La Sicilia si mobilita contro le Multinazionali e pianta il grano antico

La rivoluzione dei contadini siciliani: 3.000 ettari di grani antichi contro le multinazionali. Il ritorno della biodiversità in agricoltura, parte dalle spighe del frumento locale. Per migliorare l’ambiente, l’alimentazione e la salute.

Giuseppe Li Rosi, agricoltore Siciliano e convinto sostenitore del ritorno ai Semi Antichi

Giuseppe Li Rosi, agricoltore Siciliano e convinto sostenitore del ritorno ai Semi Antichi

Pane e pasta fatti con questi grani hanno tutt’altro sapore ed un profumo che non vi permettono più di tornare alla pasta del supermercato fatta con grano OGM. Che è anche il motivo per cui la Celiachia ormai ce l’hanno in tanti e pure l’intolleranza al glutine.

I grani antichi in Sicilia tornano a riempire i campi, ricostituiscono paesaggi, arricchiscono la biodiversità di un’agricoltura che da decenni ha ridotto a poche specie super selezionate il frumento dell’isola, che fu uno dei granai dell’Impero romano. Ufficialmente sono solo 500 ettari, ma c’è chi parla di 3.000. I contadini che stanno passando al biologico e al recupero delle sementi locali crescono di anno in anno, si associano, mettono in piedi filiere alimentari e fanno cultura, oltre che coltura.

Giuseppe Li Rosi“Ho convertito 100 ettari dell’azienda familiare a grano locale” confessa Giuseppe Li Rosi, uno dei più convinti sostenitori del ritorno all’antico in agricoltura, “e sono il custode di tre varietà locali, Timilia, Maiorca e Strazzavisazz”. I custodi seminano queste rarità botaniche, dedicando almeno 10 ettari a ogni coltura, si impegnano nella ricerca storica e a mantenere la purezza del seme. Li Rosi, contadino da generazioni, è anche il presidente dell’associazione ‘Simenza, cumpagnia siciliana sementi contadine’, che mette insieme settanta produttori, “…ma altri cento sono pronti a entrare”, assicura Giuseppe. La sperimentazione, oltre alla conservazione, è all’ordine del giorno nella Cumpagnia: si coltivano campi anche con miscugli di sementi, un procedimento diametralmente opposto alla tecnica moderna, che ricerca l’uniformità, lo standard in nome della quantità.

Nei campi di Simenza, invece, variabilità e mescolanza innescano una selezione naturale che fortifica le spighe e che non ha bisogno della chimica, si adatta alle condizioni ambientali, alla composizione e all’esposizione del terreno. Serve solo un po’ di pazienza: il secondo e il quarto anno la produzione subisce incrementi significativi. Il risultato biologico è sorprendente: basta attendere solo qualche ciclo semina-raccolto-semina e alla fine ogni azienda avrà un mix diverso di grani che collaborano tra loro, naturalmente. Questa biodiversità è foriera di almeno due vantaggi: una miglior competitività contro le specie infestanti e un naturale adattamento al cambiamento delle condizioni climatiche. È il principio della selezione partecipata, promosso a livello nazionale dall’Aiab, associazione italiana per l’agricoltura biologica.

Per avere un cibo sano bisogna tornare alla semina naturale con semi antichi

Migliorare il cibo ritorno al passato Semi Antichi

In Sicilia, il ritorno dei grani antichi sta trasformando anche il paesaggio. Sui Nebrodi, per esempio, il frumento era scomparso da tempo. Quest’anno 50 ettari di grano hanno riportato l’agricoltura in montagna. Un ritorno analogo si sta manifestando sulle Madonie e sui Peloritani. Non è un processo facile. Le leggi sulle sementi favoriscono le multinazionali del settore: un pugno di aziende controllano quasi il 60% dell’industria sementiera e non sembrano preoccuparsi di pochi nostalgici delle coltivazioni tradizionali.

