La Mafia non è altro che il braccio armato della Massoneria

Le mafie non sono nient’altro che il braccio armato della massoneria e dei servizi segreti. Non fatevi ingannare da chi vi vuole parlare di mafia ma non fa questi collegamenti, perché vuol dire che è in malafede e lo fa per disinformarvi.

Intrecci mafia massoneriaBasta pensare che la mafia è nata con l’Unità d’Italia è c’è chi afferma che a fondare “l’onorata società” fu proprio il massone Giuseppe Mazzini. Lo stesso rito di affiliazione alla mafia si rifà ai riti iniziatici massoni. Nella ‘Ndrangheta, dove tra l’altro gli ultimi pentiti parlano anche di massoneria, quando si riceve “la santa” (un grado criminale che permette a chi lo riceve di allacciare rapporti con lo Stato) si pronuncia una formula che fa chiaro riferimento ai massoni e all’unità d’Italia, la formula è questa:

“Buon vespero e santa sera ai santisti. Giustappunto questa santa sera, nel silenzio della notte e sotto la luce delle stelle e lo splendore della luna, formo la santa catena. Nel nome di Garibaldi, Mazzini e La Marmora, con parole d’umiltà, formo la santa società”. “Dite assieme a me: ‘Giuro di rinnegare tutto fino alla fine della settima generazione, tutta la società criminale fino ad oggi riconosciuta, per salvaguardare l’onore dei miei saggi fratelli. In nome di Garibaldi, Mazzini, La Marmora, passo la mia votazione sul conto di Buttà G. Se prima lo conoscevo come un saggio fratello fatto e non fidelizzato, da questo momento lo conosco per un mio saggio fratello. Sotto la luce delle stelle e lo splendore della luna, formo la santa catena, nel nome di Garibaldi, Mazzini e La Marmora, con parole d’umiltà, formo la santa società”

Libri e varie...

L'italia segreta dei Sequestri

Dal caso Moro a Emanuela Orlandi, le inchieste shock del giudice delle verità scomode

di Ferdinando Imposimato

EBOOK - L'ITALIA SEGRETA DEI SEQUESTRI
Dal caso Moro a Emanuela Orlandi, le inchieste shock del giudice delle verità scomode
di Ferdinando Imposimato

