Il mistero dell’Ufo che spaventò Mussolini e sparì in America

di Gabriele Bertocchi

Nel giugno del ’33 un Ufo si schianta in Italia. Il regime di Mussolini insabbia tutto. Ma secondo Pinotti, del Centro Ufologico Nazionale, quell’avvenimento spinse il Duce ad allearsi con Hitler.

<em>di Gabriele Bertocchi</em>
<b>Nel giugno del '33 un Ufo si schianta in Italia. Il regime di Mussolini insabbia tutto. Ma secondo Pinotti, del <em>Centro Ufologico Nazionale</em>, quell'avvenimento spinse il Duce ad allearsi con Hitler.</b>
C'è una storia misteriosa di Ufo tenuta nascosta e sepolta dal regime fascista, guidato da Benito Mussolini. È quella di un velivolo non identificato che si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, in Italia. Un avvenimento che, secondo Roberto Pinotti, fondatore e segretario del Centro ufologico nazionale, potrebbe ridefinire la storia del periodo pre-bellico e l'alleanza tra Mussolini e Hitler.
L'Ufo - termine che al tempo dei fatti non era stato ancora coniato - si è schiantato al suolo il il 13 giugno 1933 al confine tra Piemonte e LombardiaC’è una storia misteriosa di Ufo tenuta nascosta e sepolta dal regime fascista, guidato da Benito Mussolini. È quella di un velivolo non identificato che si schiantò nei pressi del Lago Maggiore, in Italia. Un avvenimento che, secondo Roberto Pinotti, fondatore e segretario del Centro ufologico nazionale, potrebbe ridefinire la storia del periodo pre-bellico e l’alleanza tra Mussolini e Hitler.

L’Ufo – termine che al tempo dei fatti non era stato ancora coniato – si è schiantato al suolo il il 13 giugno 1933 al confine tra Piemonte e Lombardia, più precisamente a Vergiate, in provincia di Varese, non troppo distante dall’aeroporto di Malpensa. Tra i resti di quel velivolo, non solo rottami: vengono rinvenuti anche i corpi dei piloti.

La paura di Mussolini

L’unica traccia e testimonianza del primo caso ufologico in Italia, è un dispaccio dell’agenzia Stefani, di carattere “riservatissimo”. La vicenda venne immediatemente secretata, anche se un ufficio, il Gabinetto RS/33, di cui faceva parte anche Guglielmo Marconi, continuò a occuparsene. Ora a provare a fare chiarezza è Roberto Pinotti, durante il convegno “Ufologia” ad Arona. Il professore ha spiegato che “i resti dell’Ufo, che nei disegni viene descritto come un velivolo cilindrico, con una strozzatura poco prima del fondo, con oblò sulla fiancata, da cui uscivano luci bianche e rosse, furono portati nei capannoni della Siai-Marchetti a Vergiate, dove rimasero per 12 anni. Così come i corpi dei piloti, conservati in formalina, e a lungo studiati. Si sa che erano alti 1,80, e avevano capelli e occhi chiari“.

Dalle fattezze dei corpi rinvenuti, Pinotti, come riportato su La Stampa, avanza la sua personalissima ipotesi, fondata sulla somiglianza tra i due alieni e dei piloti tedeschi. Il Duce scambiò in sostanza i corpi degli alieni (forse di tipo nordico) con dei tedeschi.Il Duce credette, forse, che sarebbe stato opportuno allearsi con una potenza militare come quella della Germania nazista, capace di produrre un velivolo mai visto prima, piuttosto che averla come nemica, afferma il segretario Centro ufologico nazionale.

I resti spediti negli States

Il mistero riguardo questo fatto, negli anni è rimasto tale. A guerra finita, gli Alleati vollero prendere in custodia le casse contenenti i resti del velivolo che portarono in America. Ma il giallo non si risolse, anzi, come fa notare Pinotti si infittiì: Stranamente, le tre persone che erano a conoscenza del trasporto di quelle casse negli Usa, morirono: due in incidenti di mare, una suicida“.

Come è evidente ci sono ancora tante risposte mancanti. Ciò che è certo, è che gli esperti sono concordi nel sostenere come la zona tra Lago Maggiore e Ticino sia tra quelle con più segnalazioni di oggetti non identificati in Italia.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mistero-dell-ufo-che-spavent-mussolini-e-spar-america-1376924.html

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