John Bramblitt, opere e citazioni

di Lilia Zito

“Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell’uso che ne facciamo, nell’immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi”. Helen Keller

bramblittJohn Bramblitt è un artista statunitense che vive a Denton, in Texas. I suoi dipinti, ormai noti in tutto il mondo, sono dei veri gioielli ed emanano un’intensa luminosità che accarezza il cuore. L’uso del colore, giocato nella sua massima intensità, irradia una potente energia che dona benessere a chi osserva i suoi dipinti. Un’arte rasserenante e solare. Un’arte, incredibile a dirsi… nata dalla cecità.

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Prima di dedicarsi all’arte, John studia presso l’Università del North Texas a Denton, dove si laurea con il massimo dei voti. Il suo sogno è quello di diventare un insegnante di scrittura creativa.

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Tuttavia, a causa di complicazioni sorte durante un attacco epilettico e, colpito dal morbo di Lyme, Bramblitt perde la vista nel 2001. I suoi sogni si frantumano e precipita in una profonda depressione. Non riesce più a relazionarsi con i suoi familiari e con gli amici. E un senso di profonda solitudine lo attanaglia ferocemente.

All’improvviso avviene qualcosa di sorprendente. Un profondo interesse per l’arte scuote la sua inerzia e John comincia a scoprire la pittura, imparando a distinguere le diverse vernici colorate attraverso il tatto. 

John sente i colori attraverso una visualizzazione tattile che gli consente di imprimere sulla tela i soggetti creati dalla sua mente. E, grazie alla sua abilità tattile nel seguire le linee in rilievo sulla tela, riesce ad intraprendere il sentiero che lo conduce a realizzare incantevoli dipinti, che includono persino ritratti di persone mai viste, tra cui la moglie e il figlio.

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“Quando ho cominciato, era quasi come se stessi cercando di gettare la mia cecità indietro, di vedere oltre, nel volto di Dio. Così, proprio come se fosse stato il Suo piano, sono venuto a patti con la mia cecità e non ho più smesso di dipingere“, racconta il pittore.

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La sua viene definita una “cecità funzionale” che gli consente solo di poter percepire le varie sfumature di luci e di ombre e quindi di distinguere il giorno dalla notte.

bramblitt 4“In pratica, non uso la vista come farebbe qualsiasi artista vedente, bensì uso esclusivamente il tatto”, scrive sul suo sito web, “Le linee in rilievo mi permettono di capire come sto disegnando sulla tela”.

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Non può vedere i suoi dipinti. Ma li sente e continua a perfezionare la sua incredibile tecnica.

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Quando espone i suoi quadri nasconde la sua cecità non perché provi vergogna della sua disabilità, ma solo per evitare di essere compatito. Così, infatti, manifesta tale scelta: “Se una persona acquista un mio dipinto, lo deve fare perché le piace veramente“.

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“Tutti i miei acquerelli e le mie bottiglie hanno le scritte in Braille, e quando mescolo i colori uso delle ricette. In altre parole, metto insieme alcune porzioni di ciascun colore di cui ho bisogno per ottenere la giusta tonalità. È un po’ come fare una torta”.

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Ma la straordinarietà di questo pittore non risiede solamente nella sua arte e nella sua enorme forza di volontà, unita ad un grande amore per la vita, che lo hanno aiutato ad uscire dal buio della sua menomazione, John insegna ai bambini non vedenti a dipingere, spronandoli dolcemente a superare la loro disabilità e trasmettendo loro la felicità di poter creare.

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Inoltre è stato in grado di ampliare le sue conoscenze sviluppando una tecnica grafica consona alle persone non vedenti, una tecnica ormai notoriamente diffusa con il nome di “Stile Bramblitt”.

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Così commenta Bramblitt: “La comunità dei ciechi è sempre stata isolata perché la gente conta soprattutto su ciò che vede. Ma io non sopporto di essere intrappolato o etichettato“.

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“Il passo più importante è stato la ricerca di nuovi materiali che sostituissero virtualmente le mie pupille. Le linee che traccio sono spesse e sporgenti in modo da delimitare gli spazi nei quali stenderò il colore. Utilizzo anche una vernice più densa, che lascia un’impronta palpabile sulla tela. Il quadro assume così l’aspetto di una scultura, che riesco a sentire al tatto”.

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“Si può distinguere, pur senza la vista, ma soltanto attraverso il tatto, la varietà dei colori su un quadro. Ciascuno ha una trama diversa: il nero è liscio e fluido, il bianco è denso e corposo e le tonalità di mezzo derivano dalla combinazione delle varie densità”.