La storia d'Italia è stata spesso funestata dalla piaga dei rapimenti, da quelli estorsivi a quelli dell'Anonima sequestri, da quelli di stampo mafioso a quelli politici, fino a quelli simulati a scopo di ricatto, talvolta conclusi anche con la morte della vittima, dopo mesi o anni di prigionia. Molti sono i casi rimasti impressi nella memoria collettiva per la fama dei soggetti implicati: da Paul Getty III (nipote dell'omonimo petroliere americano) al noto gioielliere Gianni Bulgari, dal duca Massimiliano Grazioli (il primo grande colpo della famigerata Banda della Magliana) a Michele Sindona (che arrivò a simulare il proprio sequestro). Altri, invece, hanno tenuto col fiato sospeso l'intera nazione, che seguiva passo dopo passo il destino delle vittime, come nei casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, scomparse entrambe nel 1983 e mai più ritrovate, e sulla cui complessa vicenda si continua ancora oggi a indagare. Il giudice Ferdinando Imposimato – che si è occupato in prima persona delle principali inchieste su alcuni controversi casi di sequestro di persona (tra cui, quelli di Moro, Sindona, Orlandi) – ci offre una mappatura di questo fenomeno: un crimine che, sebbene non sia soltanto un'anomalia italiana, ha trovato nel nostro Paese un terreno particolarmente fertile nella mafia e nel terrorismo. I misteri dei grandi sequestri italiani svelati dal giudice che li ha seguiti in prima persona e ha fatto riaprire il caso Moro
  Hanno scritto dei suoi libri: 
 "Mette in dubbio la verità ufficiale con la forza di una rigorosa e inedita ricostruzione. (…) L'ex giudice fornisce una meticolosa lettura di atti e verbali, numerosi indizi inediti e testimonianze nuove di zecca di due militari a conoscenza dei fatti." Silvana Mazzocchi, la Repubblica
 "Il libro che ha convinto la procura di Roma a riaprire l'inchiesta sulla morte di Aldo Moro." L'Espresso
 "Un libro che va letto non come un libro in più sul caso dell'unico leader politico italiano sequestrato e assassinato, ma come la parte di una narrazione (e dunque di una documentazione) che non c'era." Furio Colombo, Il Fatto quotidiano
 "Con puntiglioso rigore e coraggio, Ferdinando Imposimato continua a mettere insieme i tasselli mancanti sul caso Moro. Nel suo ultimo libro il giudice svela e riordina alcuni lati oscuri." Andrea Di Consoli, Il Sole 24 Ore
 Tra i temi trattati nel libro: 
 • Il rapimento di Paul Getty jr
 • 1975. Il boom dei sequestri
 • il caso Bulgari
 • i sequestri dei marsigliesi
 • il rapimento del duca Massimiliano Grazioli
 • il caso di Giovanna Amati
 • il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro
 • il falso sequestro di Michele Sindona
 • i colpi della banda delle belve
 • Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi: due misteri ancora irrisolti.
 Ferdinando Imposimato È nato nel 1936, avvocato penalista, magistrato, è Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. È stato giudice istruttore in alcuni dei più importanti casi di cronaca degli ultimi anni, tra cui il rapimento di Aldo Moro, l'omicidio di Vittorio Bachelet, l'attentato a Giovanni Paolo II. Grand'ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica italiana, ha ricevuto diverse onorificenze in patria e all'estero per il suo impegno civile. È stato anche senatore, prima nelle liste del PDS e poi del PD. È autore di numerosi saggi, tra cui ricordiamo Vaticano. Un affare di Stato e, con Sandro Provvisionato, Doveva morire e Attentato al Papa. La Repubblica delle stragi impunite ha vinto il Premio Roma 2013 per la saggistica. Con la Newton Compton ha pubblicato I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia e L'Italia segreta dei sequestri. Per saperne di più potete visitare la sua pagina Facebook....

L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino

Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti

di Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza

L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO
Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti
di Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza

Nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007), il libro di Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio.
 Con l’aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’attentato di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.
 Qualcuno, subito dopo l’attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè.
 “Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi”. Dall’introduzione di Marco Travaglio....

Intoccabili

Perché la mafia è al potere. Dai processi Andreotti, Dell’Utri & C. alla normalizzazione. Le verità occultate sui complici di Cosa Nostra nella politica e nello Stato

di Marco Travaglio, Saverio Lodato

INTOCCABILI
Perché la mafia è al potere. Dai processi Andreotti, Dell’Utri & C. alla normalizzazione. Le verità occultate sui complici di Cosa Nostra nella politica e nello Stato
di Marco Travaglio, Saverio Lodato

È l’informazione sulla verità vera dei fatti che dà co raggio. Solo la verità può rendere liberi quanti oggi non vogliono essere schiavi.
 Paolo Sylos Labini
 C’era una volta la Procura di Palermo. C’erano una volta i pool di Falcone e Borsellino e poi di Caselli, che scandagliavano i rapporti mafia-politica e puntavano alle verità indicibili a caccia delle “menti raffinatissime” che garantiscono lunga vita a Cosa Nostra. Oggi il governo dice che “con la mafia bisogna convivere” e la mafia convive con lo Stato. Questo libro, perforando l’inossidabilità di un’informazione spesso disattenta o menzognera, ci aiuta a non dimenticare quello che è accaduto ed è stato accertato dagli anni Ottanta a oggi. Dal maxiprocesso ai casi Andreotti, Dell’Utri e Mori, alle ultime controverse inchieste su Totò Cuffaro. Sino alla battaglia finale contro Caselli, vittima di una cultura dell’illegalità che ha fiaccato speranze e creato nuove complicità. 
 Il nuovo libro di Marco Travaglio e Saverio Lodato, Intoccabili, come gli altri, è composto soprattutto di centinaia di documenti e brevi ma significative istruzioni per orientarvisi, per inserire l’immensa mole di dati nel quadro complesso della cronaca italiana. Ma in questo caso non si tratta di cronaca, ma già di storia, la storia di questo stato, la storia disgraziata di questo stato. Intoccabili infatti sposta l’attenzione e il fuoco sugli intrecci tra mafia e classe politica. Uno dei protagonisti di questa parte cruciale della nostra storia è Giancarlo Caselli, al quale abbiamo chiesto di commentare Intoccabili. Tra pochissimo sarà disponibile sul sito Bur un piccolo evento editoriale in sé, ovvero una sorta di recensione a un libro fatta da uno dei personaggi del libro stesso....