Inoltre il Tips, l’accordo commerciale internazionale, proibisce lo scambio di semi tra gli agricoltori, rendendo ardua la possibilità di conservare e tramandare quelli autoctoni. “Ci è concessa solo la modica quantità”, ammette Li Rosi. Tuttavia, il movimento siciliano per liberare la produzione di cibo dalle leggi delle colture intensive e inquinanti è vasto. Le facoltà di Agraria sono gettonatissime e la ricerca avanza: a Caltagirone esiste una Stazione consorziale sperimentale di granicoltura che dipende dall’assessorato regionale all’agricoltura e che ha redatto un catalogo di oltre 250 varietà di grano e di 50 leguminose siciliane. 

Anche la medicina non sta a guardare. Antonio Milici, neurologo e neuropsichiatra, reduce dal recente convegno “Grani antichi siciliani: ambiente e salute”, organizzato da Adas, l’associazione per la difesa dell’ambiente e della salute, punta l’attenzione sul legame tra malattie e alimentazione: “E’ strettissimo”, afferma. “Dalla celiachia alle intolleranze, dal diabete all’ipertensione, ai problemi cardiovascolari, il sistema immunitario è messo a dura prova dalle sostanze che il nostro corpo assume quotidianamente”. Com’è ormai noto ai più, tutto si lega: stile di vita, alimentazione, attività fisica, gestione delle emozioni. Non si tratta solo del fisico, perché si stanno studiando correlazioni che a prima vista potrebbero sembrare azzardate: “Alcune malattie della psiche possono avere come concausa un’alimentazione basata su cibi non sani o alterati dalla chimica”, afferma Milici.

“Siamo quello che mangiamo”: il ritorno dei grani antichi, allora, potrebbe influire notevolmente sul nostro benessere psico-fisico. Difendere l’ambiente e la salute come fossero due facce della stessa medaglia, è la risposta più appropriata per recuperare l’armonia perduta.

Fonte: http://mondos-porco.blogspot.it/2016/07/la-sicilia-si-mobilita-contro-le.htmlMigliorare il cibo ritorno al passato Semi Antichi

Libri e varie...

Globalizzazione e Decadenza Industriale

L'Italia tra delocalizzazioni, "crisi secolare" ed euro

di Domenico Moro

GLOBALIZZAZIONE E DECADENZA INDUSTRIALE - LIBRO
L'Italia tra delocalizzazioni, "crisi secolare" ed euro
di Domenico Moro

Come riuscire a risollevare l'Italia dalla situazione di decadenza industriale, economica e sociale in cui versa da diversi decenni a questa parte? Domenico Moro spiega come fare, attraverso testi, grafici e tabelle.
 I risultati economici e sociali dell'Italia sono da vent'anni tra i peggiori dei Paesi avanzati. Bassa crescita del PIL, alta disoccupazione, alto debito pubblico, bassi investimenti, contrazione della base industriale. 
 Il senso comune attribuisce tale situazione esclusivamente alle inefficienze e agli sprechi della politica, e alla mancata realizzazione di adeguate riforme liberiste. Eppure, si dimentica che quanto accade è, prima di tutto, influenzato da tre fenomeni di importanza epocale. 
 
 - Il primo è la realizzazione del mercato mondiale che ha trasformato le imprese, delocalizzato gli investimenti e decretato la fine delle tradizionali politiche pubbliche degli Stati-nazione.
 - Il secondo è la "crisi secolare" che rimette in discussione la capacità del capitalismo di garantire lo sviluppo economico e la soddisfazione dei bisogni collettivi.
 - Il terzo è l'integrazione valutaria europea che, rigidamente allineata alle logiche neoliberiste, ha peggiorato l'impatto della crisi.
  Se se ne vuole uscire, bisogna prima di tutto andare al di là dei luoghi comuni e capire i meccanismi della globalizzazione e dell'integrazione europea. ...

