La Grande Sostituzione: sicuri sia solo complottismo?

di Valerio Benedetti

In Francia il fenomeno ha già un nome: il “Grand Remplacement”. E cioè la “grande sostituzione” dei popoli europei con le imponenti masse di immigrati che stanno invadendo il Vecchio continente.

Grand RemplacementLa formula è stata coniata nel 2010 dallo scrittore francese Renaud Camus, bollato dall’informazione transalpina come “estremista di destra”. Un’etichetta che Camus ha sempre rifiutato. Forse è proprio per l’origine della dizione che la “Teoria della Gande Sostituzione” è stata subito derubricata alla voce “complottismo” o “cospirazionismo”. Ma che cosa postula questa teoria?

Semplice: prendi un popolo, magari in difficoltà economica e stagnazione demografica, e lo sostituisci con masse di disperati disposti a ogni paga e, possibilmente, più prolifici in fatto di nuove nascite. Il tutto deve essere poi sostenuto dai grandi mezzi d’informazione di massa, dalle oligarchie intellettuali, progressiste e occidentaliste e, infine dai grandi potentati economici.

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Si tratta, quindi, di complottismo? Be’, parliamone. Che l’immigrazione di massa sia un affare (concreto) per diversi soggetti e per le più svariate lobby di potere, è un dato ormai accertato. Pensiamo solo a Mafia Capitale e a quel Buzzi che in un’intercettazione telefonica dichiarò candidamente che “con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga”. Questo mostrò plasticamente – per chi non volle fare lo struzzo, beninteso – il marciume che ha sempre caratterizzato l’associazionismo di stampo para-mafioso delle cosiddette “cooperative rosse”.

Ma si pensi anche solo ai sermoni di Papa Bergoglio, sempre pronto a rampognare gli italiani per la loro scarsa disposizione all’accoglienza indiscriminata, mentre però la ‘Caritas’ fa soldi a palate grazie proprio alla gestione degli immigrati.

Non basta: giorni addietro sono stati documentati su queste colonne gli interessi fortissimi che le oligarchie finanziarie e internazionaliste nutrono nei confronti dei presunti “profughi”. Cosa c’entrano questi interessi con la “sostituzione di popolo”? C’entrano, eccome.

Teoria della Gande SostituzioneCi ha pensato Pier Carlo Padoan in persona a spiegarcelo. Marxista in gioventù, capitalista in accademia e al Fmi, Padoan è diventato ministro dell’economia nel governo Renzi nel febbraio 2014. Qualche tempo fa – non a caso al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione – Padoan ci ha voluto togliere ogni dubbio: “Tutta la UE e l’Italia a sua volta hanno un problema demografico. Quelli vicini alla pensione, tra cui c’è anche il sottoscritto, sono più dei giovani. Gli immigrati possono dare un contributo positivo in questo senso”.

Insomma, gli italiani fanno pochi figli, ma il ministro dell’economia non pensa assolutamente a incentivi e sovvenzioni alle giovani famiglie italiane: no, meglio affidarsi agli immigrati. E, se poi addirittura li facciamo italiani con lo ius soli, tanto meglio. Complotto? Voce isolata (seppur autorevole) quella di Padoan? Non proprio: dicono lo stesso, infatti, sia il Sole 24 Ore, cioè la Confindustria, sia anche demografi di chiara estrazione cattolica.

Poi, parliamoci chiaro: qui nessuno teorizza un piano perfetto, unitario, sistematico, che preveda la “grande sostituzione”. Complotto no, ma complotti che si intersecano, trame d’interessi che convergono, ideologie allucinate che si mobilitano, be’… questo sì. Tant’è che dicono tutto in pubblico, alla stampa, alle tv. Ci vogliono sostituire alla luce del sole. Ancora sicuri che sia solo complottismo?

Articolo di Valerio Benedetti

Fonte: http://www.ilprimatonazionale.it/

Libri e varie...
PROFUGOPOLI
Quelli che si riempono le tasche con il business degli immigrati
di Mario Giordano

Profugopoli

Quelli che si riempono le tasche con il business degli immigrati

di Mario Giordano

La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia.

Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile.

Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento.

Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti. E che fa gola a molti perché, come è noto, "gli immigrati rendono più della droga". Però l'impressione è che Mafia Capitale, che tanto ci ha indignato, sia solo l'inizio: c'è un pentolone da scoperchiare che non riguarda solo Roma, ma tutta Italia. Lo ha detto anche il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone: "Temo abusi di un sistema diffuso". Diffuso sì, ma quanto? Leggendo queste pagine ne avrete un'idea.

Profugopoli, infatti, vi anticipa gli scandali che stanno per scoppiare, e vi svela ciò che nessuno ha ancora svelato: le coop sospette che continuano inspiegabilmente a vincere appalti, i personaggi oscuri, gli affidamenti dubbi, i comportamenti incomprensibili di alcune Prefetture. Come si giustifica, per esempio, che nel Nordest si aggiudichi bandi di gara a ripetizione una coop modenese, guidata da uno studente ventiduenne, già segnalata per "gravi inadempienze, poca trasparenza e false comunicazioni"?

Tutti gli scandali sono insopportabili. Ma quelli che si fanno scudo della generosità sono i peggiori. E vanno denunciati, in primo luogo per rispetto ai tantissimi volontari perbene: questo libro è dedicato proprio a loro, che ogni giorno tendono la mano al prossimo senza ritirarla piena di quattrini. E che, perciò, non possono essere infangati da chi ha trasformato l'accoglienza in una grande mangiatoia. Perché se i volontari aiutano gli altri è per cercare di guadagnarsi il paradiso. Quello vero, non quello fiscale.

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