Il Ritorno del Principe

La criminalità dei potenti in Italia

di Roberto Scarpinato, Saverio Lodato

EBOOK - IL RITORNO DEL PRINCIPE
La criminalità dei potenti in Italia
di Roberto Scarpinato, Saverio Lodato

Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società.
 Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutivi del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra).
 Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento.
 Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa. Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo....

Vaticano Massone

Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della chiesa di Papa Francesco

di Ferruccio Pinotti, Giacomo Galeazzi

VATICANO MASSONE  - LIBRO
Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della chiesa di Papa Francesco
di Ferruccio Pinotti, Giacomo Galeazzi

Massoneria e Chiesa. Massoneria e finanza.
  Massoneria e Vatileaks. Massoneria e dittatura argentina. 
 Massoneria e gesuiti. 
 Massoneria e papa Francesco. 
 I legami, il più delle volte occulti e segreti, tra Chiesa e massoneria sono tribolati e controversi, ma pure tra alterne vicende, sempre solidi. Ciò che da più parti si suggerisce e ventila è che dietro ai più recenti e rivoluzionari avvenimenti vaticani a partire dalle dimissioni di papa Benedetto XVI, ci sia la mano delle logge. E nei corridoi dei Sacri Palazzi si mormora che persino l'elezione del nuovo papa sia opera loro.
  Dopo un papato di chiusura come quello di Ratzinger, è probabile che siano molti tra gli affiliati a sperare di rinverdire grazie al gesuita Bergoglio le antiche simpatie tra Compagnia di Gesù e massoni.
 Basata su documenti scottanti - su tutti uno scambio epistolare inedito tra la Santa Sede e i vertici della massoneria - su interviste esclusive a personaggi chiave, come Licio Gelli, e su scrupolose ricostruzioni, un'inchiesta eclatante sugli intrecci molto stretti tra Chiesa, massoneria, politica, mafia, finanza.
 Un'indagine rigorosa che rende imperiosa una domanda: riuscirà il nuovo papa, lambito da sospetti (o almeno rumorosi silenzi) con la dittatura argentina, a sua volta fortemente massonica, a rinnovare davvero un'istituzione sulle soglie dell'anarchia?...

Collusi

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia

di Nino Di Matteo, Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia
di Nino Di Matteo, Salvo Palazzolo

