In caso di attacco finanziario, l’Italia è pronta a guardare verso est?

di Danilo Della Valle

L’unica cosa certa è che una parte di Italia, quella delle lobby e degli amici delle multinazionali”, si ostina ancora a guardare al vecchio e obsoleto mondo unipolare senza voler aprire gli occhi.

L’ultima questione della nave “Diciotti” e il continuo braccio di ferro tra governo italiano e Ue sulla questione migranti, è l’ennesima questione di rilievo che pone Roma in contrasto con Bruxelles.

Qualche settimana fa diversi membri del governo italiano hanno parlato di un attacco speculativo nei confronti dell’Italia; soprattutto il sottosegretario Giorgetti ha dichiarato di aspettarsi una manovra da parte di fondi speculativi “affamati”, pronti ad attaccare l’Italia così come hanno fatto con la Turchia.

Tuttavia, il ministro Luigi Di Maio smentendo, qualche ora dopo, i timori di una parte del governo, ha affermato di non condividerne le preoccupazioni, pur avvisando i mercati di non essere ricattabile. Intanto, il governo si cautela guardando ad Est: è notizia di qualche giorno fa la costituzione da parte del Ministero per lo sviluppo economico della task force Cina, volta a rafforzare le relazioni economiche e commerciali con Pechino. La task force, sarà coordinata dal sottosegretario Geraci, già professore di Finanza in diverse università della Cina.

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Tra gli obiettivi del gruppo ci sarà la costituzione, si legge dalla nota ufficiale del Ministero per lo sviluppo economico, di un meccanismo di analisi in grado di reagire alla stessa velocità, onde evitare di restare a guardare passivamente l’asse mondiale spostarsi verso est.

Tra gli obiettivi primari della Task Force si evidenzia quello di potenziare i rapporti fra Cina e Italia in materia di commercio, finanza, investimenti e R&D e cooperazione in Paesi terzi, facendo sì che l’Italia possa posizionarsi come partner privilegiato e leader in Europa, in progetti strategici quali la “Belt and Road Initiative” e “Made in China 2025”.

Alla task force Cina del Ministero per lo sviluppo economico ci sono anche da annotare, sempre negli ultimi giorni, le dichiarazioni del Ministro per gli affari europei, Paolo Savona, che in una intervista all’Unione Sarda ha dichiarato di esser certo che “i gruppi dominanti sconfitti il 4 Marzo, stiano cercando di causare la crisi del nostro debito pubblico per far fallire l’esperimento di Governo in atto”.

Proprio a questo proposito, Savona ha anche dichiarato che il governo starebbe pensando, nel caso la BCE non intervenisse in aiuto dell’Italia, di affidarsi ad un fondo sovrano della Russia che sarebbe disposto ad aiutare Roma, specificando che ciò causerebbe seri problemi in politica estera.

Ovviamente, le dichiarazioni del Ministro sembrano più che altro un avvertimento usato come semplice spauracchio, non una sicurezza nella scelta del governo, ma tanto è bastato per far intervenire i media mainstream, che hanno approfittato subito titolando, scioccati, di una possibile nascita di un asse Roma-Mosca. (ovviamente frutto solo della immaginazione di qualche cacciatore di like e di vendite di copie). Addirittura la deputata PD, Lia Quartapelle, ha twittato del “pericolo Putin” in Italia, appellandosi addirittura al pareggio di bilancio come risoluzione dei problemi… ossia si è appellata ad una delle folli manovre che hanno causato il peggioramento della nostra economia e le politiche di austerità.

Insomma, resta lo sguardo rivolto ad est del governo italiano, verso quella parte di mondo che da anni cerca di costruire una alternativa, purtroppo per ora solo economica e non politico-sociale, al mondo unipolare Occidentalocentrico. Per ora è una novità ma non una certezza, visto i precedenti ammiccamenti anche di altri Paesi verso Est, come Cipro e Grecia, poi tornati sulle proprie posizioni e costretti, come il governo Tsipras, ad accettare manovre “lacrime e sangue” dalla Ue e la svendita di tutti i settori strategici del Paese…

L’unica cosa certa è che una parte di Italia, quella delle lobby e degli “amici delle multinazionali”, si ostina ancora a guardare al vecchio e obsoleto mondo unipolare senza voler aprire gli occhi e  guardare a nuovi orizzonti e nuove opportunità per il nostro Paese.

Fonte: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-in_caso_di_attacco_finanziario_litalia__pronta_a_guardare_verso_est/21163_25165/

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OLTRE L'AGONIA
Come fallirà il dominio tecnocratico dei poteri finanziari
di Marco Della Luna

Oltre l'Agonia

Come fallirà il dominio tecnocratico dei poteri finanziari

di Marco Della Luna

Il capitalismo finanziario alimenta il falso dogma della scarsità della moneta e sta diventando sempre più una guida politica assoluta. Oltre a mercificare l'uomo, disgrega e degrada la società in due maniere: le infligge ricorrenti crisi e dissolve le sue basi morali in una logica di competizione individualistica.

Con il pretesto di dover assicurare la governance richiesta dagli stessi mercati che hanno destabilizzato la società, essa crea la giustificazione per controllare la vita sociale attraverso nuovi strumenti elettronici e biologici, che tracciano, violano e manipolano l'uomo fin nella sua integrità neurofisiologica. Questa "società gestita" è il risultato dell'applicazione degli strumenti della psicologia aziendale, potenziati con tecniche di manipolazione neurale e biologica.

Tale tecnologia ha dato ai governanti non solo un potere di controllo e intervento su tutti noi prima impensabile, ma anche una nuova struttura del potere stesso, delocalizzata e politicamente irresponsabile, in cui l'automazione e la smaterializzazione degli strumenti di governo e di arricchimento hanno privato le persone del potere di contrattazione e della partecipazione ai processi decisionali, relegandole al margine dei circuiti produttivi e decisionali.

Ha generato un ordine contrario ai bisogni dell'uomo e della biosfera, un ordine cementato da un catechismo ideologico "politicamente corretto" che criminalizza, censura e inibisce chi ne critica i fondamenti.

Siamo piegati dalle crisi incalzanti e dalle loro imposizioni, e così accettiamo che la sopravvivenza del sistema produttivo da cui dipendiamo necessiti di un maggior controllo sociale, di una crescente riduzione delle sicurezze personali, delle relazioni comunitarie e delle libertà. Quando saremo completamente sottomessi, per governarci non sarà più nemmeno necessario concederci i diritti e la dignità basilari.

Descrivendo questo minaccioso passaggio epocale, in cui l'Uomo sta rischiando tutto, il libro indica la via di uscita dall'incombente dominio tecnocratico nella stessa insondabile e incoercibile complessità del mondo, della psiche, dell'Essere.

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