Iniziata la Sanguinaria Caccia al Capriolo in Toscana

di Rebecca Manzi

Potranno essere abbattuti anche le femmine e… i loro cuccioli!

Caccia al capriolo in Toscana: dal 15 agostoiniziati gli abbattimenti di femmine e cuccioli. La delibera della Giunta Giani autorizza i “prelievi” estivi ignorando il parere contrario dell’ISPRA e le proteste della LAV.

Dal 15 agosto 2026 la Regione Toscana ha riaperto la caccia di selezione al capriolo, consentendo l’abbattimento diretto di femmine e cuccioli di pochi mesi. La misura, contenuta nella Delibera di Giunta Regionale n. 630 del 25 maggio 2026, autorizza i prelievi venatori nella finestra temporale compresa tra il 15 agosto e il 30 settembre.

Questa scelta ha scatenato un’immediata mobilitazione da parte delle sedi locali della LAV, guidate dalle sezioni di Lucca, Pontedera, Firenze, Livorno e Prato. L’associazione animalista ha lanciato una petizione popolare e inviato una diffida formale indirizzata al Presidente della Regione Eugenio Giani e al dirigente del Settore Attività Faunistico-Venatoria Marco Ferretti, chiedendo l’immediata sospensione dei prelievi estivi per tutelare i giovani nati ancora dipendenti dalle madri.

Il No dell’ISPRA e le Criticità Ambientali dell’Estate 2026

Il punto centrale della controversia risiede nel chiaro contrasto con le indicazioni scientifiche nazionali. Nel parere rilasciato l’11 maggio 2026, l’ISPRA aveva espressamente richiesto di escludere mamme e piccoli dai piani di prelievo nella fascia estiva. La Regione Toscana ha tuttavia scelto di scostarsi da tali raccomandazioni, giustificando la scelta in nome della continuità gestionale rispetto alle stagioni precedenti.

Tale decisione si inserisce in un contesto ecologico già compromesso: i dati del Consorzio LaMMA indicano per i mesi estivi del 2026 un caldo anomalo e una severa siccità, fattori che sottopongono la fauna selvatica a un grave stress idrico e nutrizionale proprio nella delicata fase dell’allattamento e dello svezzamento.

Crollo Demografico della Specie e Rischi per l’Equilibrio col Lupo

I documenti tecnici della stessa Regione Toscana confermano un preoccupante declino strutturale degli ungulati: tra il 2017 e il 2024 la popolazione di caprioli è scesa da 192.000 a 145.000 esemplari, registrando un calo del 25% e un crollo della densità media da 14,7 a 8,7 capi per cento ettari.

Oltre al danno diretto alla specie, la riduzione della fauna selvatica altera gli equilibri della catena alimentare. Come evidenziato dagli studi sul settore, il capriolo rappresenta la preda principale del lupo; impoverire la disponibilità di prede naturali nelle aree boschive rischia di spingere i predatori ad avvicinarsi agli allevamenti e ai centri abitati, incrementando i conflitti con le attività zootecniche della regione.

Una Barbarie Inaccettabile che Deve Essere Fermata Subito

Consentire che cuccioli indifesi e madri in allattamento vengano abbattuti, oltretutto durante un’emergenza climatica e di siccità che ne sta già decimando la presenza, è una decisione crudele, anacronistica e priva di qualsiasi sensibilità etica.

Trattare la fauna come semplice bersaglio da gestire o da sacrificare sull’altare degli interessi venatori risponde a logiche inaccettabili. Auspichiamo dunque il ritiro immediato di questo provvedimento per mettere fine a una strage che ferisce la natura e la nostra coscienza.

La vigliaccheria di certe “persone” non conosce vergogna! (nota di conoscenzealconfine)

Articolo di Rebecca Manzi

Fonte: https://www.greenme.it/animali/animali-selvatici/caccia-al-capriolo-toscana-abbattuti-femmine-cuccioli/

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