Da oltre vent’anni Nino Di Matteo è in prima linea nella lotta a Cosa nostra. Titolare di un’inchiesta che fa paura a tanti – quella sulla trattativa Stato-mafia, che si sviluppa nel solco del lavoro di Chinnici, Falcone e Borsellino – è lui il magistrato più a rischio del nostro Paese. Le indagini che ha diretto e continua a dirigere, ritenute scomode persino da alcuni uomini delle istituzioni, lo hanno reso il bersaglio numero uno dei boss più influenti: Totò Riina e Matteo Messina Denaro.
 Le parole del pm, raccolte dal giornalista Salvo Palazzolo, offrono una testimonianza diretta e autorevole sulle strade più efficaci per contrastare lo strapotere dei clan. E lanciano un grido d’allarme: Cosa nostra non è sconfitta, ha solo cambiato faccia. È passata dal tritolo alle frequentazioni nei salotti buoni, facendosi più insidiosa che mai; anche se le bombe tacciono, il dialogo continua: tra politica, lobby, imprenditoria e logge massoniche si moltiplicano i luoghi franchi in cui lo Stato è assente.
 Con una semplicità unica, Di Matteo condivide con il lettore la propria profonda comprensione del fenomeno mafioso di oggi. Così, tra denunce e proposte, questo libro permette di gettare uno sguardo ai meccanismi con cui Cosa nostra si è insinuata nelle logiche economiche, sociali e politiche del nostro Paese. Un’opera che si rivolge a tutti, perché è dalle azioni di ciascuno che deve partire il contrasto alla criminalità. Per non arrenderci a un futuro in cui mafia e sistema-Paese siano una cosa sola....

Possiamo vedere il chiaro riferimento alla massoneria, anzi si giura proprio nel nome di tre grandi esponenti della massoneria. Oltre che nei riti iniziatici, questi rapporti tra mafie massoni e servizi segreti, li vediamo spuntare ogni qual volta si parli di stragi, omicidi di membri dello stato o giornalisti, o di traffici di armi e di rifiuti. Il problema è che a prendere tutte le colpe e a pagare è sempre solo il braccio armato, chi sta sopra ne esce sempre pulito.

Falcone e BorsellinoNon siamo così stupidi da pensare che gli attentati in Sicilia a Falcone e Borsellino, ma anche altri, siano stati pianificati da una mente come Riina, e che un operazione militare di tale livello sia stata compiuta solo dai picciotti mafiosi, senza la supervisione di un esperto. I due giudici erano arrivati in alto nelle loro indagini e quindi erano una minaccia, non per i mafiosi, per loro lo sono stati fin da subito, ma per i pezzi grossi, quelli che ancor oggi i mafiosi non osano nominare.

Un altro esempio saltato alle cronache recentemente, riguarda l’omicidio Moro: infatti in una foto scattata il giorno del rapimento di Moro, lì nello scenario di via Fani, si vede li in un angolo un uomo che fuma. Quell’uomo con la sigaretta è Antonio Nirta, esponente della ‘ndrangheta, doppiogiochista dei servizi segreti, uno dei favoriti di Francesco Delfino (il generale dei carabinieri finito più volte nei peggiori misteri italiani). Perché Nirta si trovava li? Perché due personaggi della DC vicini a Moro, hanno provato a far sparire quella foto? La risposta è più che evidente.

Un altro caso in cui vediamo l’intreccio mafie/massoneria/servizi segreti/politica sono le ormai quasi dimenticate Navi dei Veleni, e il traffico di rifiuti e armi in Somalia, tra cui il caso dell’omicidio irrisolto di Ilaria Alpi, giornalista che indagava proprio su questi temi.

Oltre a intrecci con una parte dello Stato e la massoneria, le associazioni mafiose italiane hanno avuto rapporti e collaborato anche in alcune operazioni perfino con la CIA. La storia che stiamo raccontando risale al 1941, quando nella cella di uno dei più grandi boss di mafia, Lucky Luciano, a poche decine di chilometri da New York, il boss riceve alcuni ufficiali della marina statunitense. Cosa volevano quegli ufficiali? Volevano che il boss li aiutasse a fare piazza pulita delle spie naziste nel porto di New York. Lucky Luciano riesce non soltanto a prometterlo, ma lo mette in pratica, fa scoprire attraverso i suoi uomini le spie di Hitler nel porto, da lì parte questa storia innominabile anche se ormai conosciuta, la storia incredibile dei rapporti tra i servizi segreti americani e Cosa Nostra.

Servizi segreti americani e Cosa NostraA partire da quel momento, si stringe questo rapporto e attraverso Lucky Luciano e i suoi agganci in Sicilia, gli Stati Uniti ottengono le informazioni per operare nel 1943 lo sbarco in Sicilia. Ebbene si la mafia ha collaborato in una delle missioni tra le più importanti della nostra storia, lo sbarco degli alleati.