Il Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mondiale

Banche che creano denaro dal nulla, i Rotschild, l'assassinio di Kennedy e di Tesla, l'11 settembre, il fondo monetario internazionale, il ministero del commercio internazionale, gli OGM, pedofilia, sette sataniche, medicina, mass media, giustizia...

di Marcello Pamio

IL LATO OSCURO DEL NUOVO ORDINE MONDIALE  - LIBRO
Banche che creano denaro dal nulla, i Rotschild, l'assassinio di Kennedy e di Tesla, l'11 settembre, il fondo monetario internazionale, il ministero del commercio internazionale, gli OGM, pedofilia, sette sataniche, medicina, mass media, giustizia...
di Marcello Pamio

Prendendo spunto dall'analisi dei maggiori organismi di politica ed economia internazionali (il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l'ONU, l'Organizzazione per il Commercio, ecc.) e di quelli che sono, in realtà, i compiti da questi svolti, Marcello Pamio ci introduce in un mondo di corruzione e cospirazione, di massoneria e sette segrete, di personaggi che lavorano dietro le quinte per mantenere il potere nelle mani di poche famiglie, "i burattinai". 
Osservando come operano e da chi sono gestite le grosse multinazionali, le banche e le organizzazioni internazionali, l'autore porta alla luce una rete di collegamenti tra uomini politici di tutto il mondo e un piccolo gruppo di famiglie, per lo più di banchieri, il cui obiettivo è di mantenere il controllo totale sul mondo e sugli individui.
Un libro completo e chiaro, che fa nomi e cognomi dei personaggi implicati. Un testo di controinformazione che tutti dovrebbero leggere prima di fare la spesa, ascoltare un telegiornale o dare il proprio voto!
Ma Marcello Pamio non si ferma a questa semplice analisi del mondo in cui viviamo: egli spiega che "il lato oscuro" è la famosa ombra straordinariamente descritta dal grande psicanalista Carl Gustav Jung e presente in ognuno di noi. In particolari ed estreme condizioni essa arriva a controllare e manipolare la persona stessa e di conseguenza le masse. L'Ordine Mondiale altro non è che un'unica grande ombra, unione di tante ombre… È molto importante sapere non solo che ognuno di noi ha al suo interno un lato divino (luce) e un lato demoniaco (ombra, oscurità) ma che quest'ultimo, se lasciato andare e nutrito, è in grado di controllare le nostre vite....

La Biodiversità a Piccoli Passi

di Catherine Stern

LA BIODIVERSITà A PICCOLI PASSI
di Catherine Stern

In questo volume ci concentriamo sui temi legati al rispetto della natura e alla salvaguardia dell'ambiente in cui viviamo. 
 La varietà delle forme viventi e la relazione che hanno con il proprio ambiente, le minacce che incombono su di essa - dalla distruzione degli habitat, all'inquinamento, all'eccessivo sfruttamento delle risorse, al mutamento climatico - e le strategie per combatterle.
 Titolo originale: ''La biodiversité à petits pas'' (2010)....

Oligarchia

Per popoli superflui

di Marco Della Luna, Marco Della Luna

OLIGARCHIA
Per popoli superflui
di Marco Della Luna, Marco Della Luna

Con strumenti giuridici più o meno noti, in tutto il mondo, i poteri e la sovranità sono trasferiti ad organismi privati, politicamente e legalmente irresponsabili, che governano da sopra i parlamenti e i governi.
 Le istituzioni rappresentative, democratiche, sono lasciate senza poteri e senza mezzi, a svolgere il ruolo di capri espiatori e di mascheratura del governo profondo.
 Intorno a istituzioni sovranazionali e nazionali, come le banche centrali, il FMI, il WTO, il WEF, la stessa UE, leggi e trattati costruiscono un governo alternativo della società libero dagli impacci democratici, giudiziari e umanitari.
 La rivoluzione del XXI Secolo è che i popoli sono divenuti superflui eche la loro gestione assomiglia sempre più all'allevamento del bestiame - questo è il Leitmotiv del presente saggio. La tecnologia e la finanza contemporanee, la riorganizzazione del potere politico-finanziario e tecnologico in centri sovrannazionali come nato, Fmi, Bce, onu etc., hanno reso superflui i popoli in quanto masse di produttori, consumatori, risparmiatori, combattenti, elettori legati a un territorio nazionale - gli stessi popoli che, fino a pochi anni fa, erano indispensabili alle singole oligarchie dominanti sui vari territori nazionali per preservare ed espandere il loro potere e le loro rendite.
 Le conseguenze di tale superfluità sono vaste e radicali, anche in relazione al problema climatico ed ecologico. esse aprono la via a riforme costituzionali e a operazioni  di ingegneria (e chirurgia) sociale senza precedenti, di eccezionale interesse anche pratico per le loro ricadute sulla qualità della vita e sulle prospettive economiche, e che l'autore documenta ed esamina approfonditamente.
 Particolarmente, la recessione economica globale e le pratiche finanziarie e bancarie che la producono sono rivisitate come un possibile strumento, assieme ad altri, per avviare a soluzione i problemi ecologici del pianeta dipendenti dall'esaurimento delle materie prime e dall'inquinamento industriale e civile ma anche come uno strumento per agevolare l'instaurazione di una struttura giuridica di governo globale e la sua accettazione, da parte delle nazioni, come unico mezzo per fronteggiare le grandi e incalzanti crisi globali, dal clima alle borse, dalla siccità alla fame. nel superamento dei confini e degli Stati nazionali si nascondono però gravi minacce per la popolazione generale, per i diritti fondamentali e le forme democratiche.
 In questa ottica e proporzione, appaiono risibili gli spauracchi agitati oggi in italia, dall'una e dall'altra parte, come minacce alla "democrazia": comunismo, berlusconismo, magistratura politicizzata, magistratura controllata, questione della libertà di stampa, etc....

Biodiversità e Beni Comuni

di Carlo Modonesi

BIODIVERSITà E BENI COMUNI
di Carlo Modonesi

Viviamo costantemente all'incrocio tra le molte diversità del mondo naturale e sociale senza accorgerci che proprio in quelle diversità, oggi gravemente minacciate, risiede l'unica opportunità di incamminarci verso un futuro migliore.
 C'è un che di affascinante e forse di enigmatico in questa prognosi basata su una "legge di natura" che vede nel pluralismo su piccola e grande scala la sola via per raggiungere una sostenibilità umana ed ecologica.
 La miopia collettiva di questi ultimi decenni ha impedito non solo di rimettere ordine nelle nostre relazioni con l'ambiente e con noi stessi, ma anche di prendere coscienza degli effetti che la cosiddetta "crescita" del mondo occidentale ha sortito nei sistemi naturali e nei sistemi agricoli del pianeta.
 Secondo alcuni dati presentati in Biodiversità e beni comuni, il debito dei paesi ricchi nei confronti delle risorse naturali è sempre più incolmabile e mina anzitutto le possibilità di sopravvivenza e approvvigionamento alimentare della parte più debole dell'umanità.
 La biodiversità ci sta comunicando che non siamo buoni custodi della Terra, né siamo figli rispettosi del multiforme patrimonio di lingue, culture e tradizioni che il genere umano ha costruito nel corso di millenni con la forza plasmatrice dell'ambiente.
 Nelle intenzioni di Carlo Modonesi e Gianni Tamino è evidente il richiamo al buon senso della ragione, accompagnato da un lucido sforzo di definire un panorama semantico sorprendentemente sfaccettato....

