Perchè la Canapa può salvare il Mondo dalla Plastica

La Canapa ha molti usi e benefici e molte caratteristiche interessanti.

1. Un ettaro di cannabis rilascia tanto ossigeno quanto 25 ettari di foresta. La cannabis cresce in 4 mesi e gli alberi in 20-50 anni.

2. Da un ettaro di cannabis si ottiene la stessa quantità di carta di 4 ettari di foresta.

3. Gli alberi fanno carta riciclabile 3 volte mentre la canapa fa carta riciclabile 8 volte. La carta di canapa è la migliore e la più resistente.

4. Le piante di canapa sono una trappola per le radiazioni. Le piantagioni di cannabis purificano l’aria.

5. La canapa può essere coltivata ovunque nel mondo, ha bisogno di pochissima acqua. Inoltre, poiché può difendersi dai parassiti, non ha bisogno di pesticidi.

6. I tessili di canapa superano anche i prodotti di lino nelle loro proprietà.

7. La canapa è una pianta ideale per la produzione di bordi, corde, borse, scarpe, cappelli…

8. La cannabis è vietata in Bulgaria. Ma la cannabis tecnica non contiene un farmaco e può essere coltivata liberamente.

9. Il valore proteico dei semi di cannabis è molto alto e due acidi grassi contenuti in esso non si trovano in nessun altro luogo in natura.

10. Produrre cannabis è molto più economico della soia.

11. Gli animali che mangiano cannabis non hanno bisogno di integratori ormonali.

12. Tutti i prodotti in plastica possono essere realizzati con canapa, la plastica di canapa è rispettosa dell’ambiente e completamente biodegradabile.

13. La canapa può essere utilizzata anche per l’isolamento termico degli edifici, è resistente, economica e flessibile.

14. I saponi alla canapa e i cosmetici alla canapa non inquinano l’acqua, quindi sono completamente rispettosi dell’ambiente.

E sui benefici della cannabis in medicina nel trattamento di tante patologie diverse, un’altra volta…

Fonte: https://www.radical-bio.com/social/perche-la-canapa-puo-salvare-il-mondo/

Libri e varie...
CANAPA - UNA STORIA INCREDIBILE
di Matteo Gracis

Canapa - Una Storia Incredibile

di Matteo Gracis

Una storia, un viaggio dentro il mondo della marijuana nel nostro stato raccontata da un uomo che c'è vissuto dentro da sempre.

Una pianta che da migliaia di anni fa parte della vita degli umani, ma che da circa novant’anni è diventata oggetto delle attenzioni di quasi tutte le forze di polizia del mondo, un’icona del male nell’immaginario collettivo.

Un ragazzo che incontra quella pianta, e suoi prodotti, quando sono avvolti di quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non, sempre fa riflettere.

Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragazzo cresce e cresce la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sul motivo per cui quella pianta è bandita dall’agricoltura, dall’industria, dalla farmacopea; luoghi in cui aveva dimorato per secoli.

Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito con l’obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizzazione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana nel settore degli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tormentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte.

Due storie davvero incredibili; quella di Matteo che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è inventato imprenditore di successo nel settore della comunicazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, almeno in versione “light”, anche nel nostro paese.

Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata con sobrietà e leggerezza da uno dei suoi protagonisti.

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Un commento

  1. Molto interessante!!!
    Però ha troppi usi buoni ed è stato forse per questo che se ne è vietata la coltivazione, concentrando l’attenzione solo sul suo uso come STUPEFACENTE.
    Avrebbe danneggiato chi produceva prodotti sintetici.
    Speriamo che non vietino la coltivazione dell’uva perché con un suo prodotto ci si può ubriacare…

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