La collaborazione comunque non finì in quel momento, ma continuò negli anni successivi, durante la Guerra Fredda e gli anni di piombo. Il tutto viene raccontato in un documentario andato in onda solo una volta e poi censurato. Lucarelli si è occupato di questi rapporti in una delle puntate di Blu Notte più interessanti: I Rapporti Segreti tra Italia e America.

Non serve aggiungere altro per capire come le mafie abbiano acquistato indisturbate nei decenni, potere e ricchezza… semplicemente servivano al paese, altrimenti il lavoro sporco chi lo avrebbe fatto?

di S.M. 

Fonte: http://laveritadininconaco.altervista.org/la-mafia-non-nientaltro-braccio-armato-della-massoneria/

Libri e varie...

Collusi

Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia

di Nino Di Matteo, Salvo Palazzolo

COLLUSI
Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia
di Nino Di Matteo, Salvo Palazzolo

Da oltre vent’anni Nino Di Matteo è in prima linea nella lotta a Cosa nostra. Titolare di un’inchiesta che fa paura a tanti – quella sulla trattativa Stato-mafia, che si sviluppa nel solco del lavoro di Chinnici, Falcone e Borsellino – è lui il magistrato più a rischio del nostro Paese. Le indagini che ha diretto e continua a dirigere, ritenute scomode persino da alcuni uomini delle istituzioni, lo hanno reso il bersaglio numero uno dei boss più influenti: Totò Riina e Matteo Messina Denaro.
 Le parole del pm, raccolte dal giornalista Salvo Palazzolo, offrono una testimonianza diretta e autorevole sulle strade più efficaci per contrastare lo strapotere dei clan. E lanciano un grido d’allarme: Cosa nostra non è sconfitta, ha solo cambiato faccia. È passata dal tritolo alle frequentazioni nei salotti buoni, facendosi più insidiosa che mai; anche se le bombe tacciono, il dialogo continua: tra politica, lobby, imprenditoria e logge massoniche si moltiplicano i luoghi franchi in cui lo Stato è assente.
 Con una semplicità unica, Di Matteo condivide con il lettore la propria profonda comprensione del fenomeno mafioso di oggi. Così, tra denunce e proposte, questo libro permette di gettare uno sguardo ai meccanismi con cui Cosa nostra si è insinuata nelle logiche economiche, sociali e politiche del nostro Paese. Un’opera che si rivolge a tutti, perché è dalle azioni di ciascuno che deve partire il contrasto alla criminalità. Per non arrenderci a un futuro in cui mafia e sistema-Paese siano una cosa sola....

Doveva Morire

Chi ha ucciso Aldo Moro - Il giudice dell'inchiesta racconta

di Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato

EBOOK - DOVEVA MORIRE
Chi ha ucciso Aldo Moro - Il giudice dell'inchiesta racconta
di Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato

A quasi quarant'anni dal delitto Moro, questo libro rimane il punto di riferimento fondamentale per chi voglia farsi un'idea di quanto successo tra il marzo e il maggio del 1978, quando Aldo Moro fu rapito dalle Br e poi ucciso.
 I due autori hanno squarciato un silenzio durato molti anni e finalmente hanno messo a disposizione di tutti testimonianze, documenti, interrogatori rimasti nei cassetti delle procure e delle commissioni parlamentari per troppo tempo.
 Dal questo libro si può ripartire per provare a chiarire la tragedia politica più grave della nostra storia repubblicana. Non possiamo ignorare il ruolo pesante che l'Ucigos, la polizia di Cossiga, ha avuto in tutta questa vicenda, insieme al comitato di crisi, le cui relazioni, qui proposte per la prima volta, lasciano esterrefatti.
 Non è vero che non si poteva fare niente: sono state ignorate segnalazioni e bloccati ordini di perquisizione che sarebbero stati decisivi, ci sono adesso le prove che i covi di via Gradoli e via Montalcini volutamente non sono stati scoperti, alla magistratura è stato permesso di operare solo a omicidio avvenuto e chi tra la polizia sarebbe potuto intervenire è stato messo da parte. Anche le implicazioni internazionali contano eccome in questa storia: Kgb, Raf, Stasi e Cia hanno avuto un ruolo non secondario, senza togliere naturalmente alcuna responsabilità alle Br. Moro doveva essere eliminato.
 La sicurezza e la ragion di Stato non giustificano l'immobilismo. E il dolo. Viene fuori ancora una volta la malattia cronica della nostra democrazia, così fragile da non poter mai essere trasparente.
 Basti pensare a tutti gli uomini dei servizi segreti e dei corpi dello Stato iscritti alla P2, che in quei mesi stavano nella sala di comando. Coincidenze? Chi vigilava sulla nostra sicurezza attentava anche alla nostra libertà, eliminando un personaggio che sapeva troppe verità, le più imbarazzanti. Qui sta il cuore del "caso Moro"....

Dalle Stragi del 1992 a Mario Monti

Italia schiava, mischiata, venduta - Chi ha seminato Monti raccoglierà tempesta

di Alberto Roccatano

DALLE STRAGI DEL 1992 A MARIO MONTI
Italia schiava, mischiata, venduta - Chi ha seminato Monti raccoglierà tempesta
di Alberto Roccatano

Un saggio-documento che ripercorre gli ultimi vent'anni di storia italiana. Perché siano le prove documentarie sapientemente raccolte e messe in vista del lettore a parlare, a gridare attraverso l'ironico, poetico, visionario e mai distruttivo linguaggio di Alberto Roccatano, già avvisato, ben prima dell'uscita del suo libro, che: "Questi ammazzano!"
 Esistono avvenimenti oscuri, nella storia d'Italia, su cui ancora si deve far luce. Avvenimenti la cui verità avrebbe dovuto essere accertata da tempo. Come le stragi del 1992-1993 che portarono alla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e che, di recente, sono balzate nuovamente agli apici della cronaca all'interno del filone d'indagine sulla "trattativa Stato-Mafia". Ma, forse, negli scranni delle istituzioni, qualcuno sa chi ha ucciso Falcone e Borsellino.
 In questa ricerca, fondata su solide basi documentali, poste a perfetta vista del lettore, si cerca di capire se esista, ben nascosta all'interno dello Stato, una struttura, ancora operante in Italia, che non solo tace ciò che sa, ma che dirotta l'attenzione di chi può giungere a scomode verità.
 Un gruppo ristretto di deviatori, che si cela nell'ombra, controllando tutte le istituzioni del Paese e tutti gli organismi con funzione di governo. Un gruppo che ha rischiato di venire allo scoperto, organizzando l'operazione Mario Monti, e su cui vengono accesi ora, per la prima volta, i riflettori....

Intoccabili

Perché la mafia è al potere. Dai processi Andreotti, Dell’Utri & C. alla normalizzazione. Le verità occultate sui complici di Cosa Nostra nella politica e nello Stato

di Marco Travaglio, Saverio Lodato

INTOCCABILI
Perché la mafia è al potere. Dai processi Andreotti, Dell’Utri & C. alla normalizzazione. Le verità occultate sui complici di Cosa Nostra nella politica e nello Stato
di Marco Travaglio, Saverio Lodato

