Obbligo Vaccino Antinfluenzale: Mozione di Forza Italia al voto alla Camera

di Denise Baldi

Il 22 settembre alla Camera sarà sottoposta al voto una mozione sull’introduzione dell’Obbligo del vaccino antinfluenzale.

VACCINO ANTINFLUENZALE AUMENTA IL RISCHIO DI CORONAVIRUS IL 36% DICE LO STUDIO DEL PENTAGONO | NoGeoingegneria

Già diverse regioni italiane avevano intrapreso questa strada con ordinanze che obbligavano medici, personale medico e over 65 alla vaccinazione antinfluenzale. Alle ordinanze erano susseguiti ricorsi al Tar da parte degli interessati, specialmente da parte del personale medico che, in caso di rifiuto, avrebbe subito provvedimenti connessi allo svolgimento della mansione lavorativa.

Il Tar della Regione Calabria ha recentemente accolto il ricorso di associazioni, medici e cittadini. Mentre il Tar della Regione Lazio ha respinto tre ricorsi ma ne sono già pronti altri. La proposta adesso arriverà alla Camera. Lo scorso 14 maggio Gelmini, Mandelli, Bagnasco, Bond, Brambilla, Mugnai, Novelli, Saccani Jotti (ex CdA AIFA) e Versace hanno presentato una mozione alla Camera per introdurre l’obbligo.

Nella premessa i firmatari hanno indicato le varie motivazioni che li hanno spinti a presentare questa richiesta al Governo: dati statistici sui contagi, numero dei morti annui, categorie più colpite e quelle più a rischio. Inoltre hanno riportato che a causa del Covid “risulta indispensabile raccomandare fortemente la vaccinazione anti-influenzale anche per consentire la diagnosi differenziale e facilitare la distinzione tra le due malattie” (che razza di cretinata… senza alcuna scientificità – ndr).

Libri e varie...

Su questo ultimo punto, non tutti si trovano in accordo e perfino il virologo Burioni ha ammesso che “il vaccino contro l’influenza non è tra i più efficaci. Il virus cambia ogni anno e noi dobbiamo decidere a gennaio quali ceppi includere nel vaccino che si farà a ottobre”.

Obbligo Vaccino antinfluenzale: l’impegno chiesto al Governo

La mozione proposta dai parlamentari di Forza Italia verrà discussa alla Camera il 22 settembre, proprio dopo le elezioni regionali e il referendum, e impegna il governo in dieci punti. Ne riportiamo alcuni:

Adottare iniziative per introdurre l’obbligo vaccinale gratuito (evviva… gratis ma obbligatorio! – ndr) per tutte le categorie a cui oggi è raccomandata la vaccinazione;

Adottare iniziative per introdurre l’obbligo vaccinale gratuito, attualmente previsto solo “per medici e personale sanitario di assistenza in strutture che attraverso le loro attività sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali”, a tutti gli operatori sanitari indipendentemente dall’età;

– Estendere la raccomandazione alla profilassi vaccinale, che oggi è prevista per gli ultra sessantacinquenni, ai soggetti con più di sessant’anni;

– Investire risorse per migliorare i servizi di prevenzione sanitaria e di promozione dei programmi vaccinali. Ma anche adottare iniziative per sostenere e potenziare la ricerca scientifica.

In più dovrebbe prevedere una collaborazione di tutti gli operatori sanitari, delle istituzioni scolastiche, delle università e dei mass media (ma se sono già tutti asserviti!) per promuovere la cultura vaccinale.

Infine hanno esortato l’adozione di provvedimenti legislativi per ripristinare un livello accettabile di sicurezza sanitaria, mantenendo elevate coperture vaccinali.

Vedendo le reazioni di medici, associazioni e liberi cittadini ai provvedimenti regionali che prevedevano l’obbligo del vaccino antinfluenzale, se la mozione sarà votata favorevolmente, si muoveranno in molti per contrastarla.

Articolo di Denise Baldi – Chimica, appassionata di rimedi naturali e tutto quello che riguarda la salute in generale.

Fonte: https://www.oltre.tv/obbligo-vaccino-antinfluenzale-mozione-forza-italia/

Libri e varie...
LA FINE DELL'ALZHEIMER
Il primo programma per prevenire e combattere il declino cognitivo
di Dale E. Bredesen

La Fine dell'Alzheimer

Il primo programma per prevenire e combattere il declino cognitivo

di Dale E. Bredesen

"La Fine dell'Alzheimer" di Dale E. Bredesen è un libro che, forse per la prima volta, associa la parola Alzheimer alla parola speranza.

Finalmente è arrivato anche in Italia questo studio del dottor Bredesen, messo a punto in 30 anni di ricerche e basa­to su oltre 200 studi scientifici: un rivoluzionario programma per prevenire e combattere il declino cognitivo.

L'Alzheimer è una delle emergenze del futu­ro perché è l'unica delle dieci patologie più diffuse nei pae­si avanzati per la quale non esiste una cura.

Oggi, solo in Europa, i malati di Alzheimer sono 10 milioni, in Italia ben 600 mila, ovvero il 4% degli over 65. Ed è una patologia per la quale non è ancora stata trovata la cura: i ma­lati possono contare solo su qualche terapia per alleviare i sintomi.

Il dottor Bredesen ha sviluppato un approccio sperimentale alternativo, che dimostra che è possibile prevenire e addirittura far regredire il declino cognitivo, e che è possibile farlo da subito, con piccole rivoluzioni nel nostro stile di vita, ma grandi vantaggi nel benessere delle nostre sinapsi.

Vantaggi evidenti a breve ter­mine, ma che soprattutto tuteleranno lo stato di salute del tuo cervello nel futuro.

L'approccio si condensa nel protocollo ReCODE, che si fon­da su un'interpretazione radicalmente nuova della malattia. Secondo Bredesen l'Alzheimer è un processo con molti aspetti, una malattia che dipende dal mancato funzionamento non di 1, ma di 36 fattori. Ciò che rende unico il suo protocollo è l'approccio a 360 gradi, che tiene conto di problemi metabolici, infiammazione, tossicità, squilibri ormonali, salute dell'inte­stino, stimolazione cognitiva e fattori quali la qualità del sonno, lo stress e l'esercizio fisico.

I risultati clinici sono estremamente incorag­gianti, sia sul fronte di chi è già malato sia su quello della prevenzione. Per questo "La fine dell'Alzheimer" è una lettura necessaria per i malati, per i loro cari, per i medici e anche per tutti coloro che hanno compiuto quarant'anni.

"È paradossale che le demenze senili, pur essendo tipiche delle società occidentali, vengono progressivamente trascurate dall'industria. È un problema globale, non di un singolo Paese, e ci tocca da molto vicino."
Corriere Della Sera

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Un commento

  1. Riccardo Cantamessa

    la salute è una condizione privata e non può essere imposta, se succedesse, vuol dire che siamo ritornati ad un sistema peggiore della dittatura (fascista) di Mussolini e questo non è un Paese Democratico; la condizione assolutamente più grave è che la Chiesa Bergogliana appoggia tale condizione, dal momento che Bergoglio invita a seguire le indicazioni governative!!!

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