La Medicina e la Scienza militarizzate, al servizio del Potere, cessano di essere tali

di Guido da Landriano

Mi è capitato di leggere alcune osservazioni di Paul Rosemberg sulla “Militarizzazione della medicina” e sul suo uso politico. Il suo intervento è molto interessante e ve ne condensiamo i punti importanti, per comprendere come la fase storica attuale che stiamo vivendo sia soprattutto un sconfitta per la scienza e per la medicina.

Ecco i cinque punti che mostrano la sconfitta della scienza e della medicina derivanti dalla loro militarizzazione a favore del potere:

1: La scienza non è consenso unitario.

Dieci, cento o un milione di persone, tutte avvolte in camici da laboratorio e dicendo la stessa cosa, NON la rendono tale. Anzi, questo è scientificamente ininfluente. Si tratta solo di una rappresentazione teatrale, cioè anti-scienza. Un po’ come i medici che vanno in TV a dire la stessa cosa.

Tutta la scienza è, in realtà, un processo di verifica delle idee; non è un’organizzazione, non è basata sull’autorità, anzi è intrinsecamente contro l’autorità, e sicuramente non è alleata con il potere. Tutto ciò che conta nella scienza sono risultati verificabili, cioè contestabili, almeno potenzialmente.

2: La medicina come scienza è completamente separata dalla politica.

La medicina è l’applicazione della scienza a favore della salute umana. La politica è l’uso della persuasione e del potere per governare masse umane. Queste sono discipline completamente separate. Mettere la politica sulla medicina è soggiogare e degradare la medicina a uno stato pre scientifico. Intimidire i medici con obblighi politici è umiliare la loro attività.

3: La peer review sta perdendo significato.

Purtroppo il sistema della “peer review” sul quale si basa la letteratura scientifica classica, è stato preso prigioniero dalle gerarchie accademiche e quasi completamente separato dalla scienza propriamente detta. È diventato uno strumento di potere istituzionale, esercitato da accademici che hanno svenduto la scienza per i favori del potere e della politica.

Un tempo, “peer review” si riferiva alla replica degli esperimenti da parte di altri ricercatori. Quel tempo è passato, ed i ricercatori dicono sì o no a seconda dell’affiliazione accademica.

4: La medicina e la scienza non hanno nulla a che fare con la pressione sociale.

Una volta che “medicina” e “scienza” sono mescolate con la pressione sociale, o agli strumenti per esercitarla, non sono più scienza o medicina, ma solo strumenti illegittimi di modificazione sociale.

5: Non conoscerai la verità scientifica se non leggendo proprio gli articoli scientifici più contestati e contro corrente.

Quello che vedi in TV è propaganda. Quello che vedi su Facebook, Twitter e YouTube è pre-censurato. Se cerchi davvero il vero, dovrai trovare gli articoli scientifici che rispondono alla tua domanda e dovrai proprio leggere quelli che contestano la verità che viene diffusa dai mass media. Altrimenti ti pieghi al potere del “Grande Fratello”.

Perché allora non vediamo turbe di contestatori, perché solo pochi hanno il coraggio di andare contro il potere costituito e i suoi falsi Dicta pseudo scientifici?

  • L’educazione non è più fondata sulla conoscenza e sulla sua diffusione, ma solo sulla sottomissione all’autorità. Non è più importante conoscere il teorema di Pitagora e le sue conseguenze, ma accettare ciò che è socialmente corretto. Essendo stato addestrato alla sottomissione all’autorità, parlare poi contro un’autorità appare terrificante.
  • La paura di sembrare stupidi, di essere pubblicamente smascherati come stupidi, quindi il potere utilizza persone apparentemente “importanti”, e soprattutto aggressive e spregiudicate (pensiamo agli pseudo conduttori o agli ospiti dei vari talk show) a questo fine.
  • Molte persone amano essere parte di un gregge. Se tutto può essere messo in discussione, allora bisogna affrontare il mondo da soli e non tutti sono attrezzati per farlo.
  • Spesso andare contro il potere vuol dire ammettere di aver sbagliato.

Nessuna di queste cose ha alcun legame con la verità, solo con il potere e l’intimidazione. E questa è anti-scienza, non importa quanto si mascheri da scienza, ma è il suo esatto opposto. Nonostante questo, ciò è quello che viene propinato tutti i giorni.

Articolo di Guido da Landriano

Riferimenti: https://freemansperspective.com/the-weaponization-of-medicine/#more-11301

Fonte: https://scenarieconomici.it/la-medicina-e-la-scienza-militarizzate-al-servizio-del-potere-cessano-di-essere-tali/

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Mario Monti, il nuovo Primo Ministro italiano dopo l'era Berlusconi, fa parte del Club Bilderberg. E cosa sia questo esclusivisssimo Club lo spiega bene lo scrittore e giornalista spagnolo Daniel Estulin che ne ha fatto il centro della sua vita professionale. Arianna Editrice ha già pubblicato la prima versione del suo libro, Il Club Bilderberg appunto, e ora è disponibile questa nuova versione aggiornata.

Il Club Bilderberg racconta la vera storia del più potente e segreto organo decisionale del mondo. Dal 1954 e una sola volta all'anno, questo gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell'umanità. Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l'Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese.

Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi.

Risultato di un'indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, l'impressionante inchiesta di Daniel Estulin svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa. Dalla privacy armata che la protegge, la classe dirigente globale detta legge su politica, economia e questioni militari.

La dettagliata opera di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nei maggiori misteri della storia recente, dal Piano Marshall allo scandalo Watergate, come da questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale – presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche – e come da questi incontri nascano le linee guida della globalizzazione.

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