L’omicidio di Luigi Tenco

di Paolo Franceschetti

La morte di Luigi Tenco è stata definita (sul sito ‘Misteri d’Italia’) una delle indagini più demenziali e pasticciate mai svolte in Italia.

Presentato, come molti altri casi simili, sotto veste di suicidio, è in realtà un palese omicidio. Anzitutto, una prima stranezza riguarda il foro d’entrata; la stranezza sta nel fatto che un calibro 7.65 a contatto, avrebbe spappolato il cranio e non fatto un semplice buco. L’altra cosa strana è che quel foro d’entrata non presenta micro-bruciature, tipiche di un colpo d’arma da fuoco sparato a contatto (il suicida solitamente appoggia la pistola ponendola a contatto con la pelle).

Sono state trovate residui di polvere da sparo sulla tempia destra, ma sulla mano che avrebbe sparato, è stato trovato solo antimonio, di fatto rendendo il guanto di paraffina negativo e non positivo come attestano gli esiti della riesumazione nel 2006.

Libri e varie...

Tenco si sarebbe sparato un colpo in testa, con una PPK 7.65 (ma altre fonti indicano una Beretta calibro 22), in una camera d’albergo (la 219), ma nessuno ha sentito niente. Alcune foto mostrano che sul volto di Tenco ci sono ferite lacero contuse. Come se fosse stato picchiato. Una è addirittura dietro la testa. Questo in contrasto con il rapporto della polizia (questo ricorda molto il “caso Manca”).

Gli organi di PG giunti sul posto portano il cadavere all’obitorio senza effettuare i rilievi di rito. Di conseguenza il cadavere sarà nuovamente trasferito nella stanza d’albergo. Particolare curioso: la camicia di Tenco è bianca, linda, e nel secondo trasporto scompare la macchia di sangue, che compariva sulla camicia la prima volta. Come se qualcuno lo avesse rivestito per l’occasione.

Il corpo di Tenco risulta sporco di sabbia in più punti. La circostanza è apparentemente inspiegabile, visto che aveva passato la serata al ristorante con amici e poi – secondo le ricostruzioni – si sarebbe diretto subito in albergo.

E poi il solito balletto di incertezze sull’ora della morte, ad oggi mai appurata, sulla posizione del cadavere, l’autopsia mai fatta, la prova del guanto di paraffina non effettuato. La solita storia. Il solito copione già visto in centinaia di casi, Cagliari, Gardini, Niki Aprile Gatti, Attilio Manca, di recente Stefano Anelli.

Infine. Il biglietto lasciato da Tenco per spiegare la sua morte dice: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda ‘Io, tu e le rose’ in finale e una commissione che seleziona ‘La Rivoluzione’. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.

Il biglietto sarà giudicato autografo da una perizia, ma dopo oltre trenta anni (evidentemente i periti se la sono presa comoda e hanno analizzato una parola all’anno). In realtà alcuni esperti che conoscevano Tenco sostengono che la firma sia falsa e pare che il biglietto sia stato artefatto. In effetti, comparando la firma del biglietto con quella del cantautore, ne viene fuori un tratto completamente diverso.

Da notare poi che Arrigo Molinari, il questore che all’epoca dette la notizia del “suicidio” di Tenco, telefonò all’Ansa, prima di essere giunto a fare un sopralluogo personalmente. Insomma, aveva già appurato il suicidio, senza aver mai visto il cadavere. Per sentito dire cioè.

La verità è che Tenco è stato ucciso sulla spiaggia e poi riportato nella stanza 219 dell’Hotel Savoy, ecco perché nessuno ha udito il colpo di pistola, ecco perché il corpo è stato immediatamente portato in obitorio e poi ritrasportato in camera (era improbabile come omicida), ecco perché gli hanno cambiato la camicia (era sporca di sabbia), ecco perché gli hanno nascosto i piedi sotto il cassettone (era necessario per non far vedere la sabbia sulle scarpe). In conclusione: quello di Tenco è stato un omicidio.

Resterebbe da capire il perché dell’omicidio. Il cosiddetto movente. Al riguardo può essere utile ricordare che secondo l’esperto di servizi segreti Aldo Giannuli, Tenco era stato indicato in una lista del Sifar come persona scomoda e sovversiva.

Uno contro il sistema, insomma. Da eliminare. Come Rino Gaetano, come De Andrè, come Pasolini, come tanti altri di cui ancora neanche si sospetta che siano morti per altri motivi rispetto a quelli che le versioni ufficiali ci hanno riportato.

Aggiungo una nota finale. Il biglietto è stato artefatto non a caso, perché comparissero quelle “rose” nella giustificazione della morte; rose, che, unite alla data della morte, 27.1.1967 (la cui somma fa 33), danno la firma della Rosa Rossa (ordine massonico).

Articolo di Paolo Franceschetti

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://petalidiloto.com/2010/12/lomicidio-di-luigi-tenco.html

Libri e varie...
SISTEMA MASSONICO E ORDINE DELLA ROSA ROSSA - VOL. 2
Il conflitto tra Massoneria, Vaticano e Rosacroce per il controllo spirituale della società
di Paolo Franceschetti

Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa - Vol. 2

Il conflitto tra Massoneria, Vaticano e Rosacroce per il controllo spirituale della società

di Paolo Franceschetti

In questo secondo volume prosegue l'analisi dell'omicidio massonico, ma la ricerca diventa sempre più complessa, perché la storia della massoneria si intreccia con quella della Chiesa Cattolica e con la figura di Gesù, attorno alla quale le due organizzazioni si sono fatte una guerra spietata.

Si arriva quindi a capire come Massoneria e Chiesa Cattolica siano due facce della stessa medaglia, di cui l'una non potrebbe esistere senza l'altra. Si approfondisce anche la storia del Cristianesimo, evidenziando la lotta perpetrata nei secoli per nascondere la verità su molti aspetti della storia di Gesù, con i tentativi, da parte dei rosacroce e delle società segrete, di preservarne la realtà storica e spirituale.

Tra le vicende giudiziarie che in questo volume iniziano a delinearsi (per trovare la conclusione nel terzo volume) c'è la vicenda delle Bestie di Satana. L'autore, nel corso delle sue ricerche come legale di Paolo Leoni e di Nicola Sapone (considerati i leader della setta), è arrivato a scoprire che i ragazzi coinvolti nella vicenda sono quasi tutti innocenti, mentre i colpevoli veri dovrebbero essere cercati altrove, ai vertici dello stato.

Trattandosi di una vicenda giudiziaria tra le più importanti al mondo in tema di satanismo (insieme alla vicenda Manson in America del 1969), essa è stata il punto di osservazione privilegiato per capire come dietro alle vicende di sangue che vengono trattate dai media come normali casi di cronaca nera, ci siano in realtà feroci lotte politiche o culturali tra centri di potere riconducibili, ancora una volta, alla Chiesa Cattolica o alla Massoneria.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *