La ricchezza ti deruba ma è bella… il povero ti somiglia e fa schifo!

di Matteo Pucciarelli

Non ero mai stato a Portofino, ci sono andato ieri per lavoro. Visita istruttiva. Ci sono sostanzialmente due tipi di turisti: quelli che arrivano con gli yacht e quelli che guardano arrivare quelli con gli yacht.

I primi sono evidentemente i padroni assoluti; ogni imbarcazione ha cinque o dieci membri dell’equipaggio vestiti tutti uguali che soddisfano ogni esigenza del proprietario e famiglia, attraccano e tutto il resto.

I secondi sono più interessanti. Spesso arrivano con i battelli stracolmi da Genova, Sestri Levante eccetera. Quando scendono si crea una calca. Scatta subito il rito del selfie con i panfili alle spalle: ehi, sono a Portofino! Spesso si forma un piccolo capannello fuori dagli yacht per poter vedere coi propri occhi chi è il super ricco, per poterlo riconoscere (e dopo che l’hai riconosciuto? Boh…).

I secondi sono dei poveracci: come me, come la maggioranza di noi. Ma quella ricchezza sfacciata che hanno davanti non gli crea alcun tipo di problema morale. Anzi. L’ossessione per la presunta bellezza e perfezione della ricchezza, somiglia al grande inganno ai danni del suddito, che nasce tale e non si domanda neanche più perché, secondo quale logica o legge.

La ricchezza che hanno davanti e possono solo ammirare con compostezza è giocoforza un furto alle loro, nostre vite: se per fare una lastra al tuo ospedale pubblico ci vogliono sei mesi, molto dipende da quel tizio spaparanzato coi conti in paradisi off-shore. E se la tua busta paga singhiozza, se la produzione della tua azienda emigra in Pakistan, è per volontà sempre di quel tizio lì.

Ma nessuno lo disturba. Il ricco merita ogni ossequio e popola i sogni della plebe con lo smartphone in mano a Portofino, alla quale basta quel momento per sentire di aver dato un senso alla giornata. Il ricco sul panfilo, ha milioni più di te e non ha idea di come sia fatta la tua vita; il povero ti somiglia. Quanto ha meno di te, il povero? Duemila euro al mese? È così lontano dalla tua, la mia, la nostra realtà? Il povero è un tuo simile, è lo specchio nel quale non vuoi riconoscerti perché basta poco per finire come lui.

C’era una volta una filosofia politica che individuava nelle disuguaglianze la più grave ingiustizia della terra. Adesso siamo diventati piccoli sacerdoti combattenti per il “decoro” e adulanti verso chiunque stia un gradino più in alto di noi; nel contempo rabbiosi e inflessibili con quelli un pelo sotto.

Buon viaggio signor ricco, solchi molti mari e sii grato a quelli che stanno a terra, così ciechi e innocui.

Fonte: https://alganews.wordpress.com/2017/08/25/la-ricchezza-ti-deruba-ma-e-bella-il-povero-ti-somiglia-e-fa-schifo/

Libri e varie...

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