L’esercito degli Stati Uniti adesso progetta proiettili biodegradabili

di Stefano Carnazzi

Mettere dei fiori nei proiettili. L’esercito americano seminerà piante… oltre che morte, sviluppando proiettili biodegradabili che contengano semi di piante e fiori.

Proiettili con dentro semi di pianteSi sono diffuse un po’ ovunque, come gadget durante le conferenze stampa, per esempio, le matite Sprout, che nel legno contengono dei semini, per cui quando diventano mozziconi le metti in una zolla di terra e nascono piantine aromatiche. Esiste perfino una carta da giornale (la stanno usando in Giappone) che invece di gettarla, la si sotterra e fertilizza i semini contenuti. È proprio vero che le idee si spargono come semi al vento e si diffondono. Qui però hanno attecchito nell’ultimo dei posti che si potevano pensare fertili: il Pentagono.

L’esercito americano vuole ora infatti creare proiettili biodegradabili contenenti semi di piante e fiori. Come ben sapete, i proiettili sono fatti per uccidere la gente, ma oltre a questo, i loro composti metallici — dal piombo all’uranio impoverito — tendono a percolare nell’ambiente (boschi, foreste, aree palustri, deserti, pozze d’acqua) in cui vengono a cadere, sterminando anche le piante e gli animali ivi presenti.

L’Esercito americano, inoltre, anche nei campi d’addestramento sparsi in tutto il mondo, spara vere munizioni anche per le esercitazioni e per la formazione degli eserciti di nazioni amiche. Tutta questa miriade di proiettili sparsi nella natura, ovviamente la danneggiano. Così, alcuni ufficiali hanno proposto di progettare munizioni biodegradabili. Uno dei materiali ipotizzati è il Pla, acido polilattico. 

Il PLA, o Acido Polilattico, è stata la seconda bioplastica commercializzata e venduta su larga scala. Deriva dalla macinazione del mais ed è da considerarsi biodegradabile, anche se necessita di precise condizioni per innescare il processo di decomposizione.

Il PLA, o Acido Polilattico, è stata la seconda bioplastica commercializzata e venduta su larga scala. Deriva dalla macinazione del mais ed è da considerarsi biodegradabile, anche se necessita di precise condizioni per innescare il processo di decomposizione.

E non solo. Se i cilindri potessero contenere semi, ancora meglio se di essenze locali, potrebbero “far crescere piante ecologicamente benefiche capaci di eliminare detriti e contaminanti”.

L’idea sembra paradossale: non solo potrebbero germogliare nuove piante, cosa di per sé buona, ma per di più potrebbero essere specie vegetali dalle spiccate doti naturali di filtraggio, di depurazione, che aiuterebbero a risucchiare sostanze chimiche pericolose dall’ambiente in cui crescono. La funzione depurativa quasi miracolosa di molti tipi di piante è nota, ed è già sfruttata, sia nelle case che nelle piscine che nei dintorni di stabilimenti industriali.

Questo tipo di guscio di proiettile sembra sia già stato testato. L’iniziativa è nell’ambito della Small Business Technology Transfer (STTR) americana, programma federale di finanziamento di ricerche nel campo pubblico-privato. In questo caso, si tratta di proiettili biodegradabili con dentro semi di piante.

Potremmo concludere con una battuta rivolta a questi “militari ecologisti”: Ti piace fare la guerra? Ma dai… Piantala!

Articolo di Stefano Carnazzi

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://www.lifegate.it/persone/news/fiori-piante-nei-proiettili

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