Non cambiare la tua natura dinnanzi alle avversità

Un Maestro zen vide uno scorpione che stava annegando e decise di aiutarlo togliendolo dall’acqua. Ma, quando lo fece, lo scorpione sentendosi minacciato lo punse.

Sentendo il colpo secco della puntura, il maestro mollò la presa e lo scorpione cadde ancora in acqua. Ancora una volta il monaco lo sollevò ed ancora una volta lo scorpione lo punse.

Un discepolo dopo aver osservato la scena, interrogò il maestro sul perché della sua ostinazione.

Il maestro rispose così: “la natura dello scorpione è di pungere, ma questo non modificherà la mia che è quella di prestargli soccorso e di aiutare”.

Detto questo, il maestro ragionò sul da farsi e con l’aiuto di una foglia riuscì a salvare lo scorpione senza essere nuovamente punto e continuò rivolto al suo discepolo: “non cambiare la tua natura in risposta al male che ti viene inferto, sii solo accorto”.

Spesso chi aiuti non ti sarà grato, ma non per questo devi rinunciare all’amore e alla compassione che sono in te. Alcuni inseguono la felicità, altri la raggiungono donandola.

“Occupati solo della tua coscienza e non di ciò che la gente dice di te, perché solo la tua coscienza è ciò che tu realmente sei, la reputazione è ciò che gli altri credono tu sia”.

Fonte: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/non-cambiare-la-tua-natura

Libri e varie...
RESUSCITARE I VIVI
I Koan nello zen una via per trovare se stessi nel quotidiano e nell'assoluto
di Gianpaolo Fiorentini, Mario Fatibene Nanmon

Resuscitare i Vivi

I Koan nello zen una via per trovare se stessi nel quotidiano e nell'assoluto

di Gianpaolo Fiorentini, Mario Fatibene Nanmon

Prefazione:

"Questo libro è nato dall'amicizia con Gianpaolo Fiorentini, che, sovente, prendeva forma di scambio e confronto sulle varie pratiche spirituali.

Gianpaolo, anni fa, dirigeva la collana "Spiritualità sperimentale" per la casa editrice Magnanelli, dove raccoglieva testimonianze di esperienze fatte da persone ordinarie nei vari campi della ricerca spirituale.

Gianpaolo era attratto dalla particolare pratica dei koan della scuola Rinzai, così mi propose di rispondere alle domande che man mano emergevano nei nostri incontri, di solito brevi, approfittando delle pause pranzo dal suo lavoro di traduttore, di fronte a un piatto di pasta, che ci teneva a cucinare, in una casa piena di libri, con pochi mobili e un'atmosfera monacale. Ho registrato alcune 'cassette', con un antiquato registratore a nastro. Ho lasciato poi le cassette in qualche angolo per molto tempo. Nel frattempo la collana 'Spiritualità sperimentale' su cui avrebbe voluto pubblicare l'intervista, aveva esaurito il suo ciclo.

Due anni fa ho ripreso il materiale, integrandolo con un'altra serie di domande, fattemi da Gianpaolo in altri incontri. Le sue condizioni di salute si sono poi aggravate. Abbiamo fatto in tempo, insieme, a dare un'occhiata al materiale. Due giorni prima di morire, mi diceva: "C'è ancora qualcosa da sistemare, vedi un po' tu". Abbiamo anche scherzato fino al giorno prima che entrasse in coma. Aveva dolori molto forti e crisi respiratorie. Non ha avuto paura della vita e non ha avuto paura della morte. La sua mancanza è ancora qualcosa da sistemare, come tutte le cose della vita, come la vita: perfetta così com'è."
A. mani unite Mario Nanmon

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