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Inizialmente John detesta i suoi dipinti, pensa siano brutti e si ritiene “fortunato” di non poterli vedere. Ma con il tempo ha acquisito più fiducia in se stesso e, grazie all’arte, è riuscito a sconfiggere il dolore e la rabbia che si erano insinuati in lui.

bramblitt 13Sicuramente il desiderio di toccare i suoi dipinti per comprenderne ancor più la grandezza, sebbene sia già visibile dalle immagini, è enorme in ognuno di noi. John ha mostrato al mondo che dal tormento e dal rancore nei confronti di una vita spesso profondamente ingiusta, può sprigionarsi un’incredibile energia che può indurti a cimentarti in qualcosa di apparentemente folle. Come può un non vedente dipingere? La sua arte rappresenta una sfida alla vita. Non vedi? Dipingi. Questo sembra essere il suo messaggio al mondo.

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Ormai noto in tutto il mondo, John crea anche dei quadri che rimandano a quelle immagini della terra in cui è nato, il Texas, impressi eternamente nella sua mente. Si può vedere anche senza possedere il dono della vista, sembrano sussurrarci i suoi quadri. E la sua storia può costituire un esempio per tutti, non solo per i non vedenti che hanno la fortuna di attingere alla sua esperienza, ma anche per tutti noi, spesso travolti da banalità quotidiane ed incapaci di scorgere la bellezza che ci circonda.

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Felicemente sposato con un bambino, sostiene che dentro ognuno di noi c’è un artista che ha solamente bisogno di essere aiutato a venir fuori. Per poter contattare John Bramblitt, acquistare una delle sue opere e stampe, o semplicemente per ammirare le sue stupefacenti creazioni, basta cliccare qui.

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Consiglio a chi conosce l’inglese l’acquisto del suo libro “Shouting in the Dark: My Journey Back to the Light” e la visione del seguente video in cui Bramblitt spiega il suo rapporto tra arte e cecità.

Articolo di Lilia Zito

Fonte: http://lacapannadelsilenzio.it/john-bramblitt-lartista-non-vedente-che-sente-i-colori/

LE SETTE INIZIAZIONI E COME PREPARARLE
di Salvatore Brizzi

Le Sette Iniziazioni e come Prepararle

di Salvatore Brizzi

Il nuovo libro di Salvatore Brizzi, "Le Sette Iniziazioni e Come Prepararle", spiega come mettersi al servizio di quella che è conosciuta come la Fratellanza Bianca del pianeta.

Si tratta di un ordine composto da maestri spirituali che hanno sempre promosso e organizzato lo sviluppo della coscienza dell’umanità nel corso dei millenni.

L’autore spiega che l’evoluzione spirituale dell’umanità non è affidata al caso o all’iniziativa dei singoli, ma procede secondo un piano preordinato che prevede Iniziazioni ben precise, attraverso cui un discepolo deve a un certo punto passare se vuole progredire e diventare sempre più capace di servire i suoi simili.

Maggior progresso lungo il sentiero iniziatico è infatti indice di maggiore capacità di rendersi utile al piano evolutivo della Terra.

Salvatore Brizzi dice di questo libro...

« Rinnovare il desiderio di risvegliarsi alla propria anima, preparare i discepoli a servire la Fratellanza Bianca, far risorgere il Guerriero di Luce in uomini e donne che hanno a cuore le sorti dell’umanità... è lo scopo del libro che avete fra le mani. »

Dopo 15 anni d’insegnamento – iniziato esattamente dopo 7 anni dall’inizio del lavoro su me stesso – ho letteralmente ricevuto l’ordine di pubblicare un libro che parlasse esplicitamente dei maestri della Fratellanza Bianca, dei 6 stadi del discepolato e delle 7 iniziazioni. Un libro che ha il compito dichiarato di semplificare, divulgare e – nei punti riguardanti il lavoro più pratico – aggiornare ciò che è già stato detto da Alice Bailey nei sui 25 libri (19 dettati dal maestro Djwhal Khul e 6 scritti dalla Bailey stessa).

In questi anni ho preso coscienza del fatto che nessun giovane (in verità... chiunque che non sia ancora andato in pensione) leggerà mai i famosi “tomi blu” da 500 pagine cadauno della Bailey. Il palato del lettore deve prima essere stuzzicato... magari spiegando con un linguaggio accessibile quale tesoro è nascosto in quegli insegnamenti, dopodiché è possibile che egli senta di voler intraprendere uno studio più impegnativo.

Confido che il mio libro possa fungere da porta d’accesso verso la lettura di tali testi, che restano indispensabili per chiunque voglia in seguito approfondire il contenuto di quella che è stata chiamata “Scienza dello Spirito”, “Scienza dell’Anima”, “Antica Saggezza”, “Saggezza Perenne”, “Religione Universale”... e in tanti altri modi.

Leggete con attenzione l’indice e decidete se è un libro che fa per voi...

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