Globalizzazione: La Terza Guerra

di Sabina Marineo

GLOBALIZZAZIONE: LA TERZA GUERRA - LIBRO
di Sabina Marineo

Un libro che ci spiega come la globalizzazione stia stritolando il mondo moderno e le nostre vite.
 Negli ultimi decenni la globalizzazione è stata presentata a tutti noi come un passaggio tanto positivo quanto ineluttabile della civiltà ad una fase superiore di comprensione tra i popoli, di scambi economici, di accordi politici, insomma una nuova età dell'oro.
 Quante di queste aspettative si sono realizzate è sotto gli occhi di tutti.
 Cosa è allora la globalizzazione? In questo saggio Sabina Marineo ne affronta a tutto tondo la genesi e gli aspetti inconfessabili che si celano dietro la maschera progressista divulgata dal mainstream.
 Dai circoli massonici, al ruolo delle banche, alla guerra non dichiarata ma altrettanto crudele che stiamo vivendo sulla nostra pelle.
 Marineo apre un vero e proprio vaso di Pandora dei nostri giorni, mostrandoci il vero volto della globalizzazione, che non è esagerato definire come il volto di Satana.
 Introduzione Monaco di Baviera, ottobre 2013.
 Mentre beviamo un caffè in un locale del centro, la mia amica sgrana gli occhi.
 "Ma come? Vuoi scrivere ancora un libro sulla politica attuale?"
 "Perché no?" replico io.
 "Ma i tuoi temi preferiti sono la storia antica, l'egittologia, le società segrete medievali..."
 "È vero, però si tratta di un'emergenza. Bisogna raccontare queste verità. E se non lo facciamo noi, gli autori, chi lo fa?"
 Chi lo fa? I giornali? Le trasmissioni televisive? No, al contrario.
 I mass media sono tutti nelle mani degli oligarchi.
 Eppure qualcuno deve parlare. E io non riesco a tacere. È impossibile accettare in silenzio le ingiustizie e i massacri. Non digerisco i problemi economici che mettono in ginocchio le nazioni e condannano i cittadini alla disoccupazione più nera. Non posso mandar giù le nefandezze delle multinazionali che avvelenano il pianeta. Ho la penna facile, quindi scrivo.
Non digerisco le guerre, tanto meno quelle che ufficialmente sono motivate da sporche menzogne. Il problema è che i conflitti armati, per la maggior parte, nascono tutti da eclatanti menzogne. Sono metodi brutali, adottati per scopi poco edificanti. Di solito non è la libertà, la meta agognata. Si vuole mantenere la supremazia, si ammucchia profitto, si schiavizza la gente.
 Siamo lontani dai tempi di un Pietro Micca che sacrificava la propria vita dando fuoco alla polveriera per salvare la patria dall'occupazione nemica. E poi, siamo sinceri: Micca non era altro che un povero idealista.
 Che direbbe oggi, se potesse essere fra noi, dinanzi alla decadenza di quest'Occidente rincretinito dal consumo? Lui che si è immolato per la patria che direbbe, se vedesse che la patria oggi non conta più nulla? Che questa parola è un vocabolo sorpassato e non ha senso, perché i Signori del mondo non vogliono saperne di patrie e confini che limitino l'espansione del loro potere e quindi cancellano il significato intrinseco di patria trascinando il pianeta nella globalizzazione? Eppure guardate la raffinatezza del male: a piccoli passi, per mezzo dei mass media, ci hanno inoculato il desiderio di sopprimere i confini. Ricordate i "figli dei fiori"? Il movimento hippy che scaturì in America alla metà degli anni Sessanta del xx secolo e intendeva diffondere l'idea della libertà e della pace nel mondo? Non ci è voluto molto, all'establishment, per soffocare quell'anelito e spegnere il fuoco di ciò che avrebbe potuto essere una vera rivoluzione dello spirito.
 La fase preparatoria della globalizzazione è durata anni, a cominciare dalla moda libera e dalla diffusione delle droghe pesanti, per finire con il trionfo dell'euro. La libertà ci attende, abbiamo pensato. Invece questa improvvisa "libertà illimitata" era proprio il terreno favorevole all'espansione della piovra del potere che nel frattempo privatizzava senza limiti, metteva il pianeta in ginocchio. Era solo un'illusione. Mai siamo stati così controllati dall'occhio invisibile dei servizi segreti, come lo siamo oggi. Mai siamo stati così asserviti ai governi mondiali, come lo siamo ora.
 Guerra e globalizzazione: due vie che si snodano parallele tra oceani e continenti inquinando l'aria che respiriamo. Creature del capitalismo più sfrenato, quello subdolo, nascosto dietro il baluardo della democrazia. Ma non lasciamoci ingannare: democrazia e capitalismo sono due cose differenti e l'una non implica affatto l'altra.
 La democrazia non deve per forza basarsi su di un sistema capitalistico. Anche questa è una menzogna che gli economisti servi del sistema ci hanno inculcato a colpi di articoli sui giornali, talk show, saggistica.
 Fin troppo spesso dimentichiamo che quei signori dall'aria impeccabile vengono profumatamente pagati per raccontarci quello che raccontano. Fin troppo spesso dimentichiamo che i mass media più importanti sono tutti in mano ai Padroni del mondo, di conseguenza la loro libertà di espressione – se si può ancora chiamare così – è molto limitata. Tutto ciò che ci mo- strano i vari telegiornali e le testate di primo piano è consentito dai governi e controllato dai Signori invisibili. Il resto, ciò che noi non dobbiamo sapere, è censurato.
 Guerra, globalizzazione. La terza arma dei padroni del pianeta è il segreto. Un'arma discreta, silenziosa e letale. Senza il segreto, il loro potere non avrebbe lunga durata. Solo poche persone devono essere informate sull'esistenza di gruppi che ordiscono complotti, sui loro piani politici, economici e militari. Gli oligarchi si riuniscono in segreto per decidere sulle sorti del mondo.
 La "Terza guerra mondiale" è già in atto, una guerra basata sulla globalizzazione e la tecnotronica.
 È fondamentale capire chi si nasconde all'interno dei gruppi che la provocano, come agisce e gli scopi finali che vuole raggiungere. Soltanto così, togliendogli la maschera, è possibile affrontare il nemico. Bisogna guardare il mostro dritto negli occhi, se si vuole sapere cosa farà.
 E poi comportarsi di conseguenza....
MANUALE PER SALVARE I SEMI DELL'ORTO E LA BIODIVERSITà
Scopri e difendi 117 ortaggi, erbe aromatiche e fiori alimentari
di Michel e Jude Fanton

