Il potentato delle Lobby della Ricerca contro Francesco Celani

di Alberto Zei

Boicottaggi, sabotaggi e ostacoli di ogni genere all’interno delle nostre Istituzioni più prestigiose, che arrivano fino alla distruzione di documenti in occasione del Premio Nobel.

Sarebbe interessante portare finalmente allo scoperto da una parte, chi dispone a chi distribuire le risorse economiche nazionali già assegnate dal Governo per la ricerca; dall’altra, dove sono finiti i fondi della ricerca scientifica, destinati ai laboratori più promettenti di risultati utili e utilizzabili per l’interesse di tutti cittadini.

Il caso specifico in cui il potentato delle lobby nostrane ha operato in modo contrario agli interessi nazionali, è quello del Dott. Francesco Celani, noto ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati (INFN) che si interessa dello sviluppo di innovative metodologie per la produzione di energia ad alta efficienza, a basso costo e praticamente priva di radiazioni nocive, denominata Low Energy Nuclear Reaction (LENR). Il tutto ad integrazione, e, nel lungo periodo, in sostituzione dell’energia ottenuta dalla combustione delle varie sostanze fossili inquinanti, da molti ritenute le responsabili principali del cosiddetto “Effetto serra” e dei bruschi cambiamenti climatici a queste attribuite.

Libri e varie...

Questo ricercatore ha dedicato molta parte della propria vita professionale a queste ricerche, nei Laboratori di Frascati, fino alle soglie dell’età di quiescenza lavorativa. L’INFN ha così ottenuto risultati eclatanti in questo tipo di ricerca, anche in virtù degli approfondimenti professionali dello stesso Celani in conferenze internazionali e durante i periodi trascorsi all’estero, con altri ricercatori.

Celani, tanto più acquistava conoscenza internazionale e stima professionale per le sue ricerche in questo comparto strategico, tanto più in Italia veniva avversato attraverso le lobby economiche politiche che sono, di fatto, arrivate all’ostruzionismo lavorativo all’interno dello stesso INFN.

Chiusura della sperimentazione LENR

Qualche anno fa, l’intuizione scientifica del Dott. Celani supera il tradizionale impiego di materiali molto costosi come il palladio, nella produzione di energia termica, pervenendo ad un risultato ancora migliore con l’impiego della ‘costantana’, ossia di un composto di nichel rame con l’aggiunta di manganese. Con questo materiale, questi giunge per approssimazioni successive utilizzando vari catalizzatori, a risultati qualitativamente obbiettivi.  Ovviamente ciò che più interessa ai fini industriali, è la quantità di energia e il rendimento, e la prospettiva futura in cui il mondo intero potrà attingere energia a volontà da impianti semplici a costi molto contenuti.

Ma con il crescere della notorietà del Dott. Celani, crescono contro di lui le avversità che arrivano persino all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Nel luglio del 2013 arriva l’ordine del Direttore dei Laboratori Nucleari di Frascati di chiudere entro settembre dello stesso anno, la sperimentazione sulle LENR. In considerazione però, della abnormità della decisione adottata, vengono presentate ben otto interrogazioni parlamentari, per chiedere le ragioni di tale imperativo; interrogazioni che hanno sortito l’effetto, di superare le decisioni del Direttore e di far proseguire l’attività di ricerca allo stesso Celani, ma senza alcun finanziamento da parte dell’ Istituto.

Proposta al premio Nobel

La conoscenza anche all’estero del caso Celani è ormai grande e la sua notorietà scientifica dei successi sperimentali sulle LENR rompe gli steccati del Laboratorio di Fisica Nucleare di Frascati; notorietà che giunge in Norvegia, dove nel 2014 in virtù delle sue ricerche, viene proposto per il premio Nobel per la Pace. Infatti, Celani attraverso le ricerche da lui condotte sulle LENR, alla stregua di un novello Prometeo che regalò il fuoco degli Dei agli uomini, si propone ora, di consegnare all’Umanità il dono dell’energia a basso costo e a volontà per tutti, eliminando in tal modo i continui conflitti per l’accaparramento delle fonti energetiche del mondo. Ma quando tutto sembrava ormai scontato a favore del nostro candidato, il conferimento Nobel viene attribuito per ragioni politiche, agli attivisti indiani Malala Yousafzay e Kailash Satyarthi.

La seconda finale al Nobel

L’anno successivo, ossia, nel 2015, accade la medesima cosa. Il Dott. Celani, viene di nuovo prescelto per la candidatura al premio Nobel, evidentemente per il rammarico di qualcuno per un’ingiustizia arrecata al nostro ricercatore. Ma in Italia la preoccupazione delle lobby cresce, e il rimedio da prendersi perché Celani non riesca a salire sul prestigioso gradino, questa volta dovrà essere ben valido e definitivo.

Celani infatti, a Gennaio del 2015 è già tra i candidati al premio Nobel. Il mese successivo nei laboratori di Frascati avviene però un fatto gravissimo e significativo della avversione alla ricerca sulle LENR. Nel febbraio 2015, il Direttore dei Laboratori di Frascati questa volta dà disposizione affinché tutta la documentazione scientifica del Dott. Celani, depositata in un apposito locale del Centro, venga distrutta attraverso la macerazione.

Dopo il misfatto, neppure con l’immane e affannoso lavoro di ricostruzione, Celani riesce a ricomporre in tempo utile, la documentazione mancante per dimostrare, dopo la seconda candidatura per il Premio Nobel, il merito delle sue ricerche. E quell’anno la preferenza viene attribuita al Quartetto tunisino delle Associazioni per il dialogo politico democratico della cosiddetta “Primavera Araba”

La conferma giapponese

A conferma del giusto indirizzo intrapreso nei laboratori di Frascati per opera di Celani, si ha in questi giorni notizia dal Giappone di notevoli miglioramenti quantitativi dell’energia LENR, prodotta attraverso l’utilizzo di rame-nichel in stretto contatto con una specifica struttura di vetro, cioè il leit-motiv di Celani, che proprio sulla base di ciò ha ottenuto i propri risultati in Italia.

Concludiamo l’articolo, facendo presente che il Dott. Celani, arrivato alle soglie del pensionamento, suo malgrado, dovrà andare obbligatoriamente in quiescenza alla fine di settembre. In questo caso però, lascerà il proprio lavoro alle soglie del successo, sperando che le lobby antagoniste non impediranno i tentativi a chicchessia di completare l’opera.

Ci si chiede come lo Stato Italiano, rappresentato dal Parlamento e dalle varie classi politiche che lo compongono, possa rimanere inerme di fronte ad una serie di così gravi e continuate prevaricazioni all’interno della Pubblica Amministrazione, da parte di potentati economici. Con la perentoria messa in quiescenza di Celani, si ottiene proprio ciò che le menzionate lobby volevano, ossia impedire per i loro interessi la diffusione di una conquista scientifica importante, la scoperta di una nuova forma di produzione di energia a basso costo. Tutto questo ovviamente andrà a discapito dell’Italia e dell’intera umanità!

Articolo di Alberto Zei

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://www.economicomensile.it/2017/08/caso-drammatico-italia-del-potentato-delle-lobby-della-ricerca/

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Un commento

  1. Marcella Grabau

    al macero??? ma una denuncia per danni?

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