di Nico Combattelli
L’Ucraina importa gas da Mosca in barba alle sanzioni: è ora che l’Italia riapra i rubinetti…

L’ha detto chiaramente il leader di “Futuro Nazionale” Roberto Vannacci: “È necessario riaprire i canali di approvvigionamento di gas russo”. Non per il solo gusto di dirlo, ma perché dietro vi è un ragionamento chiaro: il prezzo del gasolio, che in futuro potrebbe aumentare.
Il 16 marzo 2026 Vannacci ha espresso la volontà di riaprire i rubinetti con la Russia: “Tutto questo influisce sul costo del gasolio, perché invece di pagare il prezzo reale paghiamo le tasse. La soluzione migliore sarebbe togliere l’impianto sanzionatorio e, ad oggi, questo non sarebbe impossibile perché molti Stati europei continuano a importare gas dalla Russia.
Nel 2025 molti paesi hanno incrementato l’importazione di gas come la Francia del 70%, il Belgio del 20%, l’Olanda quasi del 100% e il Portogallo addirittura del 160%.
L’idea che l’Europa non stia più importando idrocarburi dalla Russia è un falso, ci sono Stati europei che importano anche petrolio dalla Russia come l’Ungheria e la Slovacchia. Ora, e non più perché gli ucraini hanno bloccato l’oleodotto di Družba, perfino l’Ucraina importa idrocarburi dalla Russia pagandoli con i soldi che noi le regaliamo.” Le parole citate sono quelle del generale Vannacci, che ha fatto un’analisi perfetta della situazione dell’importazione degli idrocarburi dalla Russia.
A mio parere, non è giusto il fatto che l’Italia non debba importare gli idrocarburi dalla Russia perché ci sono molte nazioni che già lo fanno. La cosa più strana è che l’Unione Europea continua ad affermare che nessuna nazione importa idrocarburi dalla Russia, quando non è così. La domanda che ci dobbiamo porre è: il gasolio, in futuro, aumenterà?
Articolo di Nico Combattelli



