Come decidere quali semi mantenere? Quali criteri adottare per la loro selezione e raccolta? Cosa fare per conservarli correttamente? Come ripiantarli nel giusto periodo?
 Jude e Michel Fanton, rispondono a tutte queste domande dopo aver dedicato tutta la loro vita alla salvaguardia, localizzazione e scambio di semi antichi: quelli che possono essere conservati fedeli all’originale in condizioni locali e, soprattutto, quei semi a impollinatura aperta che mantengono la vitalità di produzione, anno dopo anno, senza l’utilizzo di pesanti fertilizzanti artificiali.
 Gli autori, esperti Seed Savers, ci descrivono come raccogliere in maniera corretta i semi, quali cicli di crescita, propagazione e coltivazione seguire, la cucina tradizionale e gli usi medicinali di oltre un centinaio di verdure, erbe aromatiche e fiori commestibili.
 Quest’opera ci insegna a ritornare alla pura e semplice capacità, oggi ormai perduta, di raccogliere i semi dalle stesse piante che seminiamo nell’orto o nel giardino, ricominciando da dove si erano fermati i nostri genitori o nonni che selezionavano e conservavano le semenze delle piante alimentari di anno in anno.
 In mancanza di coltivatori appassionati e in mano solo delle multinazionali, i semi dei nostri principali alimenti non potrebbero esistere: sono sicuri solo nelle mani di persone che li salvano, li coltivano e ne mangiano i frutti.
 Un manuale utilissimo per tutti noi che coltiviamo buon cibo nei nostri orti o nelle nostre aziende agricole.
 Un’opera essenziale per tutti gli orticoltori, agricoltori, cuochi e genitori che desiderano una vita sana con un’alimentazione naturale, per far crescere i propri bambini con gusti variegati e un cibo genuino....

