L’Occultamento di Notizia: il Reato della Stampa di Sinistra sul Terrorismo

di Domenico Ferrara

Nel diritto penale italiano, l’occultamento di cadavere è un delitto contro la pietà dei defunti. Nel giornalismo progressista l’occultamento di notizia, specie se riguardante il terrorismo, è un delitto contro la pietà dei lettori. Ma soprattutto contro la verità.

Perché è innegabile che nel nostro Paese esista un problema che non può essere liquidato come un’invenzione della politica o una suggestione mediatica.

Lo hanno detto, solo per citare alcuni esempi, la premier Meloni e il ministro dell’Interno Piantedosi. Lo hanno scritto nero su bianco i magistrati nelle loro ordinanze. Lo testimoniano le indagini delle procure e delle forze dell’ordine. Lo abbiamo visto a Modena, a Reggio Emilia, e ora a Milano. Episodi diversi tra loro, ma accomunati da un filo rosso che sarebbe irresponsabile ignorare: il rischio della radicalizzazione islamista e il tentativo di reclutare giovani da coinvolgere in progetti terroristici.

Eppure, una parte dell’informazione continua a trattare queste notizie con una cautela che spesso sfocia nella minimizzazione. Basta osservare lo spazio riservato al 21enne di origine marocchina arrestato in Brianza e che, secondo gli inquirenti, era pronto a colpire come El Koudri ha colpito a Modena, avendo manifestato una “vera adesione al progetto criminale dello Stato islamico”. Un’accusa gravissima, supportata da un’indagine che ha portato all’intervento preventivo delle autorità prima che potesse verificarsi il peggio.

Sfogliando i principali quotidiani nazionali, si fatica a trovarne traccia. Né il Corriere della Sera, né La Stampa, né Repubblica, né Il Fatto Quotidiano, né Il Messaggero hanno ritenuto opportuno metterla in prima pagina. Semplicemente assente. Per carità, all’interno dello sfoglio la notizia c’è. Ma è come se non ci fosse. Il quotidiano di via Solferino l’ha relegata a pagina 20 dedicandole appena nove righe in un piccolo box. Scelta simile per La Stampa. Repubblica l’ha collocata in basso nella stessa sezione, concedendole qualche riga in più.

Che strano. Stupidi noi che pensavamo che il terrorismo, l’allarme radicalismo e il proselitismo giovanile fossero piaghe da curare, oltre che notizie da raccontare. Probabilmente eravamo assenti durante le lezioni di giornalismo.

Articolo di Domenico Ferrara

Fonte: www.ilgiornale.it

QUESTA NON ME LA MANGIO

di Silvia Petruzzelli

Questa Non Me la Mangio

di Silvia Petruzzelli

Mangiare dovrebbe essere un gesto semplice.

Eppure oggi, davanti a uno scaffale o a un piatto, spesso ci ritroviamo pieni di dubbi: meglio pochi grassi o pochi zuccheri?
Le proteine aiutano davvero a dimagrire? Il sale fa sempre male? E perché ogni esperto sembra dire qualcosa di diverso?

Questa non me la mangio di Silvia Petruzzelli nasce proprio dentro questa confusione quotidiana, fatta di messaggi contraddittori, mode alimentari, slogan salutistici e pubblicità travestite da informazione.

L’autrice, biologa nutrizionista e già collaboratrice del dottor Franco Berrino, accompagna il lettore a distinguere ciò che nutre davvero da ciò che viene solo venduto come “sano”.

Non basta leggere un’etichetta: serve imparare a leggere il sistema che c’è dietro.

Il libro affronta con chiarezza i grandi temi dell’alimentazione contemporanea: zuccheri, grassi, sale, proteine, farine raffinate, cereali, cibi animali, industria alimentare e abitudini domestiche. Non propone una dieta rigida, ma un cambio di sguardo: tornare a scegliere il cibo con più autonomia, meno paura e maggiore responsabilità.

Particolare attenzione viene data ai falsi miti e alle semplificazioni che entrano ogni giorno nelle nostre case: prodotti “light”, soluzioni rapide, alimenti industriali presentati come indispensabili, messaggi che confondono il consumatore invece di aiutarlo.

Silvia Petruzzelli invita a rimettere ordine, partendo da basi semplici: ridurre zucchero e cibi raffinati, privilegiare cereali integri, scegliere farine di qualità, limitare l’eccesso di sale e proteine animali, ritrovare una cucina più essenziale e vitale.

Il valore del libro sta anche nella sua visione più ampia: l’alimentazione non riguarda solo calorie, nutrienti o peso corporeo. Coinvolge energia, volontà, equilibrio emotivo, ambiente e filiere produttive.

Anche il richiamo alla Medicina Tradizionale Cinese apre una prospettiva interessante: ciò che mangiamo può sostenere o indebolire la nostra vitalità, la nostra flessibilità e la nostra capacità di cambiare.

Leggi questo libro se…

  • ti senti disorientato davanti alle tante informazioni contraddittorie sul cibo
  • vuoi capire meglio cosa c’è dietro zuccheri, farine raffinate, sale, grassi e proteine
  • desideri scegliere con più libertà, senza farti guidare da mode, paure o pubblicità
  • vuoi portare in cucina alimenti più semplici, integri e rispettosi della salute
  • senti che cambiare alimentazione non significa punirti, ma ritrovare energia, lucidità e presenza

Riprendere in mano la propria alimentazione significa anche smettere di delegare ad altri la propria salute.

Un libro diretto, concreto e necessario per chi vuole fare pace con il cibo, ma non con le menzogne che lo circondano.

Una guida per tornare a scegliere con testa, corpo e coscienza.

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