La verità sugli “sbarchi dei profughi”: ci voleva un blogger per saperla!

di Eresiarca

Da alcune settimane sta facendo il giro del web (circa 350.000 visualizzazioni solo sul suo canale) un filmato nel quale Luca Donadel smantella, pezzo per pezzo, la favola dei “migranti salvati nel Canale di Sicilia”.

La verità sugli sbarchi dei profughiI media mainstream s’arrampicano sugli specchi per minimizzare, banalizzare, ridicolizzare, criminalizzare (ebbene sì) chi ha osato sbugiardare quello che tutti, all’unisono e con la ramanzina incorporata per chi dissente, descrivono da anni ed anni come un’opera pia finalizzata al salvataggio di vite umane e niente più. Una cosa ineluttabile, perché quelli “scappano dalla guerra e dalla dittatura”.

Invece no: i “rifugiati” veri saranno sì e no il 20%, e per il resto è tutto un magna magna, che riempie la pancia a troppi soggetti. E tutto questo accade non perché – come sostiene qualcuno – c’è poca Europa, ma proprio perché c’è l’Europa. Questa Unione Europea dell’uscio aperto e del progetto di sostituzione di popolazione che è sotto gli occhi di tutti e che serve ad una cosa sola: a creare la sospirata “società multietnica” dove non c’era (come in America) e che costituisce la massa di manovra migliore per l’instaurazione del capitalismo senza regole più sfrenato.

Questo filmato sulla favola degli “sbarchi” è eccezionale, anche se un suo limite è che vede la questione immigratoria solo in termini di “business” quando invece non è così.

Fonte: http://www.ildiscrimine.com/la-verita-sugli-sbarchi-dei-profughi-ci-voleva-un-blogger-per-dirla/

Il Video di Luca Donadel:

Libri e varie...
MARE MONSTRUM
Immigrazioni: bugie e tabù
di Alessio Mannino

Mare Monstrum

Immigrazioni: bugie e tabù

di Alessio Mannino

Capire cos’è realmente l’immigrazione di massa in Italia negli ultimi anni significa sbugiardare la falsificazione politicamente corretta del migrante idealizzato o demonizzato a priori, cioè dipinto alternativamente come un nemico invasore o confratello universale, quando invece è, al tempo stesso, vittima e strumento di uno scempio umano.

Un fenomeno certamente epocale viene rappresentato come destino ineluttabile e giusto in sé, mentre ha un’origine storica ben precisa: la globalizzazione finanziaria e dei mercati che attraverso l’ideologia della crescita infinita e del progresso illimitato ha colonizzato a scopi economici l’immaginario planetario, attirando in Occidente e nei Paesi globalizzati le bestie da soma dello sradicamento sociale e culturale incarnato dal Consumatore Unico Mondiale.

Ricostruendo le motivazioni di fondo delle transumanze umane, il libro tratta gli aspetti principali del fenomeno migratorio sulla base dei dati e dei fatti di cronaca emersi nell’ultimo periodo.

Una critica al falso mito dell’immigrazione come necessità irreversibile e gioiosa, sbandierata dai missionari laici del cieco buonismo e sostenuta dal calcolo utilitaristico del sistema industriale che non distingue popoli, storie e culture ma conosce soltanto le esigenze del mercato fine a se stesso.

Un’illusione strumentale, la “migrazione felice”, che nasconde il lato oscuro della desertificazione di differenze. A danno sia di chi arriva sia di chi ospita.

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