L’Inferno in terra: 10 tra le peggiori Carceri del mondo

L’atteggiamento di un paese nei confronti della giustizia penale e, quindi, delle carceri, è un indice del suo grado di civiltà.

Al di là delle mega-opere che un paese può costruire per mostrare al mondo e ai propri cittadini la sua importanza, non c’è niente di più veritiero circa il grado di civiltà di quel paese che guardarne lo stato delle carceri. Un po’ come giudicare il grado di pulizia di un ristorante andando a vedere come vengono manutenuti i servizi igenici.

Così facendo, ci si rende conto che, nel mondo, sono davvero poche le nazioni che possono essere considerate civili. Tra queste non c’è nemmeno l’Italia, ripetutamente condannata dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo per le carceri sovraffollate, disumane e fatiscenti (l’ultima condanna è di qualche mese fa). Ma iniziamo questo viaggio da incubo nelle 10 peggiori carceri del mondo.

LA SABANETA (Venezuela)

Grave sovraffollamento, violenze di gruppo, abusi e malattie. Questi i motivi per cui questa prigione è stata tra le peggiori del mondo. Secondo The Telegraph, il Venezuela è il secondo paese più violento al mondo, con oltre una persona uccisa ogni 1.000 ogni anno. La maggior parte degli assassini catturati finivano a La Sabaneta, un carcere progettato per contenere al massimo 700 detenuti, ma che ne deteneva circa 3.700. Nel 2013 la prigione è stata chiusa.

BANG KWANG CENTRAL PRISON (Thailandia)

Originariamente progettata per contenere non più di 3.500 detenuti, questa prigione scherzosamente definita come Bangkok Hilton, ne detiene 8.000, il 10% dei quali è nel braccio della morte. I prigionieri sono malnutriti e vessati dalle guardie, notoriamente molto violente.

L’ISOLA DI PETAK (Russia)

Conosciuta come “Alcatraz della Russia”, questa prigione ospita alcuni dei criminali più pericolosi del paese. Molti di loro, alla fine della pena, si troveranno in uno stato mentale molto peggiore di quando erano entrati. Secondo la psicologa della prigione, si tratta di un posto che distrugge le persone e, infatti, dopo tre o quattro anni, la personalità di qualsiasi carcerato si deteriora irrimediabilmente.

PENAL DE CIUDAD BARRIOS (El Salvador)

È il carcere dove vengono detenuti i criminali più violenti del paese, con un rapporto tra guardie e prigionieri spaventoso: 1 guardia ogni 50 detenuti. Ecco perchè al Penal de Ciudad Barrios si sono create gerarchie criminali che gestiscono la vita carceraria.

DIYARBAKIR (Turchia)

La Turchia vanta record poco invidiabili circa il rispetto dei diritti umani ma, all’interno delle sue prigioni, le cose stanno anche peggio. Le condizioni a Diyarbakir sono così estreme che i detenuti hanno tentato di tutto, dagli scioperi della fame all’impiccagione, per cercare di attirare l’attenzione sulle atrocità commesse in questo luogo. Tuttavia, finora, il governo turco non ha fatto molto per migliorare condizioni tanto drammatiche.

CAMPO 22 (Corea del Nord)

Nonostante l’assenza di dati ufficiali, si pensa che Campo 22 ospiti oltre 50.000 uomini, donne e bambini. I detenuti sono costretti a lavorare 12 ore al giorno, per 7 giorni alla settimana, trasportati nei campi e nelle miniere del paese, spesso in condizioni di grave denutrizione.

GITARAMA (Ruanda)

Detiene il titolo di prigione più sovraffollata del mondo, con 7.000 detenuti in un edificio progettato per contenere un massimo di 400 persone. Sono così estreme le condizioni che si verificano mediamente 20 morti al giorno, tra uccisione delle guardie per tentativi di fuga, malattie virali ( AIDS per esempio) e conflitti tra detenuti.

PRIGIONE DI NAIROBI (Kenya)

Questo carcere è stato costruito nel 1911 per ospitare 800 prigionieri. Oggi ci vivono quasi 4.000 carcerati. Secondo la BBC, 12 detenuti sono costretti a condividere gabbie piccole e luride destinate ad un massimo di 3 persone.

BLACK BEACH (Guinea Equatoriale)

Malnutrizione, sovraffollamento, torture, malattie croniche, brutalità delle guardie carcerarie e topi dappertutto, sono i principali drammatici problemi della prigione di Black Beach.

SAN JUAN DE LURIGANCHO, Lima (Perù)

Tristemente famosa per essere una delle prigioni più dure del Sud America e del mondo, i problemi di San Juan de Lurigancho derivano in gran parte dal grave sovraffollamento. Originariamente progettata per contenere un massimo di 2.500 detenuti, attualmente ne contiene circa 11.500. Le violenze avvenute all’interno del carcere sono entrate nella storia della cronaca, come quando sono morti 90 detenuti durante una rivolta (1986) o come l’uccisione di una ragazza peruviana, fidanzata di un detenuto e seppellita sotto il pavimento della cella.

Fonte: http://www.metallirari.com/inferno-terra-10-peggiori-carceri-mondo/

Libri e varie...
SOLITUDINE DIGITALE
Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale?
di Manfredi Spitzer

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Difendiamo noi stessi e i nostri figli, dalle leggi del mercato!

Siamo malati di cyber, ma Spitzer condanna gli eccessi d'uso della tecnologia, perchè, come in medicina, è la dose che fa il veleno..."

Frankfurter Allgemeine

La digitalizzazione della nostra vita quotidiana progredisce a ritmi vertiginosi e non sempre questo costituisce un vantaggio. Se per rispondere a qualunque domanda ormai attingiamo al nostro smartphone, indifferenti che le nostre tracce siano registrate, memorizzate e analizzate nelle banche dati per poi essere interpretate, vendute e usate indebitamente, vuol dire che non riusciamo più a fare a meno delle tecnologie digitali, che ne siamo dipendenti.

Sono però note a tutti le patologie "cibernetiche" e le conseguenze sulla salute nostra e dei nostri figli dovute all'uso sempre più intensivo di computer, social e giochi elettronici. Non si tratta di ostilità nei confronti della tecnologia, ma di veri e propri effetti collaterali indesiderati come stress, perdita di empatia, depressione, disturbi del sonno e dell'attenzione, incapacità di concentrarsi e di riflettere, mancanza di autocontrollo e di forza di volontà.

I bambini, in particolare quelli che non sanno ancora leggere e scrivere, sono danneggiati nelle loro capacità sensoriali, e bullismo e criminalità informatica completano il quadro di una situazione che ci sta sempre più sfuggendo di mano.

L'appello che Manfred Spitzer lancia in questo libro è di reagire per non lasciare che le nostre vite siano dominate dalle lobby del settore che ogni giorno ci bombardano con messaggi su quanto siano importanti e utili i media digitali, su come rendano intelligenti i giochi al computer, sul fatto che pc e connessioni Internet devono essere a disposizione di ogni studente, che le scuole devono essere dotate di wireless e che le tecnologie informatiche ci garantiranno un futuro perfetto.

Lasciamo ai nostri figli un pianeta devastato, facciamo in modo che non siano le leggi del mercato a dominare completamente le loro vite, occupiamoci della loro istruzione e della loro salute sviluppando le loro capacità critiche, la loro autonomia di giudizio e l'amore per la libertà da cui nascono il rispetto di se stessi e degli altri, colonne portanti di una sana società civile.

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