Il Narcisista e l’auto-lesionista: la coppia perfetta

Dottor Riccardo Coco

Una delle caratteristiche salienti della personalità narcisistica è l’arroganza di chi crede che tutto gli sia dovuto per “diritto di nascita”.

“Queste persone nell’infanzia erano trattate con un’adorazione incondizionata e con deferenza come fossero ‘Sua maestà il bambino’ “ (L.Benjamin).

Questo modo di fare, se continua nella crescita – specialmente dopo che il bambino comincia a gattonare e ad esplorare di più l’ambiente, periodo in cui dovrebbe iniziare a confrontarsi con la realtà – lo programma allo sviluppo di un disturbo narcisistico di personalità.

I genitori dovrebbero, quindi, nella prima infanzia, far capire al bambino che i suoi comportamenti hanno degli effetti su di loro e sulle persone e che di conseguenza non tutto gli è concesso o dovuto.

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Dovrebbero, altresì, insegnare al bambino che tutti abbiamo dei limiti, delle imperfezioni, dei punti di forza, ma anche dei punti di debolezza. Se il bambino cresce come fosse “sua maestà”, poi da adulto avrà delle aspettative irrealistiche sul trattamento che ritiene di dover ricevere dal prossimo. Si aspetterà cioè che le altre persone portino avanti “le usanze di famiglia” nei suoi confronti: sul lavoro, ad esempio, pretenderà di avere il posto migliore, l’attrezzatura migliore ed altri simili vantaggi a prescindere da come si comporta, e se ciò non avviene, si sorprende, si offende e si arrabbia.

Ritiene insomma di dover essere trattato in modo speciale e se le sue aspettative non sono corrisposte resta dapprima esterrefatto e poi si arrabbia. In famiglia, ogni piccola spesa del partner è vagliata attentamente, mentre lui non ha limiti di spesa e non sopporta di essere controllato: lui controlla gli altri ma pretende per sé la massima autonomia. Se ad ogni cosa che fà, non viene accolto con le celebrazioni degne di un condottiero, si offende e va in collera.

Se il partner si ammala è pronto al divorzio, visto che il partner è ormai “fuori uso”. Inoltre, si aspetta che gli altri gli cedano il passo: essi devono farsi da parte, mentre lui fa ciò che più gli aggrada. Le loro partner (le personalità narcisistiche sono più spesso uomini che donne) assecondano in maniera tipica gli schemi comportamentali dei narcisisti, cercando di venire sempre più incontro alle loro esigenze. Queste donne hanno spesso infatti una personalità di tipo auto-lesionista… e l’incastro relazionale patologico “è perfetto”.

Il passato di queste donne è spesso caratterizzato da abbandoni, lutti traumatici e soprattutto una storia di abusi psicologici e fisici; è dunque difficile poter pensare a loro come a qualcuno che tenti di recuperare la felicità perduta dell’infanzia; anzi il loro programma interno (patologico), purtroppo, è quello di riproporre le tematiche della loro infanzia, scegliendo un partner che “porti avanti la tradizione familiare”.

Il bisogno di continuità con la propria storia infantile (“la coazione a ripetere” come la definì Anna Freud), non dobbiamo dimenticare, è una forza interna potentissima e che resiste tenacemente ai cambiamenti che un terapeuta tenta di operare. Ne va del senso stesso di identità di un individuo, che non sa riconoscersi se non in quel modo. La psicoterapia in questi casi ha l’obiettivo principale di modificare questi schemi patologici, promuovendo lo sviluppo di nuovi modi di stare al mondo.

Articolo del Dottor Riccardo Coco – Psicologo e Psicoterapeuta, Sito web: http://riccardococo.altervista.org, email: cocoricc@libero.it

Fonte: http://riccardococo.altervista.org

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IL NUOVO CORPO E LA MENTE
di Giovanni Francesco Di Paolo, Marco Lombardozzi, Osvaldo Sponzilli

Il Nuovo Corpo e la Mente

di Giovanni Francesco Di Paolo, Marco Lombardozzi, Osvaldo Sponzilli

Un libro che punta alla riscoperta della vera anima della medicina attraverso il recupero della discipline umanistiche applicate all'uomo per migliorare il rapporto medico-paziente.

Da alcuni secoli nell'essere umano c'è stata una separazione netta tra l'Io, la mente, da un lato, e l'essere, il corpo, dall'altro. La scienza ha sostenuto a lungo la tesi della distinzione tra queste due entità. Oggi, però, attraverso nuovi approcci e medicine "altre", si cerca di restituire un'altra forma, una nuova esemplificazione all'unità-uomo.

Il XXI secolo è stato identificato come l'epoca dell'ansia, della paura e dell'angoscia collettiva per un corpo sempre efficiente, in forma, esente da qualsiasi anomalia fisica, pronto a essere plasmato nella sua forma più edonistica e brillante, che nasconde tuttavia, celata al suo interno, l'angoscia della malattia e della morte.

La nostra è l'epoca nella quale il corpo purtroppo non è stato più identificato come il "tempio dell'anima", custode dell'immanente segreto dell'eternità. Le diverse soluzioni, proposte attraverso le differenti tecniche esposte in questo libro scritto a più mani, portano in sé un'immagine nuova, una visione originale, che dall'omeopatia alla spagyria, dall'antroposofia alla microkinesiterapia, alla psicosintesi, permettono di dare un volto concreto al forte disagio che il "dolore dell'anima" conduce e trasforma.

Un compendio originale di proposte da parte delle nuove medicine complementari.

"La riscoperta della vera anima della medicina attraverso il recupero delle discipline umanistiche applicate all'uomo ha come fine il miglioramento del rapporto fra medico e paziente. L'anima della medicina è quindi un sapere che poggia su due colonne come se fosse un ponte. Una colonna è rappresentata dal sapere scientifico e l'altra dal sapere umanistico. Tutto questo va visto nell'ottica di bilanciare l'approccio olistico proprio delle medicine complementari con la clinica "tecnologica". Dalla loro integrazione può rinascere una forma di medicina più umana e globale nel vero senso del termine, rispettosa della biografia individuale che sempre si identifica con la biopatologia del soggetto in stato di sofferenza.

"Un uomo non è ammalato perché ha una malattia, ma ha una malattia perché è ammalato"."
Osvaldo Sponzilli

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