Il giorno in cui l’Italia ha ceduto un pezzo della propria sovranità… senza che il popolo decidesse davvero.

In questo breve spezzone di alcuni anni fa il giornalista di inchiesta Paolo Barnard (scomparso ora dalle scene… chissà come mai) ce lo ricorda.
Il “Trattato di Lisbona” viene firmato per l’Italia da Romano Prodi e Massimo D’Alema. Una firma elegante, in un contesto istituzionale impeccabile. Ma dietro quella firma cosa si nascondeva?
Ufficialmente: “riforma istituzionale dell’Unione Europea”. Nella sostanza: trasferimento di poteri decisionali da Roma a Bruxelles.
Da quel momento:
– Le leggi europee prevalgono su quelle nazionali.
– La politica monetaria è già fuori controllo italiano.
– Le decisioni strategiche passano attraverso organismi sovranazionali non eletti direttamente dai cittadini.
Quanti italiani sapevano davvero cosa stava accadendo? Perché non fare un referendum popolare vincolante? Perché tutto deciso nei palazzi?
Il Trattato di Lisbona ha rafforzato Commissione e Consiglio europeo, riducendo il margine di manovra dei singoli Stati. Una costruzione tecnocratica dove il voto del cittadino pesa sempre meno rispetto agli equilibri tra élite.
Sovranità significa potere del popolo… Ma se le regole fondamentali vengono scritte altrove… chi comanda davvero?
Non si tratta di essere “pro” o “contro” Europa. Si tratta di capire quando e come abbiamo smesso di decidere pienamente del nostro destino.
La domanda non è se l’Europa sia utile. La domanda è: chi controlla chi? E’ tempo di informarsi, E’ tempo di agire!
Fonte: Video YouTube “Canale Italia”
Letto su: https://www.instagram.com/reel/DXRzd8WDF7J/



































