Kissinger: senza un accordo con Pechino sarà Guerra globale

di Davide Malacaria

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina può diventare una guerra vera e propria, così Henry Kissinger in una convegno organizzato da Bloomberg (al Manar).

“Se lasciamo che il conflitto si deteriori, l’esito potrebbe essere anche peggiore di quanto successo in Europa” nel ventesimo secolo, ha affermato l’ex Segretario di Stato Usa, aggiungendo che “la prima guerra mondiale è scoppiata a causa di una crisi relativamente minore” e ricordando che fu combattuta con armi molto meno distruttive di quelle odierne.

In un discorso precedente, aveva affermato che le “inevitabili” diversità di interessi tra le due potenze, che generano dialettica, devono essere gestite superando le attuali pretese di abbattere il rivale (più americane che cinesi in realtà). Infatti, ha detto, “non è più possibile pensare che una parte possa dominare l’altra” (Global Times).

Sanzioni contro Hong Kong

L’allarme di Kissinger cade in un momento particolare. In questi giorni il Senato americano ha approvato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, che sanziona le autorità di Hong Kong per la repressione contro i manifestanti che da mesi stanno mettendo a ferro e fuoco la città.

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La legge prevede che gli Stati Uniti anno per anno dovranno monitorare la tenuta democratica della città e revocare, nel caso di criticità sul punto, il suo status privilegiato per gli scambi commerciali con gli Usa. Ciò ha suscitato le ire di Pechino, che peraltro denuncia il sostegno americano ai manifestanti, evidentemente gradito ai rivoltosi, date le tante bandiere americane che agitano al vento.

Per la Cina si tratta di un’ingerenza indebita e irricevibile in quella che Pechino considera una questione interna, peraltro a ragione dal punto di vista del diritto internazionale, dato che Hong Kong è cinese.

Tra l’altro, finché il contrasto ai manifestanti si limita a quanto visto finora, appare del tutto ingiustificata: si è visto ben di peggio in Spagna, nel corso delle proteste indipendentiste catalane; o in Francia, nella repressione dei gilet gialli (e altrove).

Un siluro ai negoziati Usa-Cina

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L’iniziativa legislativa, dopo un passaggio alla Camera, piomberà come un bomba sulla scrivania di Trump, chiamato a controfirmarla, nonostante stia conducendo una serrata trattativa con Pechino per porre fine alla guerra commerciale sino-americana.

Una bomba intelligente contro l’intesa… Infatti, Trump vuole a tutti i costi accordarsi con la Cina prima delle presidenziali del 2020. Spera in tal modo di offrire nuove opportunità al suo Paese, consolidando quella crescita dell’economia e dell’occupazione che può già vantare e che spera gli ottenga la vittoria.

Se invece il negoziato non andrà in porto, il conflitto sarà usato dai nemici di Trump per dimostrare la fallacia della sua politica economica, basata sul confronto muscolare come arma per giungere ad accordi commerciali favorevoli. Non solo, il collasso delle trattative avrebbe ripercussioni nefaste per l’intera economia globale, America compresa. Un crollo che Trump pagherebbe alle urne.

Anche per questo, i suoi avversari sono tanto attivi nel mettergli i bastoni tra le ruote, siano essi democratici, che all’impeachement contro Trump vogliono aggiungere anche questa criticità, siano essi neocon, ora avversari del presidente e convinti della necessità di uno scontro esistenziale con la Cina.

Il voto dei repubblicani sulla legge, indica che sulla controversia con Pechino i neocon del partito, Marco Rubio su tutti, hanno avuto influenza decisiva. Peraltro, la convergenza unanime del Congresso, indica alla Cina che la strada è tracciata: se aveva riposto tacite speranze che un cambio di guardia alla Casa Bianca ponesse fine alla guerra dei dazi, ora sa che anche un eventuale presidente democratico sarebbe avverso al Dragone. Circostanza che rende la Cina ancora più diffidente riguardo agli Usa.

Xi Jinping: non cerchiamo il primato globale

Nonostante tutto, è di qualche giorno fa una dichiarazione distensiva del presidente cinese Xi Jinping, che ha chiarito: con gli Usavogliamo lavorare per un accordo iniziale sulla base del rispetto reciproco e dell’uguaglianza”.

“Se necessario, reagiremo”, ha aggiunto, “ma abbiamo lavorato attivamente per cercare di evitare una guerra commerciale. Non abbiamo iniziato noi questa guerra commerciale né la vogliamo (Reuters). Dove anche l’accenno a un’eventuale reazione va valutato in tutto il suo peso.

Parole che seguono una dichiarazione del presidente cinese ancora più distensiva, riferita dall’agenzia di stampa Xinhua: “la Cina non intende sostituire alcun potere, il suo obiettivo è piuttosto ‘ripristinare la dignità e lo status che il Paese merita’ “. “La storia umiliante della Cina come Paese semi-coloniale e semi-feudale non si ripeterà mai più”, ha concluso.

Anche per il cenno all’umiliante passato coloniale la questione Hong Kong, strappata alla Cina dalla Gran Bretagna grazie alla guerra dell’oppio, rappresenta un nervo scoperto.

Kissinger in Cina

Così torniamo a Kissinger. Venerdì 22 novembre si è recato in Cina, dove si è incontrato con Xi, il quale ha elogiato il suo decennale impegno in favore dei rapporti sino-americani (Xinhua). Per parte sua, Kissinger ha rinnovato la sua convinzione della necessità di una convivenza pacifica, seppur dialettica, delle due potenze. Necessaria non solo a Washington e Pechino, ma alla stabilità globale.

Un incontro pubblico e non riservato, quello tra i due, cosa che gli conferisce una sorta di ufficialità. Dati i fecondi rapporti tra Kissinger e Trump, si può desumere che egli sia andato in Cina per tentare di smussare le attuali asperità e favorire così il sospirato accordo tra i due Paesi. Ma la strada resta impervia.

Articolo di Davide Malacaria

Fonte: http://piccolenote.ilgiornale.it/43051/kissinger-senza-accordo-con-pechino-sara-guerra-globale

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LA VERITà NASCOSTA - DEEP TRUTH
Sulle origini dell'umanità e il suo destino futuro
di Gregg Braden

La Verità Nascosta - Deep Truth

Sulle origini dell'umanità e il suo destino futuro

di Gregg Braden

Come possiamo compiere le scelte più importanti della nostra vita finché non veniamo a conoscenza della verità più profonda della nostra esistenza?

In che modo possiamo sapere quali leggi approvare, quali politiche attuare e come affrontare le minacce future, finché non accettiamo le scoperte che ci rivelano qual è il nostro rapporto con la terra, la ciclicità della storia e il motivo che ci porta a scegliere fra la guerra o la pace?

Gregg Braden, in questa nuova e straordinaria opera, ci offre l'opportunità di scoprire le prove che stanno riscrivendo la storia delle nostre origini, della storia umana, del destino e del fato dell'umanità. Importanti scoperte che cambiano il modo in cui si concepisce tutto, dai nostri rapporti interpersonali alla civiltà stessa.

Quando i fatti divengono chiari, le scelte a nostra disposizione si fanno evidenti.

Per la prima volta nella storia umana, il nostro futuro è affidato alle scelte di una singola generazione. Siamo giunti alla cosiddetta "ora zero", durante la quale dobbiamo risolvere le minacce che si stanno manifestando ora nel nostro mondo e nella nostra vita. I mutamenti climatici, il crollo dell'economia, una crescente carenza di cibo e di acqua potabile, l'aumento dei livelli di povertà e di malattia e l'incombente minaccia di una guerra globale, sono crisi che ci toccano nell'immediato e le cui soluzioni si fondano sul modo in cui noi concepiamo la nostra presenza nel mondo.

 

"Un nuovo mondo sta emergendo davanti ai nostri occhi. Dalle crisi globali del terrorismo, del crollo dei sistemi economici e della guerra, alle credenze profondamente personali che circondano l'aborto, i rapporti e la famiglia, i temi che ci dividono rappresentano un chiaro riflesso del modo in cui concepiamo noi stessi e il mondo. La veemente natura delle nostre divisioni è anche un chiaro segno che dobbiamo rinnovare la nostra concezione dei nostri più amati rapporti.

Alcune nuove scoperte concernenti le nostre origini, il nostro passato e le convinzioni più radicate sulla esistenza umana ci inducono a ripensare le credenze tradizionali che definiscono il mondo e la nostra vita, credenze che provengono dalle false ipotesi di una scienza incompleta e obsoleta. Così facendo, le soluzioni alle sfide della vita diventano ovvie, e le scelte si fanno evidenti.

Questo libro si impegna a rivelare le più profonde verità della vita umana mediante la condivisione di scoperte scientifiche che devono ancora comparire sui libri di scuola e nelle aule scolastiche, e che tuttavia detengono la chiave della nostra concezione del mondo, del nostro prossimo e di noi stessi".

 

La crisi: Gregg Braden, autore di bestseller e scienziato visionario, suggerisce che i temi più caldi che dividono le famiglie e i popoli... e che portano alla guerra, al terrorismo, alll'aborto, al genocidio, alla povertà, al collasso economico, ai cambiamenti climatici, alle minacce nucleari... sono in realtà collegati. Questi problemi provengono tutti da una visione del mondo basata sui presupposti falsi di una scienza incompleta.

La storia: le credenze obsolete della nostra moderna visione del mondo ci hanno portato sull'orlo del disastro e della perdita di tutto ciò che amiamo come civiltà. La nostra riluttanza ad accettare le nuove scoperte sul nostro rapporto con la terra e il nostro antico passato, ci tiene bloccati nel pensiero e ha portato alle crisi che minacciano la nostra vita di oggi.

I fatti: il metodo scientifico consente di assimilare nuove informazioni nelle nostre credenze esistenti.

L'opportunità: occorre conoscere le scoperte che cambiano 150 anni di credenze scientifiche, ma che ancora non sono riflesse nel pensiero delle persone...

I presupposti falsi dell'evoluzione umana e della teoria darwiniana ("lasciare che i più forti vivono e i più deboli muoiano") si riflettono nelle aziende e nella società... Braden rivela nuove scoperte che cambiano il nostro modo di pensare. Quando i fatti diventano chiari, le nostre scelte si fanno evidenti!

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