Non Puoi Seminare Vento e Meravigliarti Poi della Tempesta

di Antonio Catalano

La corda si è tirata oltre il punto di rottura e in seguito a fatti incontestabilmente gravi si è scatenata una reazione popolare contro l’immigrazione.

Fuor di metafora, il vento è l’immigrazione favorita in tutti i modi da quei settori sociali e politici che da essa ne traggono vantaggi economici ma anche sociali e politici; la tempesta è la crescita di episodi di violenza da parte di immigrati e la risposta di gente che comincia a reagire contro l’immigrazione che ha raggiunto picchi ingestibili.

Grande irresponsabilità ha mostrato la stampa cosiddetta progressista, compresi i suoi partiti di riferimento, nel negare l’esistenza del problema, nascondendo o tacendo le tante manifestazioni di violenza contro gli autoctoni o derubricando a malattia mentale gli autori di efferati delitti. Si pensi all’attentatore di Modena, allo sgozzamento del 23enne Nowak, ammanettato per razzismo mentre sta morendo, al recente tentato sgozzamento a Belfast. Solo per citare alcuni casi, ma la lista è lunga (e in questa ci mettiamo pure i quattro pakistani bruciati vivi in Calabria da “caporali” loro connazionali).

Questa Europa – che scientificamente lavora alla guerra contro la Russia, anche perché non sa come uscire da una crisi economico-sociale che diventa sempre più acuta – ha puntato sull’immigrazione di massa secondo le linee guida di un liberismo sfrenato, nell’intento così anche di scaricare sui popoli contraddizioni crescenti. Questo è avvenuto all’insegna di una vera e propria idiosincrasia mostrata dalle élite al potere verso i popoli europei, che intanto pensavano di anestetizzare con iniezioni da cavallo di multiculturalismo e multirazzialismo, per non parlare delle oscene politiche gender-fluid.

Ma ogni pazienza ha un limite, la corda si è tirata oltre il punto di rottura e in seguito a fatti incontestabilmente gravi si è scatenata una reazione popolare contro la stessa immigrazione. Come è successo nei giorni scorsi a Belfast, dove ci sono state manifestazioni di rabbia popolare anche con attacchi ad abitazioni di immigrati.

A questo punto la risposta più sbagliata è quella che dà questa sinistra abituata a coltivare i suoi pensierini infantili fatti di un mondo senza frontiere e di un’immigrazione continua e incontrollata (come vuole monsieur le capital). Una sinistra che, come una dama di buona società, grida allo scandalo della canea razzista e fascista e pretende che vengano impedite le manifestazioni contro l’immigrazione.

Ora, qui non affronto il tema della remigrazione, lo farò un’altra volta, ma c’è da prendere atto che questa sinistra – sia istituzionale che “antagonista” – è totalmente incapace di cogliere la questione nelle sue determinazioni materiali e sociali. Essa ritiene di essere dalla parte giusta perché è per l’accoglienza contro qualsiasi idea di discriminazione razziale. Che poi questa accoglienza infinita produca le contraddizioni di cui sopra non è affar suo.

Qui sta la sua pericolosità. Perché non è questione di essere buoni, è questione di non capire come stanno le cose. Così facendo inevitabilmente questa sinistra si schiera contro il popolo ritenuto retrivo e razzista, a favore delle istituzioni europee in buona parte responsabili di questa situazione.

È una sinistra che ha perso ogni fiducia nel popolo, e che idealizza il “migrante” elevandolo a soggetto intorno al quale costruire la nuova società basata su amore e pace. Le cosiddette risorse di boldriniana memoria. A dir poco sono imbecilli…

Ricordo quando 25 anni circa fa promossi a Roma un comitato di “solidarietà tra lavoratori immigrati e italiani” nell’idea di contrastare la conflittualità tra lavoratori autoctoni e stranieri. Ma mi accorsi che nei gruppi che facevano capo a questo comitato c’erano persone (dell’estrema sinistra) che concepivano il comitato come supporto che gli italiani dovevano dare agli immigrati. Insomma gli italiani erano indotti a solidarizzare con i “migranti” perché questi rappresentavano il nuovo soggetto rivoluzionario. Abbandonai il comitato poiché aveva subito una vera e propria trasfigurazione. Al di là delle differenze, sinistra istituzionale e “antagonista” esprimono la stessa incapacità di capire come stanno le cose, e per questo sono pericolosi.

Sappiamo bene che il capitale ha amministrato l’immigrazione secondo la spietata logica sia dell’indebolimento della forza-lavoro autoctona sia del conflitto orizzontale che fa sempre comodo in quando storna l’individuazione delle cause del peggioramento sociale.

Ma anche nel campo di certo sovranismo ci sono grandi limiti a comprendere come affrontare la questione. Ci sono componenti – e qui ho in mente situazioni e persone – che si stanno letteralmente cacando addosso, ora che vedono che cominciano muoversi movimenti che usano una retorica che non piace, diciamolo pure fascistica. Quindi, si poteva discettare contro l’immigrazionismo finché rimaneva un esercizio accademico? Ora che si tratta di sporcare gli stivali nel fango ci si ritira schifati pensando che i propri interlocutori siano dei fighetti abituati ad andare nei migliori salotti televisivi?

Articolo di Antonio Catalano

Fonte: https://www.ariannaeditrice.it/articoli/non-puoi-seminare-vento-e-meravigliarti-poi-della-tempesta

LA RIVOLUZIONE DELLA LUCE
I protocolli di Fotomedicina contro dolore cronico, infiammazione e stanchezza per recuperare salute, energia e benessere in modo naturale
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