Migranti: se sono un “arricchimento”, perché gli altri non li vogliono?

di 30

Alla fine, il bubbone è scoppiato. E non poteva non scoppiare, sommersi come siamo dai numeri di un’invasione ormai incontrollata e incontrollabile.

Invasione ItaliaUna barca di miliardi bruciati in “accoglienza”, i centri di raccolta sul punto di esplodere, le stazioni e i giardini pubblici divenuti bivacchi, gli ospedali al collasso, le forze di polizia in ginocchio, con la minaccia di sommosse e rivolte che non saremmo in grado di fronteggiare.

L’intera Africa guarda ormai all’Italia come all’Eldorado, dove ti prendono, ti alloggiano, ti nutrono, ti vestono, ti regalano biciclette, telefonini e internet col wi-fi, dove se rubi non vai in galera (e magari i derubati ti devono pure risarcire), dove non ti possono più espellere neanche se sei un terrorista (grazie a un emendamento PD alla legge sulla “tortura”), e dove – ciliegina sulla torta – il governo vuole dare la cittadinanza ai tuoi figli (e poi anche ai padri col “ricongiungimento familiare”).

Siamo alla follia. Eppure il povero Gentiloni va e viene da Bruxelles come un cane bastonato, col cappello in mano, mendicando “quote”, “condivisione” e “solidarietà” per il disastro che sta per sommergerlo; mentre il Vispo Tereso si esibisce nei soliti siparietti ad uso di giornali e televisioni, ostentando una grinta degna del miglior Salvini ed invocando il “numerus clausus”.

Libri e varie...

E questo mentre viene fuori – rivelazione della Bonino – che è stato proprio lui, il bulletto toscano, insieme a quell’altro genio incompreso di Angelino Alfano, ad impegnarsi a far sbarcare nei porti italiani tutti i profughi “salvati” anche da navi straniere. In cambio – mi sembra di capire – la Commissione Europea gli avrebbe consentito una certa elasticità per fare altri debiti da utilizzare per mance e mancette in vista del referendum.

Adesso sono cavoli del suo successore che, poveretto, non sa proprio che pesci prendere. Fa lo scontroso, tiene il broncio, minaccia di trattenere una parte del nostro contributo all’Unione Europea. Ma, chiaramente, nessuno lo prende sul serio. E se anche l’Italia mettesse in opera la sua rappresaglia finanziaria, a Bruxelles e a Francoforte farebbero spallucce. Figuriamoci… presi come sono dall’enorme salasso della Brexit, il piccolo ammanco aggiuntivo non li preoccuperebbe più di tanto.

L’importante, per loro, è fermare l’afflusso di migranti in Germania e in Austria (alla vigilia di due importanti appuntamenti elettorali), in Francia (per non tarpare subito le ali a Macron) e un po’ dappertutto nell’Europa “che conta”. L’Italia serve soltanto a dimostrare che l’Europa non alza “muri”. I muri, poi, li alzano gli altri ai confini dell’Italia; ed anche della Grecia, dove governa quell’altro enfant prodige della sinistra che risponde al nome di Alexis Tsipras.

Ma guarda un po’… francesi, tedeschi, spagnoli e tutti gli altri non hanno capito ancora che i migranti sono “una risorsa”, che serviranno a fare i lavori che i ricchi europei “non vogliono più fare”, che “pagheranno le nostre pensioni”, che “ci arricchiranno”. Non lo capiscono questi scemi di Bruxelles, di Francoforte, di Berlino… non capiscono che, così facendo, faranno arricchire soltanto l’Italia?

Non sentono la Boldrini magnificare i vantaggi di un’accoglienza “a 360 gradi”, non sentono D’Alema augurarsi per l’Italia “almeno 30 milioni di immigrati”, non sentono tale Tito Boeri pontificare sull’avvenire di un sistema pensionistico da incubo? Non capiscono – Macron, Rajoy, la Merkel e tutto il cucuzzaro – che stanno rinunziando a questa grande, incommensurabile “risorsa” a beneficio esclusivo dell’Italia e, in piccola parte, anche della Grecia?

E i nostri (i D’Alema, le Boldrini, i Boeri e tutti gli altri geni della politica) non si sono chiesti come mai i loro amici europei non vogliano prendersi un pezzettino di quella enorme ricchezza che stanno lasciando solo a noi? E che aspettano i Gentiloni, i Padoan, gli scienziati della spending review a prendere le distanze da quella massa di incompetenti e incapaci che, così a cuor leggero, rinunziano per i loro popoli a quei doni dal cielo che Renzi e Tsipras hanno egoisticamente voluto solo per la loro gente?

Fuori da ogni ironia, non sembri il mio un ragionamento per assurdo. Se è vero che i migranti sono una ricchezza, gli altri governi europei dovrebbero fare a gara per prendersene un po’. Se ciò non avviene, evidentemente, è perché questo non è affatto vero. Anzi, è vero il contrario.

Articolo di Michele Rallo

Fonte: http://www.ildiscrimine.com/migranti-se-sono-un-arricchimento-perche-gli-altri-non-li-vogliono/

Libri e varie...
MARE MONSTRUM
Immigrazioni: bugie e tabù
di Alessio Mannino

Mare Monstrum

Immigrazioni: bugie e tabù

di Alessio Mannino

Capire cos’è realmente l’immigrazione di massa in Italia negli ultimi anni significa sbugiardare la falsificazione politicamente corretta del migrante idealizzato o demonizzato a priori, cioè dipinto alternativamente come un nemico invasore o confratello universale, quando invece è, al tempo stesso, vittima e strumento di uno scempio umano.

Un fenomeno certamente epocale viene rappresentato come destino ineluttabile e giusto in sé, mentre ha un’origine storica ben precisa: la globalizzazione finanziaria e dei mercati che attraverso l’ideologia della crescita infinita e del progresso illimitato ha colonizzato a scopi economici l’immaginario planetario, attirando in Occidente e nei Paesi globalizzati le bestie da soma dello sradicamento sociale e culturale incarnato dal Consumatore Unico Mondiale.

Ricostruendo le motivazioni di fondo delle transumanze umane, il libro tratta gli aspetti principali del fenomeno migratorio sulla base dei dati e dei fatti di cronaca emersi nell’ultimo periodo.

Una critica al falso mito dell’immigrazione come necessità irreversibile e gioiosa, sbandierata dai missionari laici del cieco buonismo e sostenuta dal calcolo utilitaristico del sistema industriale che non distingue popoli, storie e culture ma conosce soltanto le esigenze del mercato fine a se stesso.

Un’illusione strumentale, la “migrazione felice”, che nasconde il lato oscuro della desertificazione di differenze. A danno sia di chi arriva sia di chi ospita.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *