di Vladimiro Iuliano
Ecco perché la digitalizzazione è uno sbaglio che richiede di essere fermato e ripensato.

Come è noto, sta venendo fuori una verità sul Covid e sui vaccini dagli Usa inquietante. Un folto gruppo intorno al lobbista americano morto in strane circostanze Jeffrey Epstein, sembra avere “disegnato” e costruito la stessa “epidemia” Covid e la successiva distribuzione e imposizione coatta e obbligatoria dei vaccini.
Tale gruppo è stato in grado di controllare organismi internazionali, nazionali – privati e pubblici – e governi, influenzandone e decidendone le elezioni. L’Europa stessa è stato teatro di applicazione di tale inquietante programma enunciato dal World economic forum a livello mondiale.
Ogni forma di imposizione coatta si serve quanto può di macchinari e apparecchiature elettroniche digitalizzate, cioè di quanto di più lontano dalla espressione fattuale e manifestazione reale della volontà della persona. Vale a dire che quanto più sono accentrate in un unico software o algoritmo le volontà di una moltitudine di elettori, più queste saranno in balia del funzionamento stesso di quell’algoritmo o software. I quali sono e saranno sempre gestibili e manovrabili da pochi o anche solo da uno.
Non è un caso che il presidente Donald Trump stia riportando il meccanismo del voto e delle elezioni Usa alle schede e tessere elettorali cui corrisponda un documento di identità della persona elettore.
Non è mai indice di democrazia nascondere gli elettori dentro un software non avendo alcuna certezza né del suo funzionamento “democratico” e regolare, né tantomeno della reale e veritiera identità dell’elettore, di tutti gli elettori. La digitalizzazione è più funzionale alla macchinazione, al raggiro e all’imbroglio che alla democrazia. Lo stesso vale per le identità digitali personali – al posto della carta di identità, o della patente, o della tessera sanitaria – e via dicendo. Digitalizzare è accentrare e di fatto consegnare il potere e il controllo a chi gestisce il software della digitalizzazione.
Questo non significa che non si possa usufruire della modernità dell’abbandono del cartaceo per servizi e funzioni digitali, ma bisogna fare attenzione a, come si dice, non buttare il bambino con l’acqua sporca. Cioè va fatto cum grano salis.
Prendiamo ad esempio le passate elezioni presidenziali Usa del 2020, che il presidente Usa ha segnalato essere state a suo parere manomesse proprio tramite hacking del software medesimo per cui nella notte, a fronte di voti in gran numero a suo favore, sono stati immessi e conteggiati altri voi falsi a favore del suo contendente Joe Biden. Di conseguenza, Trump sostiene oggi, denunciandolo, di avere vinto le elezioni tre volte non due e che la presidenza Biden è nata da un fatto illecito. Ecco ciò che può la distorsione della digitalizzazione e dell’accentramento della medesima.
Una volta digitalizzata l’intera popolazione, ciascuno di noi è ridotto a un numero digitale – cosa già di per sé stridente con i diritti della persona e relativa tutela. E una volta che tutte le persone venono ridotte ad un numero, viene anche cancellata la possibilità di ciascuno di potere decidere autonomamente per sé, ad esempio di fronte ad aberrazioni e deliri collettivi. Si sarebbe trattato di questo, nel caso della obbligatorietà dei vaccini Covid non sicuri, non provati e tragicamente pericolosi.

In India il numero di persone digitalizzate che non riescono, proprio perché tali, ad accedere alle cure sanitarie ospedaliere, risulta essere esorbitante. La digitalizzazione, avendo quale propria caratteristica preminente l’accentramento, o meglio, la possibilità dell’accentramento delle decisioni, del potere e del controllo su tutti, smette di essere – anzi non lo è affatto – lo strumento che dobbiamo augurarci di avere a nostra disposizione, divenendo sicuramente strumento dannoso per la persona.
Le macchine e i computer, i software possono svolgere compiti di grande utilità, ma le persone non sono macchine e sono molto più complesse di queste. Per cui è necessario si tengano gli ambiti profondamente separati. Soprattutto se è coinvolta la democrazia, che altro non è che la somma delle volontà delle persone. E la sanità, che altro non è che la salute delle singole persone. E ogni altro aspetto e ambito che coinvolga la persona.
Articolo di Vladimiro Iuliano
Rivisto da Conoscenzealconfine.it



