Manuale per Salvare i Semi dell'Orto e la Biodiversità

Scopri e difendi 117 ortaggi, erbe aromatiche e fiori alimentari

di Michel e Jude Fanton

Come decidere quali semi mantenere? Quali criteri adottare per la loro selezione e raccolta? Cosa fare per conservarli correttamente? Come ripiantarli nel giusto periodo?

Jude e Michel Fanton, rispondono a tutte queste domande dopo aver dedicato tutta la loro vita alla salvaguardia, localizzazione e scambio di semi antichi: quelli che possono essere conservati fedeli all’originale in condizioni locali e, soprattutto, quei semi a impollinatura aperta che mantengono la vitalità di produzione, anno dopo anno, senza l’utilizzo di pesanti fertilizzanti artificiali.

Gli autori, esperti Seed Savers, ci descrivono come raccogliere in maniera corretta i semi, quali cicli di crescita, propagazione e coltivazione seguire, la cucina tradizionale e gli usi medicinali di oltre un centinaio di verdure, erbe aromatiche e fiori commestibili.

Quest’opera ci insegna a ritornare alla pura e semplice capacità, oggi ormai perduta, di raccogliere i semi dalle stesse piante che seminiamo nell’orto o nel giardino, ricominciando da dove si erano fermati i nostri genitori o nonni che selezionavano e conservavano le semenze delle piante alimentari di anno in anno.

In mancanza di coltivatori appassionati e in mano solo delle multinazionali, i semi dei nostri principali alimenti non potrebbero esistere: sono sicuri solo nelle mani di persone che li salvano, li coltivano e ne mangiano i frutti.

Un manuale utilissimo per tutti noi che coltiviamo buon cibo nei nostri orti o nelle nostre aziende agricole.

Un’opera essenziale per tutti gli orticoltori, agricoltori, cuochi e genitori che desiderano una vita sana con un’alimentazione naturale, per far crescere i propri bambini con gusti variegati e un cibo genuino.

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9 commenti

  1. girolamo prestifilippo

    Bisogna andare avanti in questa direzione. La gente ha bisogno di più informazione in merito a quello che mangia e che i grandi centri di distribuzione commerciale propinano, di modo che si avviano ad una scelta consapevole di cosa comprare per alimentarsi. L’evoluzione della coscienza cambierà il modo di procedere in queste cose. Comunque un incoraggiamento alle persone che iniziano a marciare in modo diverso alle multinazionali.

  2. Se non l’avete gia visto ,vi consiglio di guardare il film : ” Le monde selon Monsanto”

  3. Vivo in Campagna vedo tutti i trattamenti chimiche che si fano .e proprio qualcosa di mostruoso. Une che vive in cita non puo immaginare. Poi,questo trattamentichimiche costa un bel po .Monsanto quel nemico n°1 della natura si fa un bel po di soldi vendendo tutto questo veleno..meno mâle la gente si sveglia poco a poco davanti il disastro e molti agricoltore passano al biologico.

  4. La modernita ,il progresso in agriculture e il ritorno al antico
    Uscire di tutta la merda che ci hanno venduto le multinationale che ora ,vogliono pure appropriarsi di tutti i semi della natura ,al punto che non si potrebbe piu coltivare un vegetale senza pagare a loro un pizzo

  5. Finalmente qualcuno che esce dalla massa vi sosteniamo e sono certa che la cosa andrà avanti Forza siamo con voi

  6. Prima o poi l’ UE prenderà in considerazione queste iniziative, non per sostenerle …….. per falciarle.

  7. Like biodiversity, like real food,

  8. luigi di giacomo

    Ritornare alla varietà particolare in ogni regione italiana di sementi e piante da frutta ci porterà a riscoprire un gusto e sapori antichi oramai quasi scomparsi.Il sapore ad esempio della frutta di serra e’inesistente.vedi Albicocche o pesche.

  9. Spero che la politica non sia cieca e guardi all’agricoltura biologica e macrobiotica come se fosse una grande industria dove i giovani possano trovare nuove risorse imprenditoriali.

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