Messico, Ucciso El Mencho”: da Poliziotto a Boss Incontrastato del Cartello di Jalisco

L’esercito uccide “El Mencho”, boss del cartello di Jalisco, con l’aiuto della CIA. E in varie zone del Paese si scatena la reazione violenta dei narcos.

Domenica 22 febbraio in alcune zone del Messico si sono diffuse scene di veicoli in fiamme e negozi vandalizzati dopo l’uccisione del signore della droga Nemesio Oseguera, comunemente noto come “El Mencho”.

Il ministero della Difesa del Messico ha dichiarato che una sparatoria nello Stato occidentale di Jalisco ha lasciato Oseguera gravemente ferito e che è morto durante un trasferimento aereo verso Città del Messico. Il ministero sottolineato che le autorità USA avevano fornito “informazioni complementari”. L’operazione ha scatenato un’ondata di violenza, con auto incendiate e uomini armati che hanno bloccato le autostrade in più di una mezza dozzina di Stati.

Dopo l’uccisione di El Mencho, gli aeroporti nelle zone d’influenza del Cartello di Jalisco “Nuova Generazione”, in particolare quello di Guadalajara, sono precipitati nel caos più totale. I miliziani hanno lanciato attacchi diretti contro lo scalo, provocando scene di panico all’interno dei terminal, con passeggeri costretti a ripararsi a terra mentre si udivano raffiche di armi da fuoco.

Le autorità hanno decretato la chiusura temporanea dello spazio aereo e il blocco delle piste. La Guardia Nazionale ha assunto il presidio delle strutture in regime di massima allerta, mentre l’accesso agli aeroporti è reso quasi impossibile dai numerosi blocchi stradali che circondano le aree urbane.

Chi Era “El Mencho”: da Poliziotto a Boss

Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, è stato il leader supremo del Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG), considerata una delle organizzazioni criminali più potenti e violente del Messico. Sotto la sua guida, il cartello si è specializzato nel traffico di enormi quantità di fentanyl e altre droghe sintetiche dirette verso gli Stati Uniti, espandendo la propria influenza attraverso l’uso di tattiche paramilitari e una spietatezza estrema.

La sua figura è legata a una lunga scia di sangue e alla trasformazione del CJNG in un vero e proprio impero del narcotraffico. Prima di diventare un boss ricercato a livello internazionale, Oseguera Cervantes aveva lavorato come poliziotto in Messico e aveva scontato una condanna negli Stati Uniti negli anni Novanta per spaccio di eroina.

L’Impero del Narcotraffico. Processi e Arresti

“El Mencho” aveva 59 anni ed era originario dello stato occidentale del Michoacán. I suoi legami con la criminalità organizzata risalgono ad almeno tre decenni fa. Nel 1994, fu processato per traffico di eroina negli Stati Uniti e condannato a tre anni di carcere. Al suo ritorno in Messico, si è rapidamente fatto strada nel mondo del narcotraffico messicano. 

Nei primi anni del Duemila, ha fondato il cartello “Jalisco New Generation”, che è diventato l’organizzazione criminale in più rapida crescita in Messico, trasportando cocaina, metanfetamine, fentanyl e migranti negli Stati Uniti e innovando nella violenza con l’uso di droni e ordigni esplosivi improvvisati.

Il cartello è stato accusato di diversi attacchi alle forze di sicurezza messicane, tra cui l’abbattimento di un elicottero militare a Jalisco nel 2015 e il tentativo di uno spettacolare, ma fallito, assassinio del capo della polizia di Città del Messico Omar García Harfuch, che ora è il segretario alla sicurezza federale del Messico.

Secondo quanto riportato dall’Associated press Mike Vigil, ex capo delle operazioni internazionali della DEA, (Drug Enforcement Administration), il Messico ha inviato un forte messaggio all’amministrazione di Donald Trump: “stiamo combattendo in modo aggressivo ed efficace” contro i cartelli più potenti. Ha aggiunto che “la maggior parte delle informazioni proviene dalle forze armate messicane e tutto il merito va al Messico”.

Le Ripercussioni Dopo la Morte del Leader

Non è chiaro chi succederà a Oseguera Cervantes, o se qualcuno potrà farlo. Il cartello di Jalisco è presente in almeno 21 dei 32 stati messicani ed è attivo in quasi tutti gli Stati Uniti, secondo la Drug Enforcement Administration statunitense. Ma è anche un’organizzazione globale e la perdita del suo leader potrebbe avere ripercussioni ben oltre i confini del Messico. “El Mencho controllava tutto, era come il dittatore di un paese”, ha detto Vigil.

Nell’analisi dell’Associated press si ipotizza che “la sua assenza potrebbe rallentare la rapida crescita ed espansione del cartello, indebolendolo inizialmente rispetto al cartello di Sinaloa su diversi fronti”.

Ma, viene spiegato, “il cartello di Sinaloa è tuttavia bloccato nella sua lotta di potere interna, tra i figli di ‘El Chapo’ e la fazione fedele a Ismael ‘El Mayo’ Zambada, che è sotto custodia degli Stati Uniti”. Vigil ha affermato che il Messico dovrebbe cogliere l’occasione per lanciare “un efficace assalto frontale basato sull’intelligence” e ha aggiunto: “Questa è una grande opportunità per Messico e Stati Uniti se lavorano insieme”.

L’analista della sicurezza David Saucedo sostiene che “se i parenti di Oseguera Cervantes prendessero il controllo del cartello, la violenza vista domenica potrebbe continuare. Se altri prendessero il potere, potrebbero essere più disposti a voltare pagina e continuare le operazioni”.

Secondo gli analisti “il timore più grande sarebbe se il cartello si rivolgesse alla violenza indiscriminata“. Potrebbero decidere di “lanciare attacchi narcoterroristici… e generare uno scenario simile a quello vissuto dalla Colombia negli anni ’90”, un attacco totale contro il governo con autobombe, omicidi e attacchi aerei”.

Fonte: https://www.rainews.it

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