Lukashenko e i 940 milioni di dollari per il Lockdown: ecco le prove in esclusiva!

di Nicola Bizzi

È dallo scorso mese di Gennaio, con l’introduzione in Italia dello stato d’emergenza da parte del Governo di Giuseppe Conte, che mi sento in guerra, letteralmente catapultato notte e giorno in una trincea.

Belarus' leader slams Russian talk of taking over his nation

Mi sento in guerra non certo contro un “virus” o un nemico invisibile, ma contro un Governo totalmente eterodiretto da forze e poteri molto pericolosi, che hanno messo in scena un vero e proprio colpo di stato globale finalizzato alla progressiva riduzione e cancellazione della democrazia, della libertà e dei diritti civili, alla repressione di qualsiasi dissenso e all’instaurazione di una dittatura mondiale tecnocratico-sanitaria che definire di stampo orwelliano sarebbe un complimento. Tale piano va avanti indisturbato già da molti anni e si pone purtroppo anche altri obiettivi, ma non ne parleremo in questo articolo.

Sì, mi sento in guerra, e le guerre si combattono in molti modi, anche con una penna o con la tastiera di un computer. L’informazione, soprattutto se ben veicolata, nelle guerre può rivestire un ruolo cruciale e costituire un’arma molto più potente di quelle convenzionali.

Nelle ultime settimane è successa una cosa veramente notevole: un mio articolo intitolato “Aboliamo la Protezione Civile, ricettacolo di ogni corruzione e cavallo di troia del Nuovo Ordine Mondiale”, uscito alla fine di Luglio sul sito Databaseitalia.it, è stato ripreso e commentato da una cinquantina di siti internet in tutto il mondo e tradotto in molte lingue, tra cui il Tedesco, il Francese, l’Olandese, il Polacco, il Serbo, il Bulgaro e il Russo. Un risultato sorprendente, tenendo conto del fatto che gli articoli scritti in lingua Italiana difficilmente vengono compresi, recepiti e veicolati oltre i nostri confini.

Libri e varie...

In quel mio articolo, peraltro piuttosto lungo e complesso, oltre a chiedere una chiusura della Protezione Civile, denunciavo il fatto che la maggior parte dei governi mondiali all’inizio di questa grande psy-op ha ricevuto molto denaro, una vera e propria pioggia di denaro, non certo per finanziare e potenziare la sanità e gli ospedali, ma esclusivamente per dichiarare il lockdown e per garantirne la tenuta attraverso il massiccio potenziamento delle Forze dell’Ordine.

Ho sempre sostenuto che questo sia avvenuto per il Governo italiano, e la cosa mi è stata confermata (anche se in maniera indiretta) da alcuni parlamentari. Lo scorso mese di marzo telefonai ad una senatrice (di cui qui mi riservo di non fare il nome), chiedendole di fare un’interrogazione parlamentare proprio sul potenziamento delle Forze dell’Ordine. Mi rispose testualmente: “Si tratta di uno di quei temi sui quali ci hanno vivamente consigliato di non fare domande, un argomento proibito”. Altre conferme mi sono poi arrivate da mie fonti e contatti nell’intelligence, anche all’estero.

A rompere la diga è stato il Presidente della Bielorussia, Aljaksandr Lukashenko, che notoriamente si è sempre rifiutato di adottare nel suo Paese alcuna misura di emergenza, di lockdown o di “distanziamento sociale”. In una riunione del Governo bielorusso ha dichiarato di aver ricevuto una cospicua offerta in denaro (92 milioni di Dollari) da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, affinché facesse “come in Italia”. Offerta che, dopo il secco no di Lukashenko, sarebbe stata in poche settimane addirittura decuplicata: ben 940 milioni di Dollari, questa volta offerti dal Fondo Monetario Internazionale, accompagnati dalla medesima richiesta: chiudere tutto e fare “come in Italia”.

Non a caso, dopo questa coraggiosa presa di posizione, Lukashenko è stato demonizzato dalla “comunità internazionale”, è stato accusato di brogli elettorali e stanno tentando di rovesciarlo con una ridicola e meschina rivoluzione “colorata”, finanziata da criminali come George Soros e alimentata da personaggi squallidi, servi del potere globalista come Bernard Henry Levy.

Esiste un video di quella riunione del Governo bielorusso. Tutto è documentato e dimostrabile, comprese le parole di accusa di Lukashenko. Questo video, però, è stato molto censurato in rete e non ha trovato la diffusione che avrebbe meritato.

Dopo la pubblicazione del mio articolo, sono stato contattato da molti giornalisti tedeschi, austriaci, croati e polacchi che mi chiedevano le fonti. Mi sono subito reso conto che non solo non conoscevano la notizia, ma che neanche avevano mai visto quel video. Ritengo quindi di fare cosa gradita a tutti coloro che seguono, sia in Italia che all’estero, Databaseitalia, pubblicando la parte di quel video contenente le dichiarazioni del Presidente Aljaksandr Lukashenko e la traduzione letterale di tali dichiarazioni che, come potrete vedere, sono veramente esplosive:

Voce fuori campo: “offrono sostegni in tema di credito internazionale, offrono aiuto alla Biellorussia ma vogliono qualcosa in cambio“.

Lukashenko: Offrono adesso alla Bielorussia 940 milioni di dollari di finanziamento. Noi non vogliamo aiuto, perché poi cominciano a dire a noi che per il coronavirus dobbiamo fare come l’Italia. Io non voglio che in Bielorussia succeda come in Italia. Noi abbiamo il nostro Paese e gestiamo la nostra situazione. Auguro a noi stessi che finiamo come è andata fino ad ora. Il Fondo Monetario Internazionale è già pronto a dare dieci volte in più rispetto a quanto ci aveva offerto all’inizio del covid per farci chiudere. L’Unione Europea dice che dobbiamo chiudere tutto per covid, e io mi chiedo che stupidaggini dicano“.

Articolo di Nicola Bizzi

Fonte: https://www.databaseitalia.it/lukashenko-e-i-940-milioni-di-dollari-per-il-lockdown-ecco-le-prove-in-esclusiva/

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