Il Mondo sta impazzendo!

Ebbene sì, è sotto gli occhi di tutti ma pochi hanno il coraggio di dirlo o di prenderne coscienza: il mondo sta impazzendo!

Non è una constatazione maniaco-depressiva, semplicemente un dato di fatto obiettivo… Vi basta aprire un giornale, guardare la tv, parlare con una persona qualsiasi, andare a scuola, a lavoro o all’università per rendervene conto… La gente non ci sta più con la testa… veramente…

Tutti soffrono di depressione, di allergie, di malattie varie, di stanchezza cronica e di svogliatezza. Ci sono i single che soffrono perchè non hanno una ragazza, ci sono quelli con la ragazza che ne hanno le palle piene di stare con la ragazza. Poi ci sono quelli che hanno smesso di sognare dall’età di 15 anni e ora a 30-40 anni conducono una vita infame, degna di essere paragonata a quella di una formica: lavoro-mangiare-televisione-dormire, finti piaceri e divertimenti mondani, che li inducono ancora di più in depressione… sempre più depressi!

Libri e varie...

Poi ci sono quelli che hanno 50 anni e vivono di rimpianti per le cose che non hanno fatto, per aver vissuto una vita mediocre e monotona, hanno una famiglia di cui non gliene frega nulla o quasi, un lavoro che li deprime, magari stanno tutto il giorno dietro una scrivania a dire cazzate con i colleghi come se avessero 8 anni, hanno dei figli che non li considerano e, anzi, che fanno i padroni di casa. Altro che… “questa casa non è un albergo!”, ormai le case sono dei mega alberghi super accessoriati, dove i genitori sono i camerieri, i facchini e le donne delle pulizie e dove i ragazzi la fanno da padroni.

Ci sono i vecchietti che vivono con la pensione pagata dai giovani lavoratori precari, cioè quelli che la pensione non la vedranno mai, neppure a 80 anni. Ci sono i ragazzi, che non hanno più ideali e neppure più la voglia di ribellarsi, non hanno più una cultura, il rispetto: per loro tutto è un diritto, è un diritto avere scarpe da 160€ pagate dal padre che fa l’operaio, è un diritto non lavorare fino ai 25 anni, stare in casa fino ai 30…

E tutto ciò è solo una parte dei casini che devastano quotidianamente il mondo: morti, stragi, fame, distruzione, stupri, violenze, diritti negati, pestaggi, guerre, mine, bombe, capitalismo selvaggio, dittature, finte democrazie, finti partiti, usurai, mafiosi, droga, alcool, tangenti, corruzione, evasione fiscale.

È un problema culturale… Divertimenti per borghesi catto-comunisti e un po’ di bombe a grappolo per i bambini che vivono nei paesi devastati dalle guerre, ragazzi di 14 anni che danno fuoco ai capelli di un coetaneo e mamme che uccidono i propri figli, naziskin che pestano a morte un ragazzo per una sigaretta negata e assessori alle politiche giovanili indagati per tangenti e corruzione, cazzeggio, grande fratello, tv, droghe e alcool per i giovani dei paesi ricchi e mine sotto i piedi per quelli dei paesi poveri, donne, uomini e bambini che muoiono di cancro perchè la loro casa è fatta di amianto e autoblu per i politici, televisione dei potenti e scemi che pagano il canone e altri più scemi che vanno a votare… il popolo si scanna da solo, mentre i potenti nelle ville e nelle banche se la ridono…

Il problema è che una volta toccato il fondo, non si deve per forza risalire anzi si può continuare a scavare! E allora forza, prendi una pala e vieni anche tu! Se ci mettiamo tutti d’impegno finiremo prima di scavare, e a quel punto o verremo tutti risucchiati da quell’enorme buco nero creato dal nulla del nostro tanto scavare, o dovremo ricostruire pezzettino per pezzettino le fondamenta di questa Terra!

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://sogni-in-liberta.blogspot.com/2008/05/il-mondo-sta-impazzendo.html

Libri e varie...
SOLITUDINE DIGITALE
Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale?
di Manfredi Spitzer

Solitudine Digitale

Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale?

di Manfredi Spitzer

Difendiamo noi stessi e i nostri figli, dalle leggi del mercato!

Siamo malati di cyber, ma Spitzer condanna gli eccessi d'uso della tecnologia, perchè, come in medicina, è la dose che fa il veleno..."

Frankfurter Allgemeine

La digitalizzazione della nostra vita quotidiana progredisce a ritmi vertiginosi e non sempre questo costituisce un vantaggio. Se per rispondere a qualunque domanda ormai attingiamo al nostro smartphone, indifferenti che le nostre tracce siano registrate, memorizzate e analizzate nelle banche dati per poi essere interpretate, vendute e usate indebitamente, vuol dire che non riusciamo più a fare a meno delle tecnologie digitali, che ne siamo dipendenti.

Sono però note a tutti le patologie "cibernetiche" e le conseguenze sulla salute nostra e dei nostri figli dovute all'uso sempre più intensivo di computer, social e giochi elettronici. Non si tratta di ostilità nei confronti della tecnologia, ma di veri e propri effetti collaterali indesiderati come stress, perdita di empatia, depressione, disturbi del sonno e dell'attenzione, incapacità di concentrarsi e di riflettere, mancanza di autocontrollo e di forza di volontà.

I bambini, in particolare quelli che non sanno ancora leggere e scrivere, sono danneggiati nelle loro capacità sensoriali, e bullismo e criminalità informatica completano il quadro di una situazione che ci sta sempre più sfuggendo di mano.

L'appello che Manfred Spitzer lancia in questo libro è di reagire per non lasciare che le nostre vite siano dominate dalle lobby del settore che ogni giorno ci bombardano con messaggi su quanto siano importanti e utili i media digitali, su come rendano intelligenti i giochi al computer, sul fatto che pc e connessioni Internet devono essere a disposizione di ogni studente, che le scuole devono essere dotate di wireless e che le tecnologie informatiche ci garantiranno un futuro perfetto.

Lasciamo ai nostri figli un pianeta devastato, facciamo in modo che non siano le leggi del mercato a dominare completamente le loro vite, occupiamoci della loro istruzione e della loro salute sviluppando le loro capacità critiche, la loro autonomia di giudizio e l'amore per la libertà da cui nascono il rispetto di se stessi e degli altri, colonne portanti di una sana società civile.

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