La spiritualità non ammette razzismo

di Francesco Scatigno

Oggi è sempre più diffusa una concezione della vita secondo cui siamo sostanzialmente entità spirituali, che attraverso l’incarnazione in un corpo materiale fanno esperienze, prendono coscienza, maturano fino ad arrivare ad uno stato di coscienza detto “di Illuminazione”.

La spiritualità non ammette razzismo
Dopo il raggiungimento di questo stato, non necessiteremmo più di sperimentare la vita corporea e la materia.
A farsi portatrici di questa idea sono le religioni e/o filosofie orientali, le correnti esoteriche delle religioni occidentali (sufismo, cabbala), i gruppi iniziatici tradizionali (massoneria, rosacroce e martinismo), le correnti new age e neopagane, e anche credenti cattolici e persone comuni, che considerano possibile e logico il concetto di reincarnazione.

La dottrina della reincarnazione, inoltre, è spesso associata a quella del karma, secondo cui l’uomo paga i propri errori durante questa vita o nelle successive, sperimentando sulla propria pelle tutto il malessere, il disagio e il dolore che ha provocato al prossimo, al fine di prenderne coscienza ed evolvere.

Secondo la dottrina della reincarnazione, l’anima ha bisogno di innumerevoli incarnazioni per illuminarsi. Ciò presuppone che durante la sua lunghissima esistenza, un’entità spirituale, di volta in volta, prenda possesso di diversi corpi, nascendo, in diverse parti del mondo, e sperimentando diverse condizioni, diversi colori di pelle, diverse culture, lingue, entrambi i sessi, diversi credo religiosi e credo politici.

Per questo motivo, possiamo dire che ogni uomo è figlio di tutte le culture, che non può esistere appartenenza, orgoglio e superiorità, ma solo diversità e ricchezza. Per lo stesso motivo possiamo dire di appartenere ad un’unica famiglia umana, un’unica fratellanza universale fatta di anime sorelle, che insieme sulla terra cercano di padroneggiare se stessi prima di essere pronti per altre esperienze.

Questa visione della vita non può ammettere la superiorità di alcuni individui rispetto ad altri, perché cadrebbe in contraddizione. Siamo tutti individui destinati ad acquisire buon senso e saggezza; certamente c’è chi è più vicino ad averli acquisiti e chi meno. Ma non è né una questione di razza, né una questione di superiorità.

di Francesco Scatigno

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: www.magozine.it

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