È l’informazione sulla verità vera dei fatti che dà co raggio. Solo la verità può rendere liberi quanti oggi non vogliono essere schiavi.
 Paolo Sylos Labini
 C’era una volta la Procura di Palermo. C’erano una volta i pool di Falcone e Borsellino e poi di Caselli, che scandagliavano i rapporti mafia-politica e puntavano alle verità indicibili a caccia delle “menti raffinatissime” che garantiscono lunga vita a Cosa Nostra. Oggi il governo dice che “con la mafia bisogna convivere” e la mafia convive con lo Stato. Questo libro, perforando l’inossidabilità di un’informazione spesso disattenta o menzognera, ci aiuta a non dimenticare quello che è accaduto ed è stato accertato dagli anni Ottanta a oggi. Dal maxiprocesso ai casi Andreotti, Dell’Utri e Mori, alle ultime controverse inchieste su Totò Cuffaro. Sino alla battaglia finale contro Caselli, vittima di una cultura dell’illegalità che ha fiaccato speranze e creato nuove complicità. 
 Il nuovo libro di Marco Travaglio e Saverio Lodato, Intoccabili, come gli altri, è composto soprattutto di centinaia di documenti e brevi ma significative istruzioni per orientarvisi, per inserire l’immensa mole di dati nel quadro complesso della cronaca italiana. Ma in questo caso non si tratta di cronaca, ma già di storia, la storia di questo stato, la storia disgraziata di questo stato. Intoccabili infatti sposta l’attenzione e il fuoco sugli intrecci tra mafia e classe politica. Uno dei protagonisti di questa parte cruciale della nostra storia è Giancarlo Caselli, al quale abbiamo chiesto di commentare Intoccabili. Tra pochissimo sarà disponibile sul sito Bur un piccolo evento editoriale in sé, ovvero una sorta di recensione a un libro fatta da uno dei personaggi del libro stesso....

L'italia segreta dei Sequestri

Dal caso Moro a Emanuela Orlandi, le inchieste shock del giudice delle verità scomode

di Ferdinando Imposimato

EBOOK - L'ITALIA SEGRETA DEI SEQUESTRI
Dal caso Moro a Emanuela Orlandi, le inchieste shock del giudice delle verità scomode
di Ferdinando Imposimato

La storia d'Italia è stata spesso funestata dalla piaga dei rapimenti, da quelli estorsivi a quelli dell'Anonima sequestri, da quelli di stampo mafioso a quelli politici, fino a quelli simulati a scopo di ricatto, talvolta conclusi anche con la morte della vittima, dopo mesi o anni di prigionia. Molti sono i casi rimasti impressi nella memoria collettiva per la fama dei soggetti implicati: da Paul Getty III (nipote dell'omonimo petroliere americano) al noto gioielliere Gianni Bulgari, dal duca Massimiliano Grazioli (il primo grande colpo della famigerata Banda della Magliana) a Michele Sindona (che arrivò a simulare il proprio sequestro). Altri, invece, hanno tenuto col fiato sospeso l'intera nazione, che seguiva passo dopo passo il destino delle vittime, come nei casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, scomparse entrambe nel 1983 e mai più ritrovate, e sulla cui complessa vicenda si continua ancora oggi a indagare. Il giudice Ferdinando Imposimato – che si è occupato in prima persona delle principali inchieste su alcuni controversi casi di sequestro di persona (tra cui, quelli di Moro, Sindona, Orlandi) – ci offre una mappatura di questo fenomeno: un crimine che, sebbene non sia soltanto un'anomalia italiana, ha trovato nel nostro Paese un terreno particolarmente fertile nella mafia e nel terrorismo. I misteri dei grandi sequestri italiani svelati dal giudice che li ha seguiti in prima persona e ha fatto riaprire il caso Moro
  Hanno scritto dei suoi libri: 
 "Mette in dubbio la verità ufficiale con la forza di una rigorosa e inedita ricostruzione. (…) L'ex giudice fornisce una meticolosa lettura di atti e verbali, numerosi indizi inediti e testimonianze nuove di zecca di due militari a conoscenza dei fatti." Silvana Mazzocchi, la Repubblica
 "Il libro che ha convinto la procura di Roma a riaprire l'inchiesta sulla morte di Aldo Moro." L'Espresso
 "Un libro che va letto non come un libro in più sul caso dell'unico leader politico italiano sequestrato e assassinato, ma come la parte di una narrazione (e dunque di una documentazione) che non c'era." Furio Colombo, Il Fatto quotidiano
 "Con puntiglioso rigore e coraggio, Ferdinando Imposimato continua a mettere insieme i tasselli mancanti sul caso Moro. Nel suo ultimo libro il giudice svela e riordina alcuni lati oscuri." Andrea Di Consoli, Il Sole 24 Ore
 Tra i temi trattati nel libro: 
 • Il rapimento di Paul Getty jr
 • 1975. Il boom dei sequestri
 • il caso Bulgari
 • i sequestri dei marsigliesi
 • il rapimento del duca Massimiliano Grazioli
 • il caso di Giovanna Amati
 • il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro
 • il falso sequestro di Michele Sindona
 • i colpi della banda delle belve
 • Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi: due misteri ancora irrisolti.
 Ferdinando Imposimato È nato nel 1936, avvocato penalista, magistrato, è Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. È stato giudice istruttore in alcuni dei più importanti casi di cronaca degli ultimi anni, tra cui il rapimento di Aldo Moro, l'omicidio di Vittorio Bachelet, l'attentato a Giovanni Paolo II. Grand'ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica italiana, ha ricevuto diverse onorificenze in patria e all'estero per il suo impegno civile. È stato anche senatore, prima nelle liste del PDS e poi del PD. È autore di numerosi saggi, tra cui ricordiamo Vaticano. Un affare di Stato e, con Sandro Provvisionato, Doveva morire e Attentato al Papa. La Repubblica delle stragi impunite ha vinto il Premio Roma 2013 per la saggistica. Con la Newton Compton ha pubblicato I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia e L'Italia segreta dei sequestri. Per saperne di più potete visitare la sua pagina Facebook....

Vaticano Massone

Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della chiesa di Papa Francesco

di Ferruccio Pinotti, Giacomo Galeazzi

VATICANO MASSONE  - LIBRO
Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della chiesa di Papa Francesco
di Ferruccio Pinotti, Giacomo Galeazzi

Massoneria e Chiesa. Massoneria e finanza.
  Massoneria e Vatileaks. Massoneria e dittatura argentina. 
 Massoneria e gesuiti. 
 Massoneria e papa Francesco. 
 I legami, il più delle volte occulti e segreti, tra Chiesa e massoneria sono tribolati e controversi, ma pure tra alterne vicende, sempre solidi. Ciò che da più parti si suggerisce e ventila è che dietro ai più recenti e rivoluzionari avvenimenti vaticani a partire dalle dimissioni di papa Benedetto XVI, ci sia la mano delle logge. E nei corridoi dei Sacri Palazzi si mormora che persino l'elezione del nuovo papa sia opera loro.
  Dopo un papato di chiusura come quello di Ratzinger, è probabile che siano molti tra gli affiliati a sperare di rinverdire grazie al gesuita Bergoglio le antiche simpatie tra Compagnia di Gesù e massoni.
 Basata su documenti scottanti - su tutti uno scambio epistolare inedito tra la Santa Sede e i vertici della massoneria - su interviste esclusive a personaggi chiave, come Licio Gelli, e su scrupolose ricostruzioni, un'inchiesta eclatante sugli intrecci molto stretti tra Chiesa, massoneria, politica, mafia, finanza.
 Un'indagine rigorosa che rende imperiosa una domanda: riuscirà il nuovo papa, lambito da sospetti (o almeno rumorosi silenzi) con la dittatura argentina, a sua volta fortemente massonica, a rinnovare davvero un'istituzione sulle soglie dell'anarchia?...
L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO
Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti
di Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza

Nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007), il libro di Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio.
 Con l’aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’attentato di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.
 Qualcuno, subito dopo l’attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè.
 “Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi”. Dall’introduzione di Marco Travaglio....

L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino

Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti

di Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza

Nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007), il libro di Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio.

Con l’aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’attentato di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.

Qualcuno, subito dopo l’attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè.

“Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi”. Dall’introduzione di Marco Travaglio....

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