L’umanitá Sprofonda nella Spirale della Mostruosità Più Nera

L’umanità a Gaza è morta e noi siamo tutti coinvolti, oggi esiste il male in terra ed è la colonia israeliana in Palestina.

Il genocidio di Gaza ci insegna quanto la banalità del male sia tra noi: soldatesse bellissime e sorridenti che sparano alla testa di bambini di 4 anni e poi fanno yoga; soldati con la barba perfettamente definita che premono un pulsante e vedono sul monitor saltare in aria una famiglia intera. Le budella e i cervelli che si spargono ovunque in una pioggia rossa e gelatinosa, e poi la sera danno il bacio della buonanotte ai loro figli, rimboccandogli le coperte senza provare nessun rimorso.

50 Mila morti di cui i nostri telegiornali non mostreranno mai i volti perché “servi dei servi dei servi”.

L’umanità a Gaza è morta e noi siamo tutti coinvolti, oggi esiste il male in terra ed è la colonia israeliana in Palestina. Oggi il male esiste ed è nei sorrisi di chi balla e si diverte nelle discoteche e nei rave quando a pochi km altri esseri umani muoiono letteralmente in massa di fame.

Oggi il male esiste ed è in chi ruba la terra: chiedi a un israeliano dove sono nati i loro nonni o bisnonni e nella risposta capirai dove è il torto, lì capirai la natura di una colonia.

Ma io vedo una luce, ed è nel volto di un palestinese che sceglie di morire ma in piedi, che sa che nessuno ricorderà il suo nome. Ma in quell’attimo di coraggio, umanità e giustizia c’è tutta la grandezza del mondo. La vita è un soffio e vale la pena che sia vissuta a testa alta.

In questa storia ci sono i mostri, i servi, i leccapiedi e gli eroi. Gli eroi sono immortali.

Difendiamo l’umanità, difendiamo GAZA per salvare tutti gli esseri umani su questo pianeta. La Palestina lotta per la giustizia del mondo intero contro il sopruso più grande che puó esistere, quello di essere cacciati dalla propria terra.

Se la palestina muore siamo tutti noi a morire.

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Fonte: https://t.me/FraQuibla

L’ALTRA STORIA D’ITALIA (1802 - 1947)
Volume Primo
di Lamberto Rimondini

L’Altra Storia d’Italia (1802 - 1947)

Volume Primo

di Lamberto Rimondini

Questo libro è un viaggio nel tempo, e per fare davvero questo viaggio occorre lasciare a casa tutti i pregiudizi e portare con se il desiderio di comprendere come realmente agisce il potere.

Ci sono verità scomode e inaspettate, che però – se approfondite – possono dare risposta a interrogativi irrisolti del secolo scorso, per avere finalmente un quadro reale della situazione odierna.

Con l’introduzione di Diego Fusaro questo primo testo risponde alle numerose domande legate alla nostra storia.

  • Chi ha voluto e finanziato l’unità d’Italia?
  • Chi sono e da dove prevengono le migliaia di uomini che (con Garibaldi) hanno distrutto il Regno di Napoli?
  • Perché è stato distrutto il Regno delle Due Sicilie?
  • Chi ha controllato finanziariamente e politicamente il Regno d’Italia?
  • Chi ha voluto e finanziato il fascismo?
  • Da chi è stato voluto l’assassinio dell’Onorevole Giacomo Matteotti?
  • Chi ha deciso la morte di Mussolini e chi l’ha ucciso?
  • Chi ha finanziato la Resistenza in Italia?
  • Chi ha vinto il referendum del 1946?
  • Perché il trattato di pace di Parigi del 1947 ha allegati segreti?

La storia d’Italia è complessa, in quanto il nostro Paese è, geograficamente, al centro del Mediterraneo e, di conseguenza, è geopoliticamente rilevante quale confine naturale tra Africa, Europa dell’est, e quindi Asia, Medio Oriente e nord Europa.

Per questa ragione tutta geografica, quindi geopolitica, l’Italia è sempre stata controllata da chi ha avuto, ed ha, mire di dominio sul Mar Mediterraneo.

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo è un'oceano." - Isaac Newton

La storia d’Italia è complessa, in quanto il nostro Paese è, geograficamente, al centro del Mediterraneo e, di conseguenza, è geopoliticamente rilevante quale confine naturale tra Africa, Europa dell’est, e quindi Asia, Medio Oriente e nord Europa.

Per questa ragione tutta geografica, quindi geopolitica, l’Italia è sempre stata controllata da chi ha avuto, ed ha, mire di dominio sul Mar Mediterraneo.

"Ciò che sappiamo è una goccia, ciò che ignoriamo è un'oceano." - Isaac Newton

«Il libro che il lettore stringe tra le mani è uno di quelli che non fanno pace con il mondo. È un testo che un tempo, prima che Il Capitale divorasse anche la Critica, si sarebbe detto “Critico”: lo è a partire dalla dedica, che si rivolge, in sostanza, a quanti sentono che anche nel tempo dell’end of history qualcosa, dopo tutto, continua a mancare.

Rimondini fa sua la nota riflessione marxiana, secondo cui la storia è sempre storia di lotte di classe: storia degli interessi delle élites dominanti, che li impongono, non di rado con metodi niente affatto idilliaci, all’intera società.

Il sistema mediatico – ha ragione Rimondini – è, nel suo complesso, l’articolato dispositivo fintamente polifonico che deve sempre di nuovo ribadire il punto di vista dei dominanti, facendo sì che esso possa imporsi anche ai dominati e assumere lo statuto di punto di vista generale.

Nuotando contro le onde della storia, come avrebbe detto Nietzsche, il nostro autore prova a ricostruire la conflittualità tra dominanti e dominati – ora aperta, ora latente – lungo il piano del suo sviluppo storico, nei suoi momenti fondamentali e nelle sue figure principali».

- Diego Fusaro -

«Uno degli aspetti più tragici del nostro rapporto con il mondo è la dimensione totalizzante assunta dal capitalismo: i padroni del vapore fanno quello che vogliono e, grazie al controllo dei media, raccontano quello che vogliono.

Le guerre scatenate per soffocare gli Stati ricchi di materie prime vengono così giustificate ipocritamente con gli alibi sempre efficaci della libertà, della difesa della democrazia, della religione, della pace minacciata, della nostra civiltà, del nostro stile di vita.
“Toglietevi gli occhiali bifocali e rivoltate anche le pietre!” – ci dice in estrema sintesi Lamberto Rimondini.

Questo, almeno, è il messaggio principale che mi sembra si possa estrapolare da questo suo libro così freddo e così passionale. Togliamoci anche noi gli occhiali bifocali, e guardiamo con i nostri occhi cosa c’è sotto i sassi. Forse sotto i sassi ci sono i lombrichi e non i tesori».

- Carlo D’Adamo -

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