con radici ebraiche – in questo modo, a mio avviso, nascondendo le basi antiumane dell’attuale situazione dello Stato Ucraino”.

“Ciò rende l’intera situazione estremamente disgustosa, vedere un ebreo mascherare la glorificazione del nazismo e di coloro che all’epoca perpetrarono l’Olocausto in Ucraina, sterminando 1,5 milioni di persone”, aveva aggiunto il presidente russo.

Fonte: https://www.renovatio21.com/putin-parla-dellincontro-con-gli-inviati-di-trump-witkoff-e-kushner/

LA MAPPA DELLA VITA - DENTRO L’ARCHITETTURA DEL DIVINO VOL.1
I codici nascosti per comprendere la tua missione
di Chantal Dejean

La Mappa della Vita - Dentro l’Architettura del Divino Vol.1

I codici nascosti per comprendere la tua missione

di Chantal Dejean

Ti sei mai chiesto se esiste un filo invisibile che lega ogni esperienza della tua vita, anche quelle che sembrano più caotiche o incomprensibili?

“La Mappa della Vita” di Chantal Dejean invita a guardare l’esistenza come un linguaggio da decifrare. Ciò che sembra frammento, imprevisto o smarrimento, qui si ricompone dentro un disegno più ampio, dove ogni passaggio custodisce un senso e ogni esperienza può diventare rivelazione.

In questo primo volume, l’autrice accompagna il lettore dentro quella che definisce “Architettura del Divino”, una trama simbolica e viva che si esprime attraverso segni, incontri e passaggi interiori.

Riporta la spiritualità dentro la vita vissuta, dove scelte, relazioni, crisi e intuizioni diventano occasioni concrete di conoscenza interiore.

Perché quando cambi il modo in cui osservi, cambia anche ciò che riconosci.

Al cuore del percorso troviamo i sette archetipi dell’anima – il Padre, la Madre, il Figlio, il Re, il Maestro, il Mago e l’Assoluto – non come concetti astratti, ma come forze interiori attive, tappe evolutive che ciascuno attraversa.

Attraverso questi archetipi, il libro offre una mappa per comprendere le dinamiche ricorrenti, le sfide interiori e i talenti da sviluppare.

È un viaggio che, come emerge anche dalle pagine introduttive e dal prologo, invita a riconoscere che la vita parla costantemente attraverso simboli, sincronicità e linguaggi sottili. E imparare a leggerli significa ritrovare orientamento.

Il percorso si sviluppa in modo progressivo: si parte dal senso dei nostri viaggi interiori, passando per il rapporto tra anima, corpo e missione, fino ad arrivare all’esplorazione dettagliata di ogni archetipo.

Non manca una dimensione più profonda e quasi iniziatica, come si intravede anche nel capitolo dedicato al “Padre Nostro”, letto come codice simbolico dell’evoluzione dell’anima.

Un invito a riscoprire ciò che è sempre stato presente, ma spesso non visto.

Leggi questo libro se…

  • senti che la tua vita ha un significato più profondo, ma ti manca una chiave per comprenderlo, perché questo libro ti aiuta a leggere gli eventi come parte di un disegno più ampio
  • ti accorgi che alcune situazioni si ripetono e vuoi comprenderne l’origine, perché gli archetipi ti offrono una lente chiara per interpretarle
  • sei in un momento di cambiamento o smarrimento, perché questa mappa interiore può restituirti direzione e centratura
  • sei attratto dal simbolismo e dalla crescita interiore, ma cerchi qualcosa di concreto, perché il testo unisce visione e strumenti di consapevolezza
  • desideri riallinearti a ciò che senti autentico dentro di te, perché il libro accompagna verso un ascolto più profondo dell’anima

Alla fine, questo non è un libro da leggere una volta sola, ma uno strumento da attraversare nel tempo. Una mappa da consultare quando senti il bisogno di ritrovare il tuo centro, e riconoscere che la direzione, in fondo, è sempre stata dentro di te.

Non verso qualcosa di nuovo.
Ma verso una versione di te più integra, consapevole e